Fotografare nel Parco di Paneveggio: la Val Venegia

20 maggio 2018 - 16:23

Gita panoramica e molto semplice, dal dislivello irrisorio, ideale per chi desidera calzare le ciaspole per la prima volta e scattare delle belle fotografie in ambiente innevato.

Il paesaggio è incantevole, sia nel bosco sia negli spazi più ampi, dove la bastionata rocciosa delle Pale di San Martino funge da quinta naturale allo scenario dolomitico di questo angolo di Trentino. Ideale anche per chi non ha mai calzato le ciaspole. I più fortunati potrebbero avvistare e immortalare con la reflex i cervi.

Dal parcheggio della Val Venegia si cammina lungo la mulattiera pianeggiante che costeggia il torrente nel fitto bosco, prevalentemente di abeti. In genere il sentiero è tracciato o comunque pistato. La vegetazione si dirada giungendo ad una zona adibita a parcheggio nel periodo estivo. Avanzando ancora un poco la vista sulla testata della Val Venegia diviene più ampia e suggestiva.

Sulla sinistra in pochi minuti si sale alla Malga Venegia (m 1778), in posizione panoramica e soleggiata. Si prosegue dritto, sempre costeggiando il torrente, in genere immobile e ghiacciato, per ammirare da sinistra la Cima Focobon, il Campanile del Focobon, il Campanile di Valgrande, la Cima di Valgrande, la Cima dei Bureloni, la Cima della Vezzana e il Cimon della Pala.

Il sentiero prosegue sempre dritto, rientrando ora nel bosco e, sempre costeggiando il torrente si sbuca nella radura dove è sita la Malga Venegiota (m 1824), che si vede proprio all’ultimo, sovrastata dalle cime della valle precedentemente descritte, alle quali si aggiunge, però, anche il Cimon della Pala (m 3185), alla sinistra orografica della valle.

Variante: dalla Malga Venegiota è possibile proseguire sino al Passo Rolle, passando per la Capanna Segantini, con grandiosa vista sulla Cima Vezzana – con i suoi 3192 metri slm è la più alta delle Pale di San Martino – e sul Cimon della Pala (m 3184), elegante torre di roccia, detta “il Cervino delle Dolomiti” (2174 metri). Dati tecnici della variante: tempo di percorrenza 1 ora, dislivello 350 metri a salire, escursione semplice.

Testo e foto di Cesare Re

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