Fra le Apuane Versiliesi

18 marzo 2020 - 9:51

1° Giorno
Questo itinerario muove i suoi passi da Pietrasanta, città fondata o forse ingrandita, nei pressi della Rocca di Sala, dai Lucchesi per opera del loro Podestà Guiscardo Pietrasanta (tra il 1242 e il 1255), da cui prese il nome. Essa nella pianta regolare, che si sviluppa intorno alla piazza, tradisce origini antichissime di “castrum” romano. Ed è proprio la bella piazza del Duomo che offre le migliori proposte di notevole interesse artistico e monumentale. Su essa si affacciano il Palazzo Pretorio, il Palazzo Carli, la Colonna del Marzocco, la Chiesa di S. Agosti-no (XIV-XV sec.), il caratteristico incompiuto campanile di mattoni, il Duomo, e la soffocata Rocchetta che con la Porta Pisana chiude la piazza verso il mare. Il Duomo, iniziato nel 1256, impone la sua bianca fac-ciata arricchita nelle lunette da bassorilievi di scuola pisana e dal prezioso rosone opera dello scultore Riccomanni. Degne di nota sono le sculture di artisti locali, assai famosi come il Riccomanni, Donato Benti e Stagio Stagi che l’interno ospita. Ma, a parte gli antichi fasti, Pietrasanta anche oggi si impone come capoluogo artistico e culturale della Ver-silia Storica e soprattutto come gelosa ed ecumenica custode della tradizionale lavorazione artistica del marmo. Da Pietrasanta si sale a Capezzano Monte dove il nostro itinerario ha inizio oltre il paese (segnavia 31 CAI); si guadagna quota dolcemente lasciando alle spalle la suggestiva visione del mare, attraversando i resti delle ultime colture agricole prima delle sterpaie e dei boschi Apuani, e si giunge presto in vista di S. Anna, paese martire per eventi di rappresaglia nell’ultima guerra mondiale. La mulattiera sale alla Foce di S.Anna mentre la vista si apre per la prima volta sulle più importanti cime delle Apuane meridionali; il sentiero scende quindi verso il paese di Farnocchia per volgere decisamente verso est, attraverso alcuni prati ed una selva di castagni fino a portarci alla Foce ed alla chiesetta di S.Rocchino. Proseguendo sul versante orientale del colle, ancora lavorato dagli ultimi appassionati alpigiani, si arriva alla “Foce del Grattaculo” dove si lascia sulla sinistra la mulattiera (segnavia 121 CAI) che va direttamente rifugio “Forte dei Marmi” e si prosegue su terreno misto tra tenui querceto-carpineti e le prime praterie, fino alla “Foce del Pallone?. La traccia del sentiero si fa ora più larga e pianeggian-te e ci conduce in “Piano dell’Orsina dove sorge l’Albergo Alto Matanna, il primo delle Apuane e ora colonia montana. Proseguendo (segnavia 5 CAI) si raggiunge dopo una breve salita il passo del “CaIlare” di Matanna. Il passo, dopo una giornata di paesaggi “dolci”, offre al turista il primo spettacolo dell’arditezza delle Apuane. Sullo sfondo della valle di Stazzema che sfuma verso il mare, il Monte Procinto con la vertigine delle sue pareti introduce alla contemplazione del delicato profilo della Pania della Croce. E ormai vicina l’Alpe della Grotta con l’accogliente rifugio “Forte dei marmi”.
2° giorno
ALPE DELLA GROTTA – STAZZEMA
Prima di ridiscendere a valle, in direzione di Stazzema, andremo a scoprire il gruppo di monti che sono nelle vicinanze, il Monte Procinto ed il Nona. Il primo costituisce un gruppo di torri, campanili e pinnacoli che non ha riscontri in tutta la catena. Al di sopra di uno zoccolo cilindrico con pareti verticali che superano i cento metri si erge l’elegante torione quadrangolare del Procinto (1177m). Tra lo zoccolo ed il torrione corre una bella cengia chiamata “Cintura?. La prima salita del Procinto è attribuita ad alcuni boscaioli verso il 1848. Di aspetto completamente opposto è il M.Nona (1300m) situato proprio di fronte al Procinto con la famosa parete sud-ovest, enorme lastrone calcareo strapiombante di 300 metri di dislivello ritenuta per molto tempo impossibile, finché con l’avvento delle nuove tecniche dell’alpinismo nel 1966 fu vinta per la prima volta. Da rifugio, preso il sentiero CAI che risale in questa direzione si arriva verso sinistra, sotto l’imponente parete del M.Nona. Raggiunta la foce del Procinto dopo aver oltrepassato un ponticello in legno, ci si immette sul sentiero della “Cintura” che ci permetterà di aggirarlo completamente. Poi chi non soffre di vertigini ed è in possesso di un minimo di attrezzatura alpinistica sarà possibile salire la cima per la via ferrata che inizia con una scala metallica e continua con un cavo metallico nel versante sud della montagna. Da qui, ridisceso rapidamente il sentiero, in prossimità del Rifugio Forte dei Marmi all’altezza di una copiosa sorgente, per il segnavia n°5 del C.A.I. un bell’itinerario che si snoda fra annosi castagneti ci porterà al paese di Stazzema. (ore 4-5). Caratteristico paese dell’Alta Versilia ricco di storia, nella seconda metà del XVI sec. conobbe un periodo di splendore per l’escavazione dei bordigli fioriti, che ser-virono ad ornare le Cappelle Medicee di Firenze ed il Palazzo di Versailles. Interessante la Piazza al S.M. Assunta costruita nel XIII sec. in arenaria e marmo venato e che al suo interno racchiude molte opere d’arte.

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