Il borgo antico (Altamura)

18 marzo 2020 - 0:18

Attraversare Porta Bari (lat. 40.829597 N, long. 16.553797 E) e
immettersi su corso Federico II di Svevia. Subito a sinistra, al numero
civico 6, troviamo palazzo Viti-De Angelis, uno dei più belli del centro
storico, costruito probabilmente nel Quattrocento dal feudatario
principe Raimondello Orsini del Balzo su una fabbrica già esistente.

L’edificio è adiacente alle mura medievali, inglobato alla Porta Bari.
Svoltare alla prima a sinistra in via Leopoldo Laudati. Proseguire per
200 metri circa fino a raggiungere piazza Madonna dei Martiri. A
sinistra troviamo la chiesa omonima, edificata nella seconda metà del
XIII secolo, uno dei tanti edifici religiosi di rito greco presenti
nella città, rimasto tale fino alla fine del Cinquecento e accanto, al
numero civico 13, la chiesa di San Liberatore: attualmente sconsacrata e
in completo stato di abbandono, sorge di lato all’arco seicentesco
denominato della “Porticella”, mentre alle sue spalle sono ancora
visibili i resti di un bastione delle mura medievali della città.

Nell’ampio sepolcreto sottostante all’edificio e nel bastione della
muraglia retrostante vennero seppellite le numerose vittime della peste
(le fonti parlano di oltre 3.000 appestati morti in quel periodo).

Imboccare via Matteo Cristiani. A pochi metri, sulla destra, in Largo
Niccolò Castelli n. 17, troviamo, intatto nella sua grandiosità, il
palazzo Castelli, eretto fra il XVI e XVII secolo dall’omonima famiglia,
una delle più antiche della città. Adiacente al palazzo è la chiesetta
cinquecentesca di Santa Maria della Vittoria, cappella privata della
famiglia nobiliare.

Immettersi nuovamente su via Matteo Cristiani e proseguire diritto fino a
raggiungere piazza Don Minzoni. Una volta qui, svoltare a sinistra su
via Foggiali. Dopo pochi metri, sulla destra, al numero civico 9
troviamo l’ex Ospedale dei Pellegrini. L’ospedale fu fondato nel 1515
dall’Arciprete F. Rossi per la cura dei poveri e dei pellegrini che si
recavano in Terra Santa. A pochi anni da quella data, per la necessità
di personale nell’assistenza agli ammalati, si istituì una congrega, che
prese il nome di Confraternita della SS.ma Trinità. Ora l’edificio è di
proprietà del Comune.

Svoltare nella prima a destra su via Ospedale Vecchio fino a raggiungere
via Trinità. Sulla sinistra troviamo la chiesa della Santissima
Trinità
, risalente con molta probabilità al XV secolo. È sede di
un’antica e prestigiosa confraternita. La sua facciata, frutto di un
recente rifacimento, conserva sul lato destro la cosiddetta “croce del
pellegrino”, chiamata così perché era baciata da tutti i pellegrini di
passaggio e che alloggiavano nell’Ospedale adiacente.

Di fronte, al
numero civico 43, troviamo palazzo Griffi, grande struttura del
Seicento, costruita dai nobili Griffi, originari della città di Ruvo. Il
portale ad arco presenta decorazioni floreali, scolpite nella pietra, e
il viso di un cherubino. Al di sopra è posto lo stemma del Casato
Griffi raffigurante un ippogrifo alato, un animale mitologico metà
cavallo e metà uccello. Oggi il palazzo restaurato è abitato da altre
famiglie altamurane.

Proseguire a destra in via Trinità fino a incrociare piazza Don Minzoni.
Svoltare a sinistra per via S. Caterina. A 20 metri circa, sulla
sinistra, in via Fratelli Baldassarre n. 1, troviamo palazzo
Baldassarre
. Si tratta di un edificio quattrocentesco, a tre piani,
quasi completamente rimaneggiato nel Seicento. Capolavoro dell’arte
edilizia del tempo, presenta particolari di notevole valore
architettonico, tra i quali un balcone in ferro battuto in stile
barocco. Appartenne alla famiglia di mastri muratori Baldassarre,
divenuti nel tempo tra i più importanti costruttori della città.

Tornare
indietro e svoltare a sinistra proseguendo su via Santa Caterina. Nei
pressi del numero civico 58 imboccare a destra claustro Domenico Cinfio;
al numero civico 8 troviamo la casa natale di Tommaso Fiore, uno dei
più importanti meridionalisti italiani. Da strenuo socialista, si occupò
costantemente della condizione dei braccianti del Mezzogiorno. Nel 1920
fu sindaco di Altamura e, a causa del suo forte antifascismo, fu
incarcerato nel 1942.

Tornare indietro e immettersi a destra nuovamente
in via Santa Caterina. Proseguire diritto per 200 metri circa, fino ad
incrociare corso Federico II di Svevia. Svoltare a sinistra nella via e a
pochi metri, sulla destra, troviamo la chiesa di San Francesco da
Paola
.

Recentemente riportata all’antico splendore grazie ad un accurato
restauro, fu edificata nel 1582 e ristrutturata nel Settecento.
Possiede una facciata semplice, ma contiene al suo interno gioielli di
grande valore storico e artistico. Proseguire diritto, superando la
chiesa, fino a raggiungere piazza Resistenza, su cui si apre Porta
Matera, detta nel Medioevo “Porta Montiorum”, perché posizionata a sud
in direzione degli Appennini lucani e della via Appia o Tarantina.

Nel
1799 fu testimone dell’eroica resistenza della città contro l’assedio
del Cardinale Ruffo, dal quale fu incendiata e distrutta. Oggi è
possibile osservare solo una lapide, posta nel 1899 dal Comune di
Altamura, per commemorare le vittime dell’evento. A sinistra troviamo
l’altorilievo della coscia di Pipino, un’antica incisione su pietra,
incastonata sul tratto di mura medievali che si affacciano in piazza
Resistenza. Ricorda l’impiccagione, avvenuta nel XIV secolo, del conte
Giovanni Pipino, nobile feudatario che pagò con la morte la sua
ingratitudine nei confronti del Re.

A destra troviamo l’edificio dell’ex
Monastero del Soccorso, ora sede del GAL Terre di Murgia. Mantenendo la
destra, superando l’ex Monastero del Soccorso, svoltare nella prima a
destra su via Giuseppe Garibaldi. Proseguire diritto fino a raggiungere
piazza Saverio Mercadante, dove troviamo l’omonimo teatro.

Costruito nel
1895, a cento anni dalla nascita del musicista a cui è dedicato, fu
completato in soli sette mesi su progetto dell’ingegnere Vincenzo
Striccoli; oggi è stato riportato all’antico splendore. L’ingresso
principale del teatro immette nel vestibolo che ospita il busto del
musicista altamurano, realizzato nel 1844 dallo scultore Tito Angelini.

Svoltare nella prima a destra su via Vincenzo Lavigna. Proseguire
diritto per 50 metri circa e svoltare a sinistra in via Santa Lucia.
Proseguire diritto e nei pressi del numero civico 53, sulla sinistra, in
Claustro Tricarico n. 20 troviamo palazzo Castelli. Tornare indietro e
svoltare a sinistra imboccando nuovamente via Santa Lucia. Andare
diritto e a pochi metri, a destra, al numero civico 18, troviamo palazzo
Corradi-Terzetti.

Fu costruito nel 1594, così come ricordato dalla data
scolpita nello stemma centrale della facciata. Nelle sue cantine, nel
1799, sarebbe avvenuto un atto di eroismo delle donne altamurane che,
barricatesi in casa, sarebbero riuscite a catturare e rinchiudere in
quella cantina molti adepti del cardinale Ruffo. Proseguire diritto fino
a incrociare via Conservatorio Carmine, quindi svoltare a sinistra.
Dopo pochi metri, svoltare subito a destra in via Bisanzio Filo.
Proseguire per 100 metri circa fino a raggiungere a sinistra, al numero
civico 31, palazzo Filo, fatto edificare dall’omonima famiglia, una tra
le casate più antiche e prestigiose della città, tra XVI e XVIII secolo,
a ridosso delle mura della città. Conteneva una cappella dedicata a San
Filone martire, un santo orientale venerato dalle famiglie di origine
greca, tra cui gli stessi Filo.

Superare il palazzo e svoltare nella
prima a destra proseguendo in via Bisanzio Filo. Proseguire diritto fino
a raggiungere piazza Guglielmo Marconi. Oltrepassarla fino a incrociare
via Nicola Melodia, quindi svoltare a destra. Andare diritto fino a
raggiungere piazza Duomo: detta anche Platea rerum venalium, era un
tempo a pianta quadrata, con porticato, e ospitava diverse botteghe. Fu
anche luogo di residenza di alcune prestigiose famiglie di origine sia
latina sia greca. Qui si incontra la magnifica Cattedrale, la statua dei
Caduti del 1799, e, al numero civico 21, il maestoso palazzo Melodia,
in perfetto stile neoclassico.

Sulla destra troviamo l’ingresso alla Cattedrale. Nel 1232 l’Imperatore
Federico II di Svevia ne ordinò la costruzione, dedicandola all’Assunta.
La rese chiesa palatina, dipendente direttamente da lui. A tre navate,
in stile romanico, nel 1316 crollò quasi del tutto a causa di un
terremoto. Re Roberto d’Angiò la fece ricostruire con un portale
scolpito che è tutt’oggi un capolavoro assoluto di scultura in pietra.
L’arco a sesto acuto contiene diverse formelle a bassorilievo che
raccontano il grande ciclo narrativo della vita di Gesù.

Accanto alla Cattedrale troviamo il palazzo vescovile, già sede
dell’Università. Come attesta una lapide affissa sul muro, la Regia
Università fu fondata nel 1748 con decreto del Re Carlo III, e diventò
subito un florido centro culturale, tanto da consentirle l’appellativo
di “Appula Atene”.

L’Università seguì, con la Rivoluzione del 1799, le
infauste sorti della città. Nel 1811, dopo il breve periodo di Goacchino
Murat, il Regio Studio fu chiuso.

A sinistra si incontra la chiesa di
San Michele al Corso, edificata dalla potente confraternita del
Purgatorio nel XVII secolo. Ritornare in piazza Duomo, proseguire
scendendo su corso Federico II di Svevia, a 50 metri circa troviamo
frontalmente la chiesa di San Biagio: di antica origine ipogea, fu
eretta nel 1628 e fu sede sin dall’inizio della Confraternita dei
Calzolai di San Crispino. Originariamente di rito greco, presenta una
pianta quadrata con volta a stella. Interessanti le decorazioni a
pittura su legno della porta interna e del ballatoio dell’organo.

A
destra la chiesa di San Nicola dei Greci, costruita nello stesso periodo
della Cattedrale federiciana per soddisfare le esigenze di culto
dell’antica comunità greco-ortodossa stanziatasi alla fondazione della
città. L’architettura religiosa presenta navata unica, con una facciata
lineare con tetto a capanna e un rosone ricostruito in epoca recente.

Il
bel portale fu arricchito nel 1576 dalle sculture a bassorilievo di
Nicola de Gessa, che raffigurano scene dell’antico e nuovo Testamento.
Di particolare interesse, all’interno, è la rappresentazione statuaria
di San Nicola di Mira, in sembianze orientali: volto scuro, mano
benedicente “alla greca”. Di fronte, al numero civico 47, troviamo la
casa natale di Francesco Saverio Mercadante, uno dei più importanti
compositori italiani dell’Ottocento. Proseguire diritto su corso
Federico II di Svevia per far ritorno a Porta Bari.

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