Il Castello della Pietra

18 marzo 2020 - 9:39

Sulla strada che s’incunea nella gola scavata dal torrente Vobbia, in prossimità dell’antico Pone di Zan, si staglia contro il cielo il profilo inquietante di questo capolavoro di architettura castellana, appartenuto al casato Della Pietra, passato alla famiglia Adorno, fino ad essere abbandonato a seguito del trattato di Campoformio (1797) che sanciva la fine dell’epoca feudale.

Dal 1993, grazie a oculati interventi di recupero, il Castello è tornato a nuova vita ed è fruibile ai turisti anche negli spazi interni: cisterne, segrete, camini, scale, posti di guardia, camminamenti di ronda e l’ampia sala centrale che occasionalmente diventa protagonista di rappresentazioni teatrali, concerti, sagre e mostre.

Un percorso figurativo illustra la storia del fortilizio, mentre una mostra permanente presenta su tavole e stampe altri manieri, affini a quello del Castello della Pietra per arditezza dell’impianto architettonico.

Un sentiero si stacca dalla SP8 per raggiungere in 20 minuti circa questo vero e proprio nido d’aquila a guardia della Val Vobbia, visitabile da marzo a fine novembre.

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