In Val Graveglia

18 marzo 2020 - 9:52

E’ un itinerario di ampio respiro. Si parte dal Passo della Biscia che collega la Val Graveglia con la Val di Vara e si sale, dopo essere passati vicino ad un monumento dedicato ai caduti, costeggiando una pineta (che rappresenta uno dei tanti interventi errati sul territorio) sino a giungere in una conca dove si nota, nella tormentata geologia del luogo, un vecchio saggio minerario.
Saliamo cosi sul Monte Chiappozzo costituito da bellissimo calcare a calpionella, (se si vuole lasciare il sentiero ci si può divertire salendo per la cresta Sud-Est, passaggi di 2° grado esposti, ottimo calcare con qualche blocco instabile).
Dalla cima del Monte Chiappozzo il panorama è meraviglioso: da un lato la VaI di Vara ed il Monte Gottero dall’altro lato le montagne della Val Graveglia, i monti Treggin e Roccagrande ed infine il mare, su cui si protende il Monte di Portofino.
Proseguiamo per una lunga dorsale pianeggiante adornata da una bellissima fioritura (da evidenziare la Viola bertolonii, varie specie di Orchidee e le tradizionali ginestre) ed iniziamo la salita al Monte Zatta, grande montagna con una vetta a levante ed una a ponente, aeree e raggiungibili anche per crestine intermedie dove è consigliabile l’uso della corda.
Scendiamo lungo la cima di ponente, senza dimenticare tutti quelli che hanno vissuto e lavorato su questi vertiginosi pendii, percorrendo un bel sentiero che ci porta presso un vecchio nucleo di case e poco dopo alla località chiamata Boscolandia.
Da qui si scende alle case Visagna e successivamente a Botasi: è interessante osservare lungo il percorso di discesa ampi gradoni ed alcuni casali con tetti coperti con paglia di avena e segale, secondo una tecnica costruttiva che era diffusa in passato anche in alcune valli alpine e che testimonia come la presenza dell’uomo in questi alti insediamenti abbia lasciato segni così forti e ritrovabili anche in altre regioni montuose anche a centinaia di chilometri di distanza.

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