Woman hiking on a trail in the mountains of Corsica, France.
La Corsica è molto più di spiagge e mare: lungo le sue coste e nell’entroterra si incontrano sentieri panoramici, antichi borghi, torri genovesi e paesaggi mediterranei ancora selvaggi.
Da Saint-Florent alla Balagne, dagli Agriates fino ad Ajaccio, ecco cinque itinerari che permettono di scoprire alcuni degli angoli più suggestivi dell’isola, tra passeggiate facili, panorami sul Mediterraneo e luoghi dove natura e storia si incontrano.
È una passeggiata semplice ma molto piacevole quella che da Saint-Florent segue la costa verso l’Anse Forlani, alternando la lunga spiaggia della Roya, tratti di sentiero sul litorale e piccole calette affacciate sul mare della Corsica settentrionale.
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Il percorso prende avvio dalla Plage de la Roya, una lunga distesa sabbiosa che occupa il settore costiero a ovest del centro abitato.
Nella prima parte si possono incontrare accumuli di alghe e resti di posidonia, soprattutto vicino alla riva, mentre procedendo la spiaggia diventa più aperta e frequentata.
Dalla spiaggia si prosegue lungo il Chemin du Littoral, seguendo la costa in direzione dell’Anse Forlani.
Il paesaggio cambia gradualmente: alla distesa sabbiosa si sostituiscono tratti più appartati, con la vegetazione che arriva quasi fino al mare e scorci sempre più interessanti sul litorale.
Nonostante il dislivello minimo, il percorso permette così di vivere l’ambiente costiero in modo più completo rispetto a una semplice giornata in spiaggia.
La meta dell’andata è l’Anse Forlani, una piccola insenatura stretta e profonda nella quale arriva un corso d’acqua.
Il tratto costiero che si incontra oltre l’insenatura presenta alcune calette, raccolte e riparate, ottime per una sosta.
Il ritorno può essere effettuato seguendo la strada asfaltata verso Saint-Florent, completando così un itinerario ad anello.
Nel complesso si tratta di un itinerario costiero facile, con circa 8 chilometri di sviluppo e appena 90 metri di dislivello positivo.
Nel cuore della Balagne, questo itinerario collega alcuni borghi caratteristici con la Cima di Sant’Angelo, regalando ampie vedute sul Mediterraneo.
Il percorso parte da Pigna, uno dei piccoli centri storici più noti della Balagne. Dopo aver attraversato il paese si imbocca una strada sterrata che conduce verso la campagna.
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Il tracciato raggiunge la strada D151, nei pressi della chiesa di Notre-Dame de Latio.
Da qui si continua sul sentiero che porta verso il convento di San Domenico.
Superato il convento, la pendenza aumenta sensibilmente. Si raggiunge una pista più ampia, che si segue per un breve tratto, approfittando del terreno più agevole.
Qui lo sguardo si apre verso Santa Reparata, L’Île-Rousse e le colline della Balagne.
Poco dopo si abbandona la pista per imboccare un sentiero laterale (ometti di pietra), salendo fino alla Cima di Sant’Angelo, a 553 metri di quota.
La vetta è il punto forte della camminata: dalla sommità si apre un panorama molto ampio sulla Balagne, con i suoi borghi arroccati, le montagne dell’interno e, nelle giornate limpide, il mare.
La discesa segue a ritroso il percorso di salita. Con i suoi 6 chilometri e circa 400 metri di dislivello positivo, l’itinerario richiede poco più di tre ore.
Questo itinerario ad anello permette di conoscere l’entroterra immediatamente alle spalle di L’Île-Rousse, passando tra piccoli villaggi della Balagne, edifici religiosi e antichi insediamenti, con un percorso che alterna tratti più vicini alla costa e sezioni immerse nel paesaggio collinare corso.
Dopo aver lasciato il centro abitato di L’Île-Rousse, il percorso comincia a guadagnare quota dirigendosi verso le colline che circondano la città.
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La salita conduce verso Occiglioni, piccolo villaggio posto a circa 280 metri di quota.
Da qui il cammino prosegue attraverso l’entroterra, incontrando alcuni luoghi di interesse religioso come la chiesa di San Rocco e la cappella dell’Annunziata.
Il percorso raggiunge quindi Santa-Reparata-di-Balagna, uno dei villaggi più interessanti dell’itinerario.
Situato sulle colline a breve distanza da L’Île-Rousse, il paese conserva il caratteristico aspetto dei centri storici della regione, con le abitazioni raccolte intorno agli edifici religiosi e alle antiche vie del borgo.
Dopo il passaggio da Santa Reparata, l’itinerario continua verso Monticello, mantenendosi sulle alture che dominano la costa.
A Monticello si incontrano altri elementi del patrimonio locale, tra cui la chiesa di San Sebastianu e la cappella di San Carlo Borromeo.
Dopo aver attraversato Monticello, la discesa passa per Vetrice e riporta progressivamente verso la costa, fino a raggiungere nuovamente L’Île-Rousse e chiudere l’anello.
Il ritorno al livello del mare completa un itinerario molto vario, nel quale la componente paesaggistica si accompagna continuamente a quella storica e architettonica.
Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato da Punta Culumbaghja, area legata alla presenza umana antica e alla storia del territorio, che aggiunge una dimensione archeologica alla passeggiata.
Nel complesso sono circa 12 chilometri, con 330 metri di dislivello positivo e una durata indicativa di quattro ore e mezza.
Questo itinerario attraversa uno dei tratti più selvaggi della Corsica settentrionale, lungo una costa dove la macchia mediterranea arriva quasi al mare.
Saleccia si trova in una zona remota della costa nord-occidentale corsa, lontana dalle strade principali e priva di un accesso diretto in automobile.
La spiaggia è raggiungibile via mare, attraverso le piste percorse dai fuoristrada oppure a piedi.
La sua fama è legata soprattutto alla sabbia molto chiara, all’acqua trasparente e alla pineta che si sviluppa immediatamente alle spalle dell’arenile.
Il percorso segue il litorale attraverso il Deserto degli Agriates.
Il nome può trarre in inganno, perché non si tratta affatto di un deserto: è piuttosto un vasto ambiente mediterraneo caratterizzato da macchia, arbusti e valloni, modellato dal vento.
La costa è percorsa da sentieri che in diversi tratti vengono ricondotti alla tradizione dei cosiddetti Sentieri dei Doganieri, antichi percorsi utilizzati per il controllo del litorale.
Il cammino parte dalla zona di Saint-Florent e segue inizialmente la costa verso Fornali.
Da qui il tracciato diventa più selvaggio, con viste aperte verso il Mediterraneo.
Uno dei punti di interesse lungo il cammino è l’antica Torre di Mortella, parte del sistema difensivo della Corsica.
Proseguendo si incontrano anche la spiaggia di Fiume Santu e il corso d’acqua che sfocia nei pressi dell’arenile.
A seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche, l’attraversamento può richiedere un piccolo guado.
Il percorso continua poi verso Petit Lotu e la spiaggia di Lotu, un’altra delle località costiere più conosciute degli Agriates.
Da Lotu a Saleccia occorre ancora camminare per circa un’ora, ma sarete ricompensati dall’arrivo sulla lunga distesa di sabbia bianca, con la pineta alle spalle e il mare trasparente davanti.
A pochi chilometri dal centro di Ajaccio, la penisola della Parata rappresenta uno dei luoghi più spettacolari della costa occidentale della Corsica.
Qui il granito scuro della costa si allunga nel Mediterraneo formando uno sperone roccioso dominato da un’antica torre genovese.
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Di fronte, immerse nel mare all’ingresso del golfo di Ajaccio, si distinguono le Isole Sanguinarie, uno degli scenari più celebri della Corsica.
L’itinerario permette di esplorare la penisola attraverso un breve percorso ad anello, semplice e adatto anche a chi non ha particolare esperienza escursionistica.
Il punto di partenza è il parcheggio situato alla fine della strada che conduce alla Parata.
Da qui si segue inizialmente un percorso pedonale che costeggia il mare e attraversa la vegetazione della macchia mediterranea.
Dopo il primo tratto, si continua verso l’estremità del promontorio. Il percorso diventa sterrato e segue la costa attraverso una vegetazione bassa e modellata dall’esposizione al vento.
Uno dei punti più interessanti dell’escursione è la deviazione che conduce alla torre genovese della Parata.
Costruita tra il 1550 e il 1551 su progetto di Giacomo Lombardo, faceva parte del sistema di torri costiere realizzato dalla Repubblica di Genova per controllare le coste dell’isola.
Dalla torre si può proseguire fino alla punta estrema della penisola, dove una piattaforma panoramica consente di osservare da vicino l’arcipelago delle Sanguinarie.
Caratterizzate da rocce scure e forme aspre, queste isole emergono dal mare proprio di fronte alla costa.
Dopo aver raggiunto la punta della Parata, il percorso riprende seguendo l’altro lato del promontorio. Qui la costa è più esposta ai venti dominanti e il terreno diventa leggermente più accidentato, ma il sentiero rimane ben percorribile.
Raggiunta nuovamente la strada, l’itinerario segue un secondo sentiero che permette di evitare il tratto asfaltato e di rientrare verso il parcheggio.
Il percorso attraversa il versante orientale della collina, immerso in una vegetazione più fitta, con lentischi e altre specie tipiche della macchia mediterranea.
L’intero anello misura circa 2,5 chilometri e richiede poco meno di un’ora di cammino effettivo. Il dislivello è molto contenuto, con circa 50 m di salita.
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