La rivincita delle Prealpi Giulie (seconda parte)

18 marzo 2020 - 9:49

Per raggiungere la località di partenza, il centro abitato di Oseacco, è sufficiente seguire da Resiutta la strada provinciale n.42 che risale la Val Resia e proseguire oltre il bivio che conduce a S.Giorgio e Prato di Resia. Si oltrepassa un ponte sul torrente Resia e si mantiene la sinistra. Superato un incrocio, dopo poche decine di metri si svolta a destra seguendo le indicazioni per l’abitato di Oseacco. Attraversiamo così l’intero paese ritrovandoci in tal modo nel lato opposto. È comunque molto facile raggiungere l’inizio del sentiero: le indicazioni per la segnaletica CAI rosso/bianco n.734 sono infatti presenti sin dall’entrata in paese. La macchina si posteggia sulla strada di fronte ad una grande stalla (500m).
Da qui comincia dunque il nostro itinerario che per i primi 30 minuti risale dolcemente lungo una stradina forestale sterrata che costeggia un torrente. Inizialmente contornato da rada vegetazione, il sentiero prosegue verso delle casupole, chiamate Stavoli Ravanza (576m), oltrepassate le quali si inoltra fra pini neri misti ad abeti in un sottobosco colorato durante l’estate dai cespugli di erba e rododendro. A circa 5 minuti dagli Stavoli si incontra sulla sinistra la segnaletica Rosso/Bianca indicante il n.734a che sale lungo un percorso in mezzo al bosco; è un’alternativa al nostro 734 ma non lo prendiamo proseguendo invece lungo il torrente per altri 10 minuti fino a raggiungere un ponticello di legno. Oltrepassiamo la passerella e ci portiamo in tal modo sul versante opposto. Da questo punto in poi comincia la vera e propria salita che comunque non presenta particolari difficoltà. A 15 minuti dal ponticello si raggiunge una piccola croce (739m).Qui il bosco di pino nero lascia un po’ alla volta spazio ad una stupenda faggeta, detta submontana (sotto i 1000m di altitudine), tipica di questo ambiente dai pendii poco accentuati ed esposti per lo più a Nord. L’umido sottobosco contribuisce alla formazione di stupende felci e di muschi dalle forme più svariate che ricoprono come cuscini grandi e piccoli massi. Fra questi, violette e primule spuntano durante la primavera attraverso le foglie morte dell’autunno precedente e ci accompagnano lungo tutto il nostro percorso. Dalla croce proseguiamo per altri 5 minuti e superiamo il primo di due piccoli ruscelletti secchi. Raggiungiamo poi, dopo 10 minuti, il secondo, prestando attenzione al sentiero che in questo punto appare più stretto. Poco oltre, si ricongiunge al n.734 il n.734a incontrato all’inizio della nostra escursione. Camminiamo per altri 20 minuti fino a quando la faggeta si interrompe bruscamente per dare posto ai larghi prati falciabili che con le loro fioriture gialle illuminano una chiesetta alpina e le poche casupole di Provàlo. Ci troviamo a quasi 1000m ma già da quassù il paesaggio che si ammira è alquanto suggestivo. Il piccolo borgo appare circondato da un fascino tutto naturale: un panorama fatto di strette vallate solcate da torrenti cristallini, monti ricoperti da boschi di pini e larici che si ergono sullo sfondo e sui quali facilmente si intravede volteggiare l’aquila reale ma sopratutto la forte atmosfera di serenità che si crea in un silenzio che lascia spazio solo al vento fra le fronde dei faggi e di tanto in tanto al fischio di qualche vigile marmotta.

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