Lo specchio d’acqua di Lagostel, nel parco dello Stelvio

18 marzo 2020 - 0:21

Si risale in auto la Vallata di Peio e, dopo Peio Terme, si svolta in direzione del lago di Pian Palù. L’ultimo tratto è con il pagamento di un modesto pedaggio, fino a parcheggiare alla fine dell’asfalto, presso il rifugio Fontanino, 1675 m (fonte). Alternativamente, in estate, per due volte a settimana (il mercoledì e il venerdì), la carrozzabile è chiusa al traffico privato e c’è un bus sostitutivo.

Si imbocca la strada forestale fino al lago (n. 110 b), situato a circa 1800 m, e, poi, si piega a destra in salita in direzione della Malga Giumella (1950 m), con il segnale n. 124b. Il casolare viene raggiunto con un paio di tornanti. Qui, si tiene la sinistra (n. 124), su una facile mulattiera che si dirige, quasi in piano nel bosco, verso Malga Paludei.

La stessa, però, non viene toccata; infatti, dopo una bacheca illustrativa, si abbandona l’ampia pista e si va a destra in ripida e faticosa salita (n. 141). Poi, si esce dalla macchia, con vista sul corno dei Tre Signori (3360 m). In seguito, superati alcuni ruscelli, si affronta, un tratto più semplice fino a sbucare, prima nei pressi di un laghetto effimero, e, infine, dallo specchio d’acqua denominato Lagostel, a 2454 m.

Dopo la pausa, si scende tra un bel anfiteatro di vette, con il n. 141 e, a fianco sulla destra, spicca il rio di Val Piana. La zona è molto bella e quasi selvaggia; non è difficile notare delle marmotta (anche una viperetta, che si rintana in un fessura proprio sul bordo del sentiero…). Successivamente, intorno a quota 2250, a un bivio, si sceglie la sinistra e il n. 110 che, in breve, porta alla Malga Paludei, 2106 m.

Dai casolari, si continua a perdere quota, preferendo il n. 110 (il n. 124 quasi in piano va verso Malga Giumella). In questo modo, si rasenta il torrente Noce che, poi, si attraversa su un ponte, in corrispondenza della Malga Pian Palù (fonte). La pista si allarga e costeggia, con qualche ondulazione, il grande bacino artificiale (n. 110) e, dopo aver percorso la diga, si ritrova la via del mattino, con la quale si rientra al parcheggio.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Valle d’Aosta selvaggia: trekking al Lago di Lolair in Valgrisenche

Santa Severa: trekking sul mare etrusco alla scoperta dell’antica Pyrgi

Ciclabile “Sulle tracce degli Etruschi”: dall’Adriatico al Tirreno sulle tracce dell’antica civiltà