Da Lucca a Pisa lungo la Via degli Acquedotti

20 maggio 2019 - 20:06

La Via degli Acquedotti è uno splendido itinerario escursionistico che collega Lucca e Pisa, affiancandosi ai tracciati dell’Acquedotto Nottolini e dell’Acquedotto Mediceo.

L’Acquedotto Nottolini venner realizzato nel XIX secolo garantire un adeguato l’approvvigionamento idrico alla città di Lucca, che, fino ad allora, aveva dovuto affidarsi ai pozzi cittadini, la cui qualità e quantità d’acqua era però inadeguata al fabbisogno.

Per per fronte alla carenza venne affidato all’architetto Nottolini il compito di progettare e costruire un acquedotto che attingesse alle fonti della vicina Serra Vespaiata e ai torrenti del Rio San Quirico e Rio della Valle.

Il Nottolini, in circa 10 anni, completò l’opera: un canale di oltre 3 chilometri, sorretto da 460 archi. In questo modo l’acqua venne condotta fino alle porte della città, con due tubature distinte: una per l’utilizzo potabile e una per l’alimentazione delle fontane monumentali.

Oggi l’acquedotto non è più attivo ma la sua struttura è perfettamente intatta e segna la direttrice della nostra escursione.

Il percorso comincia dalla piazza del Duomo di Lucca, uscendo dalla città attraverso la maestosa cinta muraria. Si prosegue poi per il sottopasso ferroviario fino a raggiungere il tempietto-cisterna di San Concordio. Qui, prima che l’acquedotto venisse dismesso, terminavano le condotte aeree e l’acqua si immetteva nella rete di canali sotterranei che la distribuivano in città.

Il seguito dell’itinerario si accosta fedelmente alle arcate dell’acquedotto, portandovi dall’ambiente cittadino al verde della campagna più autentica.

In località Guamo la meraviglia aerea del Nottolini si interrompe nei pressi di un altro edificio neoclassico, simile a quello che abbiamo già incontrato alle porte di Luca. È il tempietto-cisterna che raccoglieva le acque provenienti dalla diverse prese, prima di farle confluire sulle arcate dell’acquedotto. Da questo punto in avanti la via dell’acqua procede sotto il livello del terreno, ma il suo tragitto è reso evidente dalla presenza dei vari pozzetti di filtraggio.

Un breve tragitto conduce al punto di raccolta delle acque provenienti dalla Serra Vespaiata, nella località che porta il curioso nome de “Alle parole d’oro”, si dice derivante dal fatto che i contadini del luogo scambiarono le luccicanti lettere d’ottone del cippo celebrativo dell’acquedotto per oro vero e proprio.

Si affronta quindi la salita di 2 chilometri che conduce alla panoramica località di Gallonzora, con bella vista sulla piana di Lucca.

Un successivo tratto in discesa conduce al piccolo villaggio di Vorno e da qui, affrontando nuovamente un paio di salite, alla sella del valico di Campo di Croce.

La discesa sul versante Pisano della Serra avviene attraverso rigogliosi boschi di leccio, sino alla località Scarpa d’Orlando. Qui incontriamo le prime strutture dell’Acquedotto Mediceo di Pisa. Si tratta delle prese di captazione attraverso cui l’acquedotto trae alimentazione dalle diverse fonti che sgorgano dalla Serra.

Questa imponente opera idrica risale addirittura ai primi anni del XVII secolo e fu commissionata già alla fine del 1500 da Ferdinando I de’ Medici e inaugurata nel 1613 dal figlio Cosimo. Per ben tre secoli l’Acquedotto mediceo rimase in attività, dissetando la città di Pisa fino ai primi decenni del 1900.

Così come per il tratto finale dell’opera del Nottolini, anche in questo caso si segue da prima la condotta interrata, fino ad arrivare al Cisternone, l’imponente edificio dove le acque venivano raccolte e lasciate decantare e sul quale campeggia ancora lo stemma delle sei palle, simbolo inconfondibile della casata dei Medici.

Non bisogna percorrere molta altra strada, però, prima di raggiungere Asciano e l’itinerario ciclopedonale che si snoda nella campagna pisana, affiancando per 4 chilometri il tracciato aereo dell’acquedotto, che termina in Piazza delle Gondole, all’interno dell’antica cinta muraria di Pisa.

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