La salita al rifugio Vioz “Mantova”

20 maggio 2019 - 16:09

Il rifugio più alto del Trentino è raggiungibile con un’escursione impegnativa ma appagante, ai piedi del gruppo dell’Ortles-Cevedale, nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio

Un punto d’arrivo che per molti è solo luogo di sosta e passaggio verso la vetta del Cevedale. Il rifugio Vioz si trova a pochi metri dalla cima dell’omonimo Monte, raggiungibile in 15 minuti. Da qui si raggiunge Punta Linke, centro nevralgico del fronte occidentale durante la Prima Guerra Mondiale.

Nei pressi di Punta Linke è oggi allestito il museo della Guerra Bianca, il più alto d’Europa, ricavato da un fortino che le nevi e i ghiacci hanno mantenuto in ottimo stato.

Il percorso di salita al Vioz, adatto ad escursionisti esperti, prende il via da Pejo Fonti, da dove si prende la Telecabina Tarlenta fino al rifugio Scoiattolo. Dopodiché si prosegue sulla seggiovia diretta al rifugio Doss dei Cembri a 2.380 metri.

Da questa località prende il via il vero percorso di salita, tracciato inizialmente dai sentieri SAT 138 e 139, e poi 105. Quest’ultimo rappresentava una strada militare percorsa durante le ostilità del 15-18 dai soldati. Il sentiero si inerpica sul crinale roccioso con ripidi tornanti, in costante salita, fino a portarsi sulla dorsale del Monte Vioz.

Si oltrepassa il Dente del Vioz, un caratteristico torrione di roccia, per poi giungere nei pressi del Brick a 3.206 metri. Questo tratto è esposto ed è attrezzato con cordino metallico. Si consiglia dunque la massima attenzione.

Sull’ultimo tratto di salita si presentano nuovamente dei tornanti ripidi fino a raggiungere l’edificio del rifugio. Da qui la vista meravigliosa spazia lungo il territorio del Parco Nazionale dello Stelvio, con la possibilità di ammirare i numerosi ghiacciai che formano l’area protetta.

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