Savonese, terra di parchi

18 marzo 2020 - 9:48

Dal colle, invece di seguire il tracciato dell’Alta Via che raggiunge Pian delle Bosse passando per il Giogo di Giustenice (via di ritorno), imbocchiamo il sentiero delle Terre Alte (grande bacheca illustrativa) e scendiamo nella Val Meremola a Cà dell’Erscia (660 m), tra orti, pergolati d’uva, castagni e antichi terrazzamenti. Dopo aver attraversato un secolare castagneto, il sentiero percorre con un ampio giro circolare tutta la testata della valle, con marcati saliscendi in corrispondenza dell’attraversamento dei torrenti laterali ricchi d’acqua e di cascate. E’ l’itinerario seguito nel passato dai contadini per tagliare il fieno nelle radure, ora invase dalle faggete, e per trasportarlo a dorso di mulo a Isallo e a Giustenice. E dai carbonai che, fino al dopoguerra, producevano carbone di legna nelle caratteristiche piazzole ancora ben identificabili nel bosco. Dopo un’area pic nic realizzata dalla Comunità Montana Pollupice, il sentiero esce dalla valle, prosegue in costa tra felci e ginestre in vista di Pietra Ligure e di Loano e si immette sulla sterrata Giustenice-Bardineto, resa carrozzabile già nel1795 dagli austriaci per permettere il trasferimento delle artiglierie al Giogo di Giustenice, alla vigilia della “battaglia di Loano”. Un chilometro di discesa e poi a destra l’ultima salita fino al pianoro del rifugio Pian delle Bosse nel fitto bosco “mediterraneo” composto da frassini, ornielli, carpini neri e roverelle e punteggiato dalle caratteristiche “caselle” in pietra dei pastori a pianta circolare (ore 6). Dopo il pernottamento si affronta al fresco del mattino seguente il ripido sentiero che rimonta la dorsale sud occidentale del Monte Carmo, prima nel bosco, poi su roccette affioranti. Giunti alla sella fra l’anticima e la cima più elevata, si lascia a sinistra il rifugio privato (chiuso) degli Amici del Monte Carmo, si vince il pendio finale e si giunge sulla cima contraddistinta da una croce. Al ritorno si ridiscende alla sella, si piega a sinistra (freccia rossa e triangolo rosso su di un sasso; segnavia dell’AVML) e si percorre il fianco orientale del Monte Carmo tra roccette affioranti (sentiero delle scalette; corde fisse). Giunto al bivio con il “sentiero dei cinque” proveniente da sinistra dal versante occidentale del Carmo (segnavia triangolo giallo), si continua a scendere a destra, si supera il bivio per il rifugio Pian delle Bosse e sempre su sentiero si raggiunge la sterrata Giustenice – Bardineto all’altezza del Giogo di Giustenice. La si percorre in salita a sinistra fino ad una sella dove si imbocca a destra un largo sentiero che in costa con un saliscendi va a congiungersi con la sterrata Colle di Melogno – Bardineto. Basta seguire a destra (con percorso alquanto monotono) la sterrata che contorna il Bric dell’Agnellin, sale alle Case Catalano (cappella), attraversa la Foresta Demaniale della Barbottina caratterizzata da straordinari esemplari di faggi colonnari alti anche 50 metri e, dopo aver aggirato le pendici occidentali e orientali del Bric Tartagna, giunge al Colle del Melogno. L’ultimo tratto coincide con “l’anello dei forti”. Si tratta dei forti Merizzi e Tortagna eretti sugli omonimi “bric” a completamento dello sbarramento del Melogno e che possono essere visitati con una variante di poco più di un’ora di cammino.

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