Tra i vulcani ed i Castelli dei Colli Albani

18 marzo 2020 - 9:53

Da Roma si prende il treno locale per Albano. Dopo la stazione di Ciampino, la linea sale sinuosamente, con pittoresco percorso, sfiorando i vigneti dei castelli arrivando a Marino e poi dopo una galleria, sbucando su un fianco del cratere del lago Albano che si offre magnifico alla vista con le sue alte rive boscose. Si raggiunge in breve la stazione di Castel Gandolfo; il tragitto ferroviario dura in tutto poco più di 40 minuti.
Dalla stazione si scende a sinistra sulla strada asfaltata che congiunge Castel Gandolfo con il lago, si supera un passaggio a livello e si imbocca la prima stradina a destra che ci porta rapidamente sulle rive del lago. Si prosegue a destra su strada asfaltata (ma non molto trafficata perché termina poco più avanti) fino a che la strada risulta chiusa da un cancello e continua sotto forma di largo sentiero lacustre. È molto frequente l’incontro, in questo tratto, con mountain-bikers e joggers che compiono il periplo del lago. Si cammina per circa 1,5 km lungo l’ombroso sentiero con belle vedute sul lago. In prossimità di uno slargo (indicazioni ”Uscita” sugli alberi) si sale a destra su uno stretto cammino che ci fa ricongiungere con un altro percorso proveniente dal convento dei cappuccini di Castel Gandolfo. Alla ricongiunzione si va quindi a sinistra percorrendo un bel sentiero panoramico che ci consente di comple-tare un semicerchio intorno al bordo del cratere. A-tenzione: al primo bivio dopo la ricongiunzione prendere a destra e non imboccare la deviazione a sinistra che ci porterebbe in un punto esposto e pericoloso!
Si giunge infine, quasi di fronte a Castel Gandolfo, al convento di Palazzolo in posizione estremamente pa-noramica. Dal convento si prosegue su una stradina che si immette sulla Via dei Laghi; si percorre circa 1 km sull’asfalto, verso destra, si supera l’incrocio con s.s. 21 (Rocca di Papa/Genzane) e, all’altezza del ristorante “La Foresta”, resistendo alla tentazione di fermarsi per gustare un magnifico piatto di fettuccine ai funghi porcini, specialità del locale, si trova una traccia sulla sinistra che si trasforma, poco dopo, nell’antica Via Sacra, utilizzata dai Romani per la salita al tempio situato sulla sommità di Monte Cavo.
La Via Sacra, ancora ben conservata con i suoi grandi basoli, si inerpica sulle falde del monte con pendenza costante. Ci si affaccia su di un terrazzino con ampio panorama sui laghi di Nerni e di Albano e si giunge infine al Monte Cavo, dove era situato una volta il tempio di Giove Laziale, edificato ai tempi della lega tra Roma e le popolazioni latine non ancora sottomesse. Del tempio non rimane nulla; ci sono invece i resti di un convento del ‘600 ma purtroppo la vetta è letteralmente coperta dagli impianti dell’Aeronautica Militare e da una selva di antenne delle più importanti stazioni radiotelevisive. Conviene pertanto scendere alla ricerca di luoghi più tranquilli lungo la strada asfaltata e dopo due tornanti giunti ad una sella, proseguire a sinistra lungo l’evidente bordo del cratere dei Campi di Annibale.
Si prosegue lungamente lungo il ciglio del cratere (stupende fioriture primaverili di anemoni e ranuncoli) fino a raggiungere il punto più alto dei Colli Albani, il Maschio delle Faete a quota 956 metri. Si apre a destra il panorama verso i pratoni del Vivaro e la cinta del cratere esterno costituita dalla lunga dorsale del monte Artemisio mentre il sentiero comincia ora a scendere, tra folti castagneti, verso una sella a quota 807. Dalla sella si prosegue per pochi metri a sinistra e poi si continua su una sterrata in salita a destra che ci porta verso Colle lano. Guadagnata quota, possiamo ammirare un bel panorama sui sottostanti Campi di Annibale e sulla lunga cresta del cratere appena percorso. Prima di arrivare in cima al Colle lano, si utilizza un piccolo varco della recinzione a sinistra, si supera un roveto e si entra nel bosco dove, con piacevole percorso e per via intuitiva, si perde quota puntando sul pianoro che si intravede in basso. Giunti sul piano, si passa vicino al campo sportivo di Rocca di Papa e poi per una stretta e ripida strada, si perviene al centro del paese dove l’escursione termina. Numerose corse dei bus ci consentono di raggiungere Roma-Ananigna.

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