Val di Fiemme, ciaspolata verso il Passo di Colbricon

La zona dei Colbricon, è forse la più famosa ed apprezzata del Parco di Paneveggio. Nei suoi boschi innevati le orme di cervi, caprioli e volpi sono accompagnate dai piccoli fori dei bastoncini degli escursionisti e dalle caratteristiche impronte ovali delle racchette da neve.

20 dicembre 2018 - 16:21

L’ambiente è rilassante e tranquillo, soprattutto lungo la prima parte del percorso attraverso il famoso bosco dei violini. Oltre la dimessa Malga Colbricon, posta al limite del bosco, l’ambiente cambia radicalmente e la vista della vetta del Grande Colbricon e del Cimon della Pala da un tocco alpinistico all’escursione.

Lasciata la macchina poco prima del tornante a quota 1630, si prende una strada forestale sulla destra con indicazione Malga Colbricon. La si segue a lungo raggiungendo la Malga dimessa al margine del bosco (normalmente semi sommersa dalla neve).

Si continua lasciandosi la malga alle spalle e con direzione Est, scendendo leggermente si raggiunge il fondo di una bellissima valletta ai piedi del Colbricon Grande. La si segue sul fondo sempre con direzione Est, fino al Passo di Colbricon da dove è visibile il rifugio omonimo (chiuso in inverno).

Lo si raggiunge oltrepassando il lago (solo con condizioni sicure) oppure aggirando il lago sulla destra.

Si rientra per lo stesso itinerario, oppure con direzione Nord-Ovest (indicazioni Malga Rolle, Passo Rolle) lungo un sentiero in piano, quasi sempre battuto, che in un ora conduce sulla statale del Passo Rolle in prossimità della Malga Rolle.

In questo caso però, se non si avrà posizionato una seconda autovettura, bisognerà percorrere a ritroso la statale asfaltata per circa 2 chilometri.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Toscana, trekking sulla spiaggia: di cala in cala da Punta Ala a Follonica

La Via Matildica del Volto Santo, un cammino di 285 km tra storia e natura

Piemonte, la magia della montagna: un itinerario nel Parco Veglia-Devero