Passo Gardena, accesso limitato dal 2027: arriva Ztl e prenotazione obbligatoria

Dal 2027 il valico tra Val Gardena e Val Badia potrebbe diventare zona a traffico limitato. Solo 150 posti auto prenotabili online, bus ogni 15 minuti e transito libero per residenti e lavoratori. La risposta dei comuni agli 11.000 passaggi giornalieri dell'alta stagione

2 aprile 2026 - 17:34

Le Dolomiti si preparano a mettere un freno al fenomeno dell’overtourism, che ogni estate interessa molti passi dolomitici presi d’assalto da migliaia di auto.

Dal 2027 il Passo Gardena, il valico che collega la Val Gardena e Val Badia, potrebbe diventare una zona a traffico limitato d’alta quota: 150 posti auto al giorno, prenotabili esclusivamente online, e transito libero riservato a residenti, lavoratori e ospiti delle strutture ricettive lungo il passo.

Una risposta drastica agli 11.000 passaggi giornalieri che in alta stagione trasformano i tornanti alpini in lunghi filoni di auto in coda, trasformando l’aria incontaminata delle Dolomiti in una nuvola di gas di scarico.

Il progetto: come funzionerà la Ztl di Passo Gardena

L’accordo tra i Comuni di Val Gardena e Val Badia è stato ratificato in una deliberazione comunale che dovrà essere vagliata dalla giunta provinciale.

Se approvato, il progetto prevede una prima fase di sperimentazione a partire dal settembre 2026 e l’entrata a regime dal maggio 2027, con la limitazione attiva nei mesi da maggio a ottobre.

Il piano distingue con precisione chi potrà transitare liberamente e chi no. Avranno accesso senza restrizioni i residenti delle due valli, i lavoratori (artigiani e fornitori inclusi), gli ospiti degli alberghi lungo la strada del passo e chi ha documentate necessità.

Per tutti gli altri, il valico sarà accessibile solo prenotando in anticipo uno dei 150 posti auto a pagamento, disponibili esclusivamente tramite un sistema di prenotazione online.

Parallelamente all’introduzione della Ztl, il progetto prevede il potenziamento del trasporto pubblico locale con corse di autobus tra le due valli con una frequenza di 15-20 minuti.

Gli impianti di risalita verso il passo applicheranno le tariffe standard del trasporto pubblico locale altoatesino, nel tentativo di incentivare alternative all’auto privata.

Un provvedimento che divide

La proposta ha trovato attenzione immediata nel mondo della montagna, con opinioni anche molto diverse.

Georg Simeoni, presidente dell’Alpenverein, l’associazione alpinistica di madrelingua tedesca, parlando col Corriere della Sera ha difeso la misura: “È un primo passo nella direzione giusta, un test fondamentale. La situazione sul territorio ha raggiunto un punto tale da richiedere interventi drastici. In estate su quei passaggi non si circola più, tra rumore e inquinamento. È una soluzione che chiediamo da 25 anni.”

Di avviso diverso è Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, che individua nel provvedimento “il rischio di una deriva classista” della montagna.

“Ho l’impressione che si tenda a ghettizzare il turismo” ha spiegato Zanella al Corriere. “Non vorrei che sui passi possano poi andare solo i danarosi clienti degli alberghi e basta. Questa Ztl maschera una selezione, un turismo d’élite che non mi piace”.

La controproposta del Club Alpino punta a una chiusura totale al traffico privato nelle ore centrali della giornata, dalle 10 alle 16: “Bloccherei il transito delle auto a ore alterne per evitare quello che chiamo il traffico dei selfie, di gente che gira avanti e indietro solo per scattarsi una foto”.

Un caso non isolato: le Dolomiti cercano un modello

Il passo Gardena non sarebbe il primo caso nelle Dolomiti. Negli ultimi anni diverse località hanno introdotto misure simili per contenere l’overtourism.

L’esempio più noto è quello delle Tre Cime di Lavaredo, dove l’accesso in auto è regolato da un sistema di pedaggio e prenotazione con numero chiuso nei periodi di maggiore affluenza, una scelta che ha contribuito a ridurre il traffico e a migliorare la gestione dei visitatori in uno dei luoghi più iconici dell’arco alpino.

Anche altri passi dolomitici hanno sperimentato limitazioni temporanee o giornate senz’auto.

Il progetto per Passo Gardena è stato elaborato da un gruppo di lavoro dedicato alla gestione dei valichi alpini e rappresenta, nelle intenzioni dei Comuni promotori, un tentativo di costruire un modello replicabile.

L’approvazione della Giunta provinciale resta il passaggio decisivo: senza il via libera di Bolzano, trattandosi di una strada provinciale, il provvedimento non potrà entrare in vigore.

 

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