19 marzo 2020 - 11:27

Jack London, le strade dell’uomo. Fotografie, diari e reportage

 è il sottotitolo di questo volume che “racconta” le esperienze quotidiane del più grande narratore d’avventura di tutti i tempi.

Perché il famoso, prolifico, discusso, rivoluzionario Jack London, una delle figure più affascinanti emerse dalle vene dell’America durante l’ultima epopea della “frontiera”, non fu solo scrittore. Nella sua vita, Jack London è stato anche un fotografo (chiamava le sue immagini documenti umani) e la macchina fotografica è stata la compagna inseparabile di avventure e reportage in tutto il mondo.

John Griffith Chaney London, vero nome di Jack London, nasce a San Francisco nel 1876. Animo inquieto e incontrollabile, fin dalla prima giovinezza passa da un lavoro all’altro, a volte accompagnandosi a gente poco raccomandabile. Secondo alcuni biografi, è figlio illegittimo di un astrologo ambulante irlandese e di una spiritista, ma verrà cresciuto dal padre adottivo, John London.

Nel 1897 lascia l’università e parte verso il Klondike, nella regione canadese dello Yukon, per unirsi alla grande corsa all’oro. Prima di diventare cercatore d’oro Jack lavora come strillone, pescatore clandestino di ostriche, lavandaio, cacciatore di foche, agente di assicurazioni, coltivatore, coerentemente con lo stile di vita libertario e vagabondo degli Hobos.

Ma è proprio in Canada che scriverà i suoi primi racconti, trasformandosi rapidamente in uno dei più famosi, prolifici e meglio pagati scrittori della sua epoca. Ha successo anche come cronista politico di ispirazione socialista. Il richiamo della foresta, Zanna Bianca, Il Tallone di ferro, Martin Eden sono tra le più famose opere di London e si connotano, come tutta la sua narrativa, per una prosa tra le più solide e potenti della letteratura americana. Muore a soli quarant’anni, probabilmente suicida, nel 1916.

Questo libro presenta un’ampia selezione delle sue fotografie, accompagnate da brani tratti da alcuni dei suoi capolavori di narrativa e giornalismo: tappe fondamentali in cui Jack London diventa testimone di grandi eventi del suo tempo, vicende i cui contorni si ampliano e diventano realtà attraverso le immagini scattate dall’autore.

I testi proposti nel volume sono estratti da diversi scritti dell’autore: “Il popolo degli abissi” (1903), lucido e impeccabile reportage sociologico sulle classi emarginate dell’East End londinese di cui viene proposto il primo capitolo e altri estratti; “La guerra russo-giapponese” (1904), con due articoli del San Francisco Examinier per cui era corrispondente di guerra; “Terremoto a San Francisco” (1906), con l’articolo del Collier’s Weekly dal celeberrimo incipit “San Francisco is gone. “Nothing remains of it but memories”; infine, “La crociera dello Snark”, il diario della traversata del Pacifico compiuta a vela nel 1908 e pubblicato nel 1911, di cui nel libro si riporta il capitolo introduttivo e altri estratti.

Le immagini che accompagnano i testi consentono di “vedere” quelle realtà, immergendosi ancora più a fondo nella narrazione che evidenzia lo sguardo consapevole e attento tipico del fotogiornalista.

Emozioni di carta di
Michele Dalla Palma

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Torna la Walking Francigena Ultramarathon

Milano, a 23 anni lascia tutto e va a gestire un rifugio in Val di Spluga

Piemonte, torna il treno del foliage: la ferrovia Vigezzina tra Italia e Svizzera