VENT, AUSTRIA - APRIL 11: A helicopter takes of during rescue efforts following an avalanche in the Oetztal valley on April 11, 2024 near Vent, Austria. According to initial reports three Dutch nationals are confirmed dead following the avalanche that occurred below the Martin Busch mountain hut earlier today in mountainous terrain at the end of the valley. (Photo by Jan Hetfleisch/Getty Images)
Sabato 17 gennaio, una serie di valanghe ha causato la morte di otto persone in diverse aree delle alpi austriache, portando alla luce una situazione definita dalle autorità come estremamente critica dopo giorni di forti nevicate.
Secondo quanto riferito dalla polizia e dai soccorritori, le valanghe hanno interessato più zone montane dell’Austria centrale, coinvolgendo sciatori impegnati in attività fuori pista e di sci alpinismo.
Uno degli episodi più gravi si è verificato nel distretto di Murtal, in Stiria, dove una valanga ha investito un gruppo di sette sciatori della Repubblica Ceca impegnati in una escursione di sci alpinismo.
Tre di loro sono stati completamente sepolti dalla massa di neve.
In una nota ufficiale, la polizia ha spiegato che “i soccorritori sono riusciti a localizzare e a dissotterrare parzialmente le persone coinvolte”, ma che “nonostante l’immediato intervento, i tre sono stati trovati senza vita”.
Altri quattro membri del gruppo sono stati tratti in salvo dalle squadre di emergenza.
Poche ore prima, un’altra valanga aveva colpito l’area di Pongau, nei pressi di Salisburgo, travolgendo un gruppo di sette sciatori fuori pista.
In questo caso, il bilancio è stato ancora più grave: quattro persone hanno perso la vita e una quinta è rimasta gravemente ferita, secondo quanto riportato dai soccorritori locali.
Sempre nella stessa zona, nel corso della giornata, una sciatrice è stata travolta e uccisa da una valanga in terreno alpino aperto.
Altre valanghe si sono staccate nel corso di sabato, senza però causare ulteriori vittime.
A commentare la situazione alla stampa austriaca è stato Gerhard Kremser, responsabile distrettuale del soccorso alpino di Pongau, che ha sottolineato la gravità del contesto: “Nonostante avvertimenti chiari e ripetuti, oggi si sono verificate nuovamente numerose valanghe, purtroppo con conseguenze fatali”.
Kremser ha aggiunto che “questa tragedia dimostra in modo doloroso quanto sia seria l’attuale situazione del rischio valanghe sulle montagne”, richiamando l’attenzione sulla necessità di rispettare le indicazioni di sicurezza in montagna.
Gli incidenti di sabato si inseriscono in una settimana particolarmente drammatica per l’arco alpino.
Martedì, una valanga aveva ucciso un ragazzo della Repubblica Ceca di 13 anni mentre sciava fuori pista nella località di Bad Gastein.
La domenica precedente, un sciatore di 58 anni aveva perso la vita a Weerberg, nel Tirolo occidentale.
La situazione non è stata meno critica nei paesi confinanti: in Svizzera, un uomo tedesco è morto e altre quattro persone sono rimaste ferite mentre praticavano sci di fondo.
In Francia, lo scorso fine settimana, sei sciatori sono rimasti uccisi in diversi incidenti causati da valanghe in varie località alpine.
Secondo le autorità, l’origine comune di questi eventi è da ricondurre alle abbondanti nevicate che, a partire dalla scorsa settimana, hanno interessato l’intero arco alpino, creando strati instabili e condizioni estremamente rischiose, soprattutto al di fuori delle piste battute.
Una situazione che riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza in montagna, in un periodo in cui l’attrattiva della neve fresca e dello sci fuori pista si scontra con un rischio valanghivo elevato e ben segnalato dalle autorità competenti.