Nel 2016 aumentano i parchi “sostenibili” in Italia

18 marzo 2020 - 16:07

A dicembre cinque nuove aree protette italiane entreranno nella liste del CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile.

Aumentano in Italia le aree protette iscritte alla CETS, la Carta Europea per il Turismo Sostenibile. La CETS è uno strumento di certificazione europea che permette una gestione strategica delle aree protette attraverso un piano di sviluppo turistico sostenibile, sulla base di un’analisi approfondita delle realtà locali.

I nuovi parchi accreditati alla CETS sono i parchi nazionali dell’Arcipelago Toscano e del Cilento – Vallo di Diano, l’area marina di Torre Guaceto, il parco naturale del Monviso e la riserva regionale delle Gole del Furlo.

La proclamazione ufficiale avverrà a dicembre, presso il Parlamento Europeo di Bruxelles, nel corso di una premiazione ufficiale.

Diventano così 34 le riserve italiane a poter vantare la certificazione CETS, un documento che rispecchia le priorità mondiali ed europee specificate tra le raccomandazioni dell’Agenda 21.

La carta è parte di un progetto di sviluppo dell’organo paneuropeo che racchiude tutte le aree protette del continente, l’EUROPARC. È stato proprio il comitato di valutazione di EUROPARC a vagliare le diverse candidature italiane e a selezionare infine i cinque esempi più virtuosi, dopo aver effettuato una verifica qualitativa in loco.

Le iniziative sostenibili delle aree italiane sono accompagnate dal 2008 da Federparchi, che offre un supporto ed un lavoro di affiancamento in coordinazione con gli enti. Tra i parchi appartenenti alla lista ci sono i parchi nazionali d’Abruzzo, Lazio e Molise, delle Cinque Terre, dei Monti Sibillini e del Pollino.

In un paese come l’Italia, interessato da ingenti flussi di visitatori, una regolamentazione rivolta ad un turismo sostenibile, rispettoso dell’ambiente, delle comunità locali e dei propri equilibri economici, costituisce una ricetta fondamentale per lo sviluppo futuro.

In apertura, il Parco delle Gole del Furlo. Foto di Lorenzo Osti.

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