Dal 2026 i soccorsi in montagna possono essere a pagamento: la nuova normativa

La legge di bilancio 2026 introduce una novità importante per chi frequenta la montagna: lo Stato potrà chiedere il rimborso delle spese di soccorso in caso di incidenti provocati da colpa grave o dolo della persona coinvolta

9 gennaio 2026 - 18:10

Con l’approvazione della legge di bilancio 2026, il Parlamento ha introdotto una disposizione destinata a incidere anche sul mondo dell’outdoor e della montagna.

La norma prevede che, a partire dal 2026, alcuni interventi di ricerca, soccorso o salvataggio in montagna non saranno più interamente a carico della collettività.

In particolare, nei casi in cui l’evento che ha reso necessario il soccorso sia imputabile a dolo o colpa grave della persona soccorsa, lo Stato potrà richiedere il pagamento di un corrispettivo economico.

Lo stesso principio si applica anche alle richieste di intervento immotivate o ingiustificate.

Le forze coinvolte e l’ambito di applicazione

La disposizione riguarda gli interventi effettuati dalla guardia di finanza, e viene estesa, alle medesime condizioni, anche agli interventi svolti dalla polizia e dall’arma dei carabinieri.

Restano fermi, come precisato nel testo normativo, i riferimenti ad altre fattispecie già previste dal codice penale e le priorità legate alle esigenze di sicurezza e soccorso pubblico.

Il principio alla base della norma non mette in discussione il soccorso pubblico come servizio essenziale, ma introduce un criterio di responsabilità individuale nei casi di comportamenti qualificabili come gravemente imprudenti o intenzionali.

Come verranno calcolati i costi dei soccorsi

Uno degli aspetti centrali della nuova disciplina riguarda la determinazione degli importi. La legge di bilancio non stabilisce cifre precise, ma rimanda a successivi decreti attuativi la definizione dei corrispettivi dovuti.

Per la guardia di Finanza, i costi saranno stabiliti con decreto del ministero dell’economia e delle finanze, tenendo conto delle diverse voci di spesa: personale impiegato, mezzi utilizzati, carburante e attrezzature necessarie.

Le tariffe potranno essere calcolate su base oraria o forfettaria e saranno aggiornate annualmente in base agli indici Ista.

Per quanto riguarda polizia e carabinieri, i decreti saranno adottati rispettivamente dai ministeri dell’interno e della difesa, di concerto con il ministero dell’economia e delle finanze.

Dolo, colpa grave e richieste ingiustificate: un confine delicato

Il cuore della norma sta nella qualificazione della condotta del soccorso, ovvero nella distinzione tra errore o imprevisto e comportamento gravemente colposo.

Il testo chiarisce che non basta una semplice imprudenza o una difficoltà sopraggiunta durante un’escursione o un’attività in ambiente naturale per far scattare l’obbligatorietà del rimborso.

Il pagamento potrà essere richiesto solo quando l’evento che ha provocato la richiesta di soccorso sia riconducibile a un comportamento gravemente imprudente o negligente oppure sia una condotta intenzionale.

La richiesta di rimborso dei soccorsi scatta anche quando la richiesta di intervento risulti immotivata o ingiustificata.

Molti elementi restano da chiarire:

  • in primo luogo, l’assenza di indicazioni economiche immediate rende impossibile sapere quanto potrà costare, in concreto, un intervento ritenuto non giustificato.
  • Inoltre, il confine tra imprudenza o colpa lieve e colpa grave appare sottile e potenzialmente fonte di contenziosi.
  • La legge di bilancio non cita, infine, altri soggetti del soccorso pubblico, come il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico o i vigili del fuoco, che non rientrano nel perimetro della disposizione così come formulata.

Saranno probabilmente i decreti attuativi che dovranno essere pubblicati dai ministeri competenti a chiarire non solo i costi degli interventi ma anche i parametri per valutare una colpa grave dell’escursionista.

Il vero banco di prova di questa nuove norme saranno però le aule di tribunali, dove i giudici avranno il compito di interpretare e applicare queste norme ai casi concreti e a dare vita a nuovi filoni giurisprudenziali in questa materia.

Gli obiettivi della norma: prudenza e preparazione per l’outdoor

Nel dibattito che ha accompagnato l’approvazione della legge di bilancio, l’obiettivo dichiarato della misura è stato quello di ridurre gli abusi e promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi legati alle attività in ambiente naturale.

La finalità non è scoraggiare le richieste di aiuto in situazioni di reale pericolo, ma responsabilizzare chi si espone volontariamente a rischi evidenti.

Per chi cammina, sale e vive la montagna, la nuova norma rappresenta un ulteriore richiamo alla preparazione, alla prudenza e al rispetto dei limiti personali e dell’ambiente.

I dettagli applicativi diranno se e come questo principio troverà un equilibrio tra tutela del soccorso pubblico e diritto alla sicurezza di chi frequenta i territori naturali.

 

 

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