Sport e Covid19: come mitigare l’impatto ambientale delle manifestazioni

12 agosto 2020 - 15:45

Lo sport ha subito diversi stop in seguito all’emergenza Coronavirus, la fase 2 prevede ancora la sospensione di queste attività, ma si spera che prima o poi potremo tornare a correre insieme.

Se è vero che questi mesi di lockdown sono stati l’occasione per riflettere sull’impatto ambientale delle nostre abitudini quotidiane e su come queste potrebbero cambiare una volta tornati alla normalità, perché non prepararci ad organizzare ed affrontare anche gli eventi sportivi in modo più sostenibile?

L’IMPATTO AMBIENTALE DELLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE – Basti pensare ad esempio all’immensa produzione dei rifiuti (dai pacchi gara agli allestimenti alle partenze e lungo i percorsi) o all’uso esagerato di acqua o all’impatto dei trasporti delle innumerevoli manifestazioni sportive locali, nazionali ed internazionali.

Di fronte ad un’emergenza ambientale sempre più evidente e ad una sensibilità sempre crescente negli sportivi come nell’opinione pubblica, gli organizzatori di questi eventi non possono più esimersi da una maggiore attenzione nella progettazione e realizzazione della singola manifestazione.

Legambiente, nel suo dossier NEVEDIVERSA sugli sport invernali, ha analizzato il rapporto tra cambiamenti climatici ed eventi sportivi come olimpiadi e mondiali e ha evidenziato la necessità di una visione di sport di montagna più rispettoso dell’ambiente e dell’ecosistema.

Le associazioni sportive, supportate dalle amministrazioni locali e non solo, si sono messe all’opera producendo linee guida e carte di intenti proprio con l’obiettivo di aiutare a ridurre l’impatto ambientale di un evento sportivo, generato direttamente ed indirettamente dai trasporti, dai materiali e dai servizi utilizzati.

LA CARTA PER GLI EVENTI SPORTIVI – Nel 2019 è nata la Carta internazionale per gli eventi sportivi sostenibili anche detta “Carta di Courmayeur” firmata tra gli altri dal ministero dell’Ambiente, dalla Regione autonoma Valle d’Aosta e da alcune associazioni che organizzano eventi sportivi.

La Carta intende promuovere una cultura sportiva basata sui concetti di sostenibilità e circolarità nell’impiego delle risorse naturali, così da generare impatti positivi sui territori coinvolti.

Le parti che hanno sottoscritto la Carta si impegnano a pianificare e gestire gli eventi sportivi rispettando le risorse naturali.

Attenzione al consumo energetico efficiente, all’energia rinnovabile, alla mobilità sostenibile, alla prevenzione della produzione dei rifiuti e l’incremento della raccolta differenziata, alla minimizzazione delle emissioni in atmosfera di gas a effetto serra, alla mitigazione dei rischi e alla tutela della biodiversità.

Redatta da AICA, Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale, è sottoscrivibile da qualunque manifestazione sportiva che si riconosca nei suoi princìpi ambientali.

LE LINEE GUIDA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA – La Carta di Courmayeur non è però il primo documento di questo genere: nel 2012 la Regione Emilia-Romagna ha realizzato, in collaborazione con UISP Comitato Emilia-Romagna, le Linee Guida per gli Eventi Sportivi Sostenibili, che danno indicazioni su come organizzare eventi sportivi a ridotto impatto ambientale, valorizzandone i benefici sociali, economici e ambientali.

Il documento vuole aiutare gli organizzatori nelle scelte di segreteria organizzativa, location e mobilità, struttura ospitante l’evento, fornitori di beni e servizi, organizzazione dei punti ristoro, distribuzione di acqua, allestimenti, gestione rifiuti, comunicazione.

Per ridurre l’impronta ecologica dello sport e in particolare delle sue manifestazioni, per il futuro si dovrà sicuramente lavorare ancora molto nel diffondere tra gli sportivi una cultura della sostenibilità, implementando anche sinergie tra il mondo dello sport e le amministrazioni locali e centrali.

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