Via Francigena: tutte le tappe e quello che bisogna sapere

2 maggio 2020 - 18:05

1ª TAPPA IN VAL D’AOSTA

  • Gran San Bernardo
  • Echevennoz

Lunghezza del percorso: km 14,9
Tempo di percorrenza: 4 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

La Valle d’Aosta è attraversata dal primo tratto italiano della Via Francigena, un lungo itinerario tra valli, montagne, declivi e vigneti che si può dividere in tre parti principali: il primo tratto va dai 2450 metri del Gran San Bernardo ai 580 di Aosta, per un totale di 26 chilometri e 1870 metri di dislivello.

Il secondo tratto, invece, parte dal capoluogo di regione per giungere a Saint-Vincent (590 m), cioè 30 chilometri con un dislivello di 450 metri.

Chiude la tratta che porta da Saint-Vincent a Pont-Saint-Martin (345 m), per complessivi 32 chilometri e 245 metri di dislivello. In totale, 88 chilometri di Via Francigena, ricchi di storia, tracce di fede, natura, luoghi e atmosfere indimenticabili, velati da un misticismo che sa di antico.

Il primo territorio che il moderno pellegrino incontra entrando in Valle d’Aosta, è caratterizzato da luoghi selvaggi e montuosi, dominati dai ghiacciai, dagli immensi boschi di abete rosso, larice, pino cembro e di latifoglia, con i declivi tappezzati da botton d’oro, rododendro, stella alpina, genziana e viola.

Un universo verde abitato da cervi, caprioli, camosci, stambecchi, ermellini, lepri, scoiattoli, linci e volpi, dominato dalle moli del Grand Combin, della Dent d’Hérens e della Becca di Luseney.

Valicando il Colle del Gran San Bernardo, il benvenuto è dato dal famoso ospizio, tutt’ora abitato da monaci agostiniani, fatto costruire nell’XI secolo da San Bernardo e ampliato nei secoli, rinomato anche per il suo allevamento di cani San Bernardo.

2ª TAPPA: Da Echevennoz ad Aosta

  • Echevennoz
  • Aosta

Lunghezza del percorso: km 13,6
Tempo di percorrenza: 3.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

TREKKING&Outdoor: dal Colle San Bernardo ad Aosta

TREKKING&Outdoor: da Etroubles ad Aosta

Da Rue de Mont Velan, raggiunta frazione Chez-Les-Blancs si segue un tratto molto bello nella penombra del bosco; Gignod, Chez-Courtil e Grand  Signayes accompagnano i nostri passi, toccando edicole votive e suggestivi luoghi di fede, come la cappella di Signayes e l’ex cappella di Montcenis, fino ad entrare in Aosta, avamposto romano verso le importanti direttrici commerciali del nord. La cittadina fu edificata intorno al 25 a.C. per volere dell’imperatore Augusto, da cui l’antico nome di Augusta Praetoria.

La città che, intorno all’anno Mille, i pellegrini in viaggio conobbero, è quella romana e medioevale, di cui restano tracce significative e importanti nel tessuto urbano attuale.

Di sicuro impatto, ora come un tempo, doveva essere l’imponente Arco Onorario di Augusto, eretto tra il 25 e il 23 a.C. per celebrare la vittoria sui Salassi, gli antichi abitanti della regione, conosciuto nel 1112 con il nome di Fornix Augustae, più volte restaurato e modificato sino all’intervento più recente, quello del 1913-14.

La Cattedrale di Notre-Dame, invece, affonda le sue origini nel III-IV secolo d.C., con successive modifiche a partire dall’XI secolo.

Dell’imponente edificio, la cripta medioevale, il Museo del Tesoro, in cui è conservata la cassa reliquiaria di San Grato, patrono della diocesi valdostana e del capoluogo, nonché il coro con i suoi mosaici e l’antico piano di calpestio nel sottosuolo della chiesa, emanano ancora un fascino indiscusso.

Lo stesso che si avverte visitando il Ponte Romano, la Casa di Sant’Anselmo, il complesso monumentale di Sant’Orso, la Basilica Paleocristiana, la Torre del Balivo, i resti dell’Anfiteatro Romano, il Foro Romano, senza contare le numerose torri e i campanili disseminati per tutta la città.

Punti di transito obbligati per i pellegrini erano la Porta Praetoria, per chi giungeva da Oriente, la Porta Principale Sinistra, che immetteva sulla Via delle Gallie verso il Gran San Bernardo, e la Porta Decumana che dava accesso alla via per il Piccolo San Bernardo.

Il monumento che, però, simboleggia al meglio Aosta, è di sicuro il Teatro Romano che custodisce in sé 2000 anni di storia locale. Con un proscenio di 45 metri per 7, del teatro, che poteva ospitare sino a 4000 spettatori, resta ancora parte della colossale facciata, con un settore alto 22 metri e recante quattro grandi ordini di contrafforti.

Restaurato tra il 1933 e il 1941, nel Medioevo doveva apparire ai pellegrini come un grosso agglomerato di edifici diversi, visto che per secoli perse la sua funzione originale di area per lo spettacolo.

3ª TAPPA: Da Aosta a Châtillon

  • Aosta, cattedrale
  • Châtillon, chiesa Parrocchiale

Lunghezza del percorso: km 27,7
Tempo di percorrenza: 8 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Ad Aosta, il percorso di Sigerico parte da Piazza Emile Chanoux, e passa per Via Porta Pretoria, Via Sant’Anselmo, quartiere di Sant’Orso, Arco di Augusto, ponte sul Torrente Buthier, Via Ponte Romano, Ponte di Pietra, e da qui si procede attraverso Via Monte Zerbion, Via Roma, Via Lino Vaccari e Ospedale Beauregard e, usciti dall’abitato di Aosta, ci si avvia verso Saint-Christophe. In realtà, da questo punto in poi, la Via Francigena segue il tracciato in costa dello Chemin des Vignobles, il percorso che tocca alcune delle località più famose della Valle d’Aosta agricola, dove la produzione del vino è di casa da secoli, grazie ai terrazzamenti coltivati e alle numerose aziende vitivinicole che producono eccellenti vini D.O.C..

Da Saint-Christophe, si procede in direzione Quart, dove si trova il celebre castello del XII secolo, e poi verso Nus e Fénis, località anch’esse famose per i castelli, strutture che ben testimoniano di un passato in cui la regione fu crocevia di importanti traffici lungo fondamentali direttrici commerciali che portavano oltre confine, in Francia e in Svizzera.

Nus e Fénis sono gli ultimi comuni della Comunità Montana Mont Emilius coinvolti nel cammino della Francigena, in un suggestivo contesto naturale dominato da vigne, terrazzamenti e dall’orizzonte su cui si staglia proprio il Mont Emilius. Un colosso al centro della regione, contornato da pascoli, boschi, torrenti e laghetti, uno dei punti più famosi della Vallée, un belvedere panoramico unico nel suo genere, da dove poter ammirare in tutta tranquillità il multiforme paesaggio sottostante.

Dopo aver seguito il corso dei ru Prevot e ru de Chetoz, e riprendendo il percorso della Francigena da Nus presso il ponte sul Torrente Saint-Barthélemy, si prosegue passando per le frazioni Plantayes, Messigné, Rovarey, Ronchette, si costeggia la Chiesa di Diémoz a Verrayes e in seguito ci si dirige a Cretaz. Da qui a Granjeon la via è breve e conduce in discesa sino a Chambave, oltrepassato il quale bisogna seguire lo Chemin du Muscat che costeggia il ru de Chandianaz sino a monte dell’abitato di Breil, che va poi abbandonato per guadagnare Châtillon.

In questi luoghi si raccolgono mete tra le più caratteristiche del percorso dei pellegrini: tra queste, la Cappella di Saint-Evence a Saint-Denis e le Chiese Parrocchiali di San Pietro a Châtillon e di San Vincenzo a Saint-Vincent, splendide mete turistiche al pari dei maestosi castelli che sorgono qua e là a movimentare l’orizzonte vallivo.

4ª TAPPA

  • Châtillon, chiesa Parrocchiale
  • Verrès

Lunghezza del percorso: km 19
Tempo di percorrenza: 6 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Riprendendo il cammino della Francigena da Saint-Vincent, ai piedi del Monte Zerbion, la valle si piega verso sud, e la località che bisogna raggiungere è Montjovet, per poi camminare lungo il perimetro dello spettacolare Castello di Saint-Germain: oltre questo punto si passerà lungo un tratto dell’Antica Via delle Gallie che mostra ancora tracce del suo selciato in pietra. Sarà poi la splendida Dora Baltea, che scorre in seno alla Comunità Montana, a farci da guida, portandoci a Champdepraz e Issogne.

Qui troviamo il Castello che fu voluto da Giorgio di Challant alla fine del 400 come palazzo residenziale. Nel cortile si trova la famosa fontana del melograno in ferro battuto (XVI sec.) e, sotto il porticato, sette lunette affrescate con curiose scene di vita popolare del tempo.

Una deviazione ci conduce nel Comune di Verrès dove si può ammirare il complesso architettonico della Prevostura di Saint-Gilles, sulla sponda destra dell’Evançon, in quasi perfetta simmetria col Castello medievale, situato in alto sulla riva opposta, possente mole cubica e ritenuto uno dei più rilevanti esempi europei di fortezza militare tardogotica.

Da qui, si costeggia poi ancora la Dora Baltea per seguitare il cammino sino ad Arnad che conserva importanti testimonianze del passaggio dei pellegrini.
Ad Arnad, infatti, la romanica Parrocchiale di San Martino ha ancora ai giorni nostri un fascino indiscutibile che riporta a secoli di fede e guerre.

5ª TAPPA: Da Verrés  a Port St. Martin

  • Verrès, stazione ferroviaria
  • Pont St. Martin, chiesa Parrocchiale

Lunghezza del percorso: km 14,8
Tempo di percorrenza: 4 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Siamo ormai al confine tra Valle d’Aosta e Piemonte, nel punto preciso in cui la Via Francigena abbandona la Vallée per proseguire il suo cammino in Piemonte. Un territorio che si estende dalle vallate di Gressoney e di Champorcher, note anche come Valle del Lys e dell’Ayasse dai nomi dei torrenti che le solcano, sino alla valle della Dora Baltea, dalla chiusa di Bard alla spianata di Pont-Saint-Martin.

Un lembo di valle, inoltre, che conserva picchi diversi di altitudine, dai 345 m.s.l.m di Pont-Saint-Martin ai titanici 4634 metri del Monte Rosa. Nella Comunità Mont Rose, la Via Francigena passa per Hone, Bard, dove fa bella mostra di se l’omonimo castello, fino ad arrivare a Donnas.

Proprio il Castello di Bard, risalente all’XI secolo e divenuto con il tempo una inespugnabile fortezza militare, distrutto nel 1800 da Napoleone e ricostruito nel 1838, rappresenta uno dei fortilizi più suggestivi.

Giunti a Donnas si camminerà, ancora una volta, su un tratto dell’Antica Via delle Gallie, e si ammireranno gli enormi terrazzamenti adibiti a vigneti. Da Donnas a Pont-Saint-Martin il percorso è breve, e ci porta a scoprire l’antico ponte romano sul Torrente Lys, esempio eccezionale dell’ingegneria del tempo (I secolo a.C.).

Pont-Saint-Martin chiude così il percorso che era iniziato centinaia di chilometri più in su, al di là di montagne, fiumi, torrenti, là dove l’ospizio del Colle del Gran San Bernardo ricorda ai viandanti del Terzo Millennio le dure fatiche dei pellegrini medioevali, in cerca di espiazione nel lungo viaggio.

6ª TAPPA: Da Pont St. Martin a Ivrea

  • Pont St. Martin, chiesa Parrocchiale
  • Ivrea, Duomo

Lunghezza del percorso: km 21,5
Tempo di percorrenza: 5.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

 

7ª TAPPA

  • Ivrea, Duomo
  • Viverone, chiesa di San Rocco

Lunghezza del percorso: km 20,1
Tempo di percorrenza: 5 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

 

8ª TAPPA

  • Viverone, chiesa di San Rocco
  • Santhià, Collegiata

Lunghezza del percorso: km 16,7
Tempo di percorrenza: 4 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

 

9ª TAPPA

  • Santhià, Collegiata
  • Vercelli, Piazza Cavour

Lunghezza del percorso: km 26,8
Tempo di percorrenza: 6.40 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

10ª TAPPA

  • Vercelli, Piazza Cavour
  • Robbio, Chiesa di San Pietro

Lunghezza del percorso: km 18,6
Tempo di percorrenza: 4.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

La prima parte della tappa si sviluppa lungo l’argine del Sesia, tra pioppeti e risaie. Notevoli gli spunti di interesse storico-architettonico a Vercelli e Robbio, al di fuori dei centri abitati non è possibile rifornirsi d’acqua.

 

11ª TAPPA

  • Robbio, Chiesa di San Pietro
  • Mortara, stazione ferroviaria

Lunghezza del percorso: km 14,3
Tempo di percorrenza: 3.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Lombardia:  da Robbio a Mortara

Tappa molto breve che, attraversando la piatta campagna della Lomellina, ci conduce su larghe strade sterrate nella prima parte e su tratturi erbosi nella zona di Madonna del Campo.

12ª TAPPA

  • Mortara, stazione ferroviaria
  • Garlasco, Chiesa di S. Maria Assunta

Lunghezza del percorso: km 20,7
Tempo di percorrenza: 5.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Lombardia:  da Mortara a Garlasco

Appena lasciata Mortara incontriamo l’abbazia di Sant’Albino fondata nel V sec. e successivamente rimaneggiata, ora punto tappa per i pellegrini che transitano da Mortara…

 

13ª TAPPA

  • Garlasco, Chiesa di S. Maria Assunta
  • Pavia, centro storico

Lunghezza del percorso: km 25,5
Tempo di percorrenza: 6.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Lombardia:  da Garlasco a Pavia

Si cammina attraverso le morbide campagne pavesi, irrigate dai numerosi canali e interrotte da casolari e macchie d’alberi tipiche del Parco del Ticino.

14ª TAPPA

  • Pavia, centro storico
  • Santa Cristina

Lunghezza del percorso: km 28
Tempo di percorrenza: 7 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Lombardia:  da Pavia a Santa Cristina

Lungo il Basso Pavese s’incontrano i caratteristici terrazzi fluviali e luoghi religiosi come la maestosa facciata di S. Michele a Pavia e la piccola chiesa di S. Giacomo.

 

15ª TAPPA

  • Santa Cristina
  • Orio Litta, Grangia Benedettina

Lunghezza del percorso: km 16,1
Tempo di percorrenza: 4.15 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Lombardia:  da Santa Cristina a Orio Litta

Si cammina tra i vigneti della collina di S. Colombano, sotto l’attenta guardia dell’imponente mole del Castello di Chignolo Po, attraversando
il Lodigiano tra le risaie fino a Orio Litta, regalandoci splendide viste.

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