Via Francigena: tutte le tappe e quello che bisogna sapere

2 maggio 2020 - 18:05

16ª TAPPA

  • Orio Litta, Grangia Benedettina
  • Piacenza, Chiesa di S. Antonino

Lunghezza del percorso: km 22,1
Tempo di percorrenza: 5.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Lasciata Orio Litta si giunge in breve al Guado di Sigerico, il “Transitum Padi”, dove si traghetta con un piccolo battello che ridiscende la corrente per circa tre chilometri fino ad attraccare sulla sponda emiliana all’altezza della località Soprarivo e della Caupona Sigerico. Dopo un breve tratto sull’argine del Po, una serie di rettilinei su strade provinciali ci portano a Ponte Trebbia. Oltre il fiume una corsia ciclopedonale conduce alle porte di Piacenza. Prestare molta attenzione nell’accedere alla SS Emilia Pavese a Ponte Trebbia e al tratto di provinciale tra Calendasco e Incrociata.

17ª TAPPA

  • Piacenza, Chiesa di S. Antonino
  • Fiorenzuola d’Arda

Lunghezza del percorso: km 31,6
Tempo di percorrenza: 8.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Gli itinerari medievali percorsi dai pellegrini confluivano a Piacenza in corrispondenza del passaggio obbligato del Po. Attraversato l’ampio letto del fiume, grazie a fortunose ed “onerose” chiatte, i viandanti riposavano il corpo e curavano la spirito nelle mansioni collocate in città. Il più lungo corso d’acqua d’Italia vincolava il transito non solo di poveri e penitenti pellegrini, ma anche di ricchi e facoltosi mercanti, motivo per il quale i piacentini si specializzarono nel prestito del denaro e nelle attività bancarie. La Via Francigena rappresentò quindi per Piacenza, come anche per Siena e San Gimignano, un’indispensabile strumento di crescita economica, demografica e urbana.

 

18ª TAPPA

  • Fiorenzuola
  • Fidenza, Duomo

Lunghezza del percorso: km 22,3
Tempo di percorrenza: 5.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Lungo il percorso le numerose pievi e ospedali, fondamentali per il ricovero e l’assistenza ai pellegrini, intitolate frequentemente a santi “romei”: Santa Margherita, San Nicola, San Giacomo, San Michele, San Genesio, San Martino e Sant’Ilario.

Una via percorsa da truppe militari, mercanti, ma soprattutto da pellegrini. Il viaggio per il fedele aveva scopo di penitenza, per la Chiesa, invece, era un mezzo di promozione della dottrina ortodossa.

19ª TAPPA

  • Fidenza, Duomo
  • Fornovo, Duomo

Lunghezza del percorso: km 34
Tempo di percorrenza: 8.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Nell’itinerario dalla Pieve di Collecchio, passando per quelle di Talignano, Fornovo, Terenzo, Bardone Cassio, fino al Duomo di Berceto, il pellegrinaggio si traduce in una sequenza di immagini pregne di significato, pronte ad ogni tappa a catturare l’attenzione sulle verità del divino.

Ecco i pellegrini rappresentati in processione all’esterno del Duomo di Fornovo e della Pieve di Bardone, sorprenderci per forza espressiva e abilità scultorea, mentre dobbiamo fermarci quasi sbigottiti di fronte alla scena della psicostasia, ovvero la pesatura dell’anima, raffigurata sulla lunetta della Chiesa di San Biagio a Talignano.

A queste tappe urbane ricche di tesori d’arte e di storia, la Via Francigena alterna lunghi tratti in territorio non antropizzato, toccando Riserve naturali di pregio, quali il Parco Regionale Boschi di Carrega e il Parco Regionale Fluviale del Taro.

Spesso il percorso sale di quota, offrendo scenari mozzafiato come il massiccio ofiolitico della Riserva Naturale Orientata del Monte Prinzera, le balze rocciose dei Salti del Diavolo, i panorami del Parco Regionale di Crinale Alta Val Parma e Cedra

20ª TAPPA

  • Fornovo, Duomo
  • Cassio, Ostello

Lunghezza del percorso: km 20,9
Tempo di percorrenza: 5.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Dalla località Caselle si raggiunge Respiccio. Superato con prudenza il torrente Sporzana, si arriva a Sivizzano.

Una mulattiera porta al guado del rio della Corona, fino a raggiungere l’incrocio con l’antica strada dei Cavallari che conduce a Bardone. Un altro breve tratto di mulattiera, seguito da 2 km di asfalto terminano a Terenzo.

Attraversato il borgo di Terenzo, il percorso risale la china del monte per poi scendere a Casola Castello, sul crinale tra Val Baganza e Val Taro. Splendido il castello di Ravarano. Un sentiero conduce attraverso i dirupi di Malacosta verso un punto panoramico da cui è possibile scorgere i Salti del Diavolo, guglie rocciose di conglomerato, nei pressi di Cassio.

 

21ª TAPPA

  • Cassio, Ostello
  • Passo della Cisa

Lunghezza del percorso: km 19,2
Tempo di percorrenza: 5.30 ore

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Da Cassio si segue la Ss.62 per un panoramico tratto di cresta, prima di deviare su un’antica mulattiera che conduce a Castellonchio. Una strada lastricata esce dall’antico borgo e conduce nel bosco fino ad un traliccio; da qui si prosegue lungo l’antica e ben conservata mulattiera diretta a Berceto.

Seguendo la Via Romea si attraversa il borgo di Berceto e si raggiunge la strada per Valbona. Dalla loc. Tugo si arriva sulla statale della Cisa.

Attraversata, si incontra il sentiero CAI 733 che conduce al monte Valoria per boschi di faggio. Raggiunto il prato sommitale si devia sul sentiero CAI 00 (edicola) fino a raggiungere il valico del Passo della Cisa.

22ª TAPPA

  • Passo della Cisa
  • Pontremoli, Piazza della Repubblica

Lunghezza del percorso: km 19,30
Tempo di percorrenza: 5.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

TREKKING&Outdoor: dal Passo della Cisa a Pontremoli

 

Dal Passo della Cisa si sale verso la piccola Chiesa della Madonna della Guardia, si prosegue nella penombra del bosco, alternando sentieri a mulattiere. L’occhio fugge verso la Lunigiana, la Valdantena e il Groppo del Vescovo.

A  Cavezzana si prende a sinistra la traccia verso Groppoli di Valdantena. Dopo Previdè si attraversa il ponte medioevale sul Magra, presso Groppodalosio, segue Casalina e Toplecca di Sopra; al Passo della Crocetta si scende ad Arzengio lungo le 14 stazioni della Via Crucis, attraversato il borgo, dopo un breve tratto di strada asfaltata si prende a destra una sterrata che perde quota fino al vecchio ospedale di Sant’Antonio, superando il Magra lungo un antico ponte. Pontremoli è ormai vicina.

23ª TAPPA

  • Pontremoli, Piazza della Repubblica
  • Aulla, Abbazia di S. Caprasio

Lunghezza del percorso: km 32,3
Tempo di percorrenza: 8.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Poco oltre Pontremoli, a Sorano di Filattiera, dove la valle prende spazio e verrebbe quasi da chiamarla pianura, s’impone solenne la mole della Pieve di Santo Stefano, altro gioiello che la Francigena ci ha lasciato in eredità.

Ancor più impressionanti sono le mura che s’incontrano a valle, presso Villafranca, snodo strategico lungo la Francigena. Nel vederli oggi quei ruderi, coperti d’edera in cima a uno scoglio, sembrano meritarsi pienamente il sinistro nome di Malnido.

Forse a ridurli così sono state le maledizioni di generazioni di viandanti, costretti presso questa gola senza vie di scampo a pagar dazio ai Malaspina, quando andava bene, oppure a scegliere fra la borsa e la vita davanti al ferro affilato di briganti e grassatori d’ogni sorta, che i maligni dicevano essere comunque al soldo dei signori dello Spino Secco…

Non furono però solo “stecchi con tosco” a germogliare dalla pianta dei Malaspina: quello che per taluni fu il malnido di Villafranca, per altri fu uno dei più importanti centri italiani della raffinata cultura cortese e non ci sarebbe davvero nulla da stupirsi se, fra le mura oggi diroccate, avesse davvero un tempo soggiornato il Sommo Poeta, traendo ispirazione per quei versi dell’Inferno dove si evoca il “vapor di Val di Magra”.

Così come il Magra, scendendo verso il mare, s’ingrossa accogliendo le acque dei suoi affluenti appenninici, allo stesso modo il fiume dei pellegrini sulla Francigena cresceva raccogliendo quelli che venivano dal parmense attraverso il Passo del Lagastello o da Reggio Emilia transitando per l’Ospedalaccio e Tea, nei pressi degli odierni passi del Cerreto e dei Carpinelli.

Aulla, per secoli cinta di mura e arroccata attorno all’abbazia di San Caprasio, in assoluto uno dei più antichi punti di sosta lungo la Francigena, era il punto dove tutte queste direttrici confluivano, un destino di città di commerci, transiti e scambi, segnato già da quando i romani installarono qui il loro caposaldo lungo la via per il porto di Luni.

 

24ª TAPPA: Da Aulla a Sarzana

  • Aulla, Abbazia di S. Caprasio
  • Sarzana, Basilica S.M.Assunta

Lunghezza del percorso: km 16,4
Tempo di percorrenza: 4 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Aulla è ancora Appennino. Attorno boschi di castagno e sopra la testa le vette delle Apuane, ma il viaggiatore dal naso fino, oggi come mille anni fa, vi può già percepire un sentore di mare e di Liguria. L’abbazia di San Caprasio nasconde la sua veneranda età sotto un’anonima veste neoclassica, messa lì per coprire le devastanti ferite inflitte dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Basta varcare la soglia, però, e si sprofonda nel passato più remoto: i restauri degli ultimi decenni hanno riportato alla luce le fondamenta dell’edificio originario, risalente addirittura all’VIII secolo d.C. Gli scavi testimoniano la presen

za di numerose sepolture medievali e mostrano gli avelli in cui furono deposte le reliquie del santo, oggi conservate nell’altare maggiore della chiesa.

Affascinante anche il museo allestito in quella che anticamente fu la sala capitolare, dove viene ricostruito il mondo dell’abbazia medievale e dove sono conservati pregevoli reperti come i capitelli romanici in arenaria animati da draghi, immagini mostruose o simboli di redenzione che raccontano l’immaginario medievale.

Monete, medaglie votive, conchiglie provenienti da Santiago de Compostela sono invece i segni degli innumerevoli passaggi dei pellegrini.

Da qui, affrontando le ultime asperità montane, i viandanti della Francigena scendevano verso la pianura del Magra, raggiungendo Sarzana, poi finalmente Luni e la costa, dirigendosi a sud.

25ª TAPPA: Da Sarzana a Massa

  • Sarzana, Basilica S.M.Assunta
  • Massa, Duomo

Lunghezza del percorso: km 28,2
Tempo di percorrenza: 4 ore

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I pellegrini raggiungevano la sicurezza della mura di Avenza, sorvegliate dalla massiccia torre voluta dall’istinto guerresco di Castruccio Castracani, la stessa che ancora oggi si erge, carica d’anni e di storia, sopra le case del centro.

Pochi chilometri a nord sta Carrara, ma la città del marmo è stata di rado meta dei pellegrini.

Quelle che si spingono fin su, nel cuore Apuane, non sono le strade dello spirito, ma della fatica e del commercio, da duemila anni calcate dai pesanti convogli che trasportano la pietra in cui prendono forma gli ideali di gloria, fede, arte e bellezza di mezzo mondo.

La Francigena si dirige invece a sud-est, parallela alla costa, dove presto raggiunge l’abitato di Massa.

I viandanti che vi approdavano sino ai primi decenni del XV secolo, si trovavano al cospetto di un borgo di campagna, che poco aveva della superba città ducale voluta dai Cybo Malaspina, ancora oggi in grado di stupirci con i suoi monumenti: il Palazzo Ducale, la cattedrale dei Santi Pietro e Francesco (nella cui cappella sotterranea riposano i principi e i duchi che hanno fatto la storia della città), l’ottocentesco Teatro Guglielmi e il castello Malaspina che, dall’alto di un colle roccioso, domina la pianura fino alla costa.

26ª TAPPA: Da Massa a Camaiore

  • Massa, Duomo
  • Camaiore, Piazza Diaz

Lunghezza del percorso: km 25,9
Tempo di percorrenza: 5 ore

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Montignoso e Pietrasanta, patria della scultura e del marmo delle Apuane, dove anche ai giorni nostri vivono e lavorano artisti provenienti da tutto il mondo, sono le ultime due tappe ad affacciarsi sulla pianura della Versilia.

Da lì in avanti la Francigena punta verso le colline dell’entroterra, raggiungendo Camaiore, sede della bella Badia di San Pietro, testimone del passaggio di migliaia di pellegrini.

27ª TAPPA

  • Camaiore, Piazza Diaz
  • Lucca, San Michele

Lunghezza del percorso: km 23,8
Tempo di percorrenza: 5 ore

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Regione Toscana – tappa da Pietrasanta a Lucca

Fra le colline e i borghi del camaiorese, ancora oggi, aleggia un’atmosfera d’antico e le frazioni che si incontrano lungo le stradine della valle della Freddena, come Monte Magno e Valpromaro, appaiono davvero come luoghi senza tempo. Qui la Francigena si snoda lungo sentieri all’ombra di boschi monumentali, come nel tratto che attraversa la valle del torrente Contesola, ultimo tuffo nella natura appenninica, prima di affacciarsi sulla piana di Lucca, l’orgogliosa città stato che difese la propria indipendenza sino al 1847, arroccata dietro la possente cinta di mura rinascimentali che ancora resiste perfettamente intatta.

28ª TAPPA

  • Lucca, San Michele
  • Altopascio, Chiesa di San Jacopo

Lunghezza del percorso: km 18,5
Tempo di percorrenza: 4.30 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

Oggi Lucca è una delle mete italiane più conosciute per il turismo legato all’arte e alla cultura, ma, per i pellegrini francigeni, questa era prima di tutto la città del Volto Santo, un crocifisso ligneo i cui lineamenti, secondo la tradizione, non furono scolpiti dalla mano dell’uomo, ma presero forma grazie all’intervento soprannaturale, rappresentando il vero volto del Cristo.

Per secoli migliaia di devoti hanno varcato le porte della città per recarsi in visita alla splendida cattedrale di San Martino, dove la reliquia è conservata.

Molti spinti da pura devozione, ma, probabilmente, qualcuno anche nella speranza che si ripetesse per lui la grazia concessa a Leobino, pellegrino giunto a Lucca nell’anno 1282 in condizioni di terribile indigenza, che vide uno dei grandi calzari d’argento del crocefisso sfilarsi miracolosamente e andare a depositarsi sulle sue ginocchia…

Chissà, forse è anche per porre un freno a questi atti di miracolosa prodigalità che il prezioso corredo di abiti del Volto Santo (calzari compresi) viene conservato nel museo della cattedrale e indossato dal crocefisso solo due volte l’anno, nelle festività del 3 maggio e del 14 settembre…

Una volta lasciata la città, la Francigena attraversa in direzione sud-est tutta la grande piana della lucchesia. Lungo il tracciato i resti di antichi ospitali e pievi raccontano di come il transito dei pellegrini non costituisse una risorsa solo per i capoluoghi, ma anche per i centri “minori” come Capannori, Lammari, Lunata, Rughi, Porcari e Montecarlo.

Colpisce la presenza di tutti questi rifugi in un territorio che oggi appare tanto “addomesticato” e privo di pericoli. Ma quell’area dove noi vediamo l’alternarsi di ordinati terreni agricoli e centri abitati, in epoca medioevale era una distesa di terre selvagge, dove le foreste infestate dai briganti erano solo l’anticamera di pantani abitati da zanzare foriere di febbri malariche.

29ª TAPPA

  • Altopascio, Chiesa di San Jacopo
  • San Miniato, Convento S. Francesco

Lunghezza del percorso: km 29,0
Tempo di percorrenza: 7 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

In prossimità del passaggio obbligato fra il lago di Sesto (oggi bonificato) e la piana paludosa del Fucecchio, sorse Altopascio, il più imponente di questi “autogrill” dei viandanti, nonché uno dei più importanti centri ospitalieri d’Europa. Qui l’accoglienza dei pellegrini in transito sulla Francigena non è solo il ricordo di epoche passate, ma una realtà concreta e tutt’ora viva, visto che molti sono i frequentatori dello storico cammino che sostano nella Foresteria gestita dal comune. Certo, questo non è un posto tappa come gli altri e sostare qui significa perpetuare una tradizione millenaria, cominciata alla fine del secolo XI, quando la zona venne individuata da un gruppo di benefattori lucchesi per installarvi un punto di ricovero per i viaggiatori. Attorno a questo primo nucleo si svilupparono in breve lo Spedale e il borgo di Altopascio, così florido e potente da divenire sede del nuovo ordine monastico dei frati Ospitalieri del Tau e da essere citato nelle opere di Boccaccio, Macchiavelli e Shakespeare.

Anche per gli escursionisti del 21esimo secolo il buon riposo offerto da Altopascio è un supporto fondamentale per affrontare la lunga tappa della Francigena che da Galleno, dove in più punti riaffiora l’antico selciato calcato dai viaggiatori medioevali, risale le selvagge colline delle Cerbaie per poi attraversare il centro storico di Fucecchio e da lì varcare l’Arno, arrivando a San Miniato, gioiello urbanistico disteso lungo la dorsale di una panoramica collina, dove, alla severa mole della rocca federiciana, fanno da contrappunto le fantasmagorie cromatiche del Palazzo del Seminario.

30ª TAPPA

  • San Miniato, Convento S. Francesco
  • Gambassi Terme, Chiesa Cristo Re

Lunghezza del percorso: km 24
Tempo di percorrenza: 7 ore

Vie Francigene: descrizione tappa

San Miniato segnava per i pellegrini uno snodo fondamentale: da lì il percorso della Francigena abbandona la valle dell’Arno per risalire il corso dell’Elsa, toccando i bei borghi di Castelfiorentino, Montaione e Gambassi Terme, fino a giungere al cospetto delle torri di San Gimignano.

Una tappa lungo l’antico tracciato della Via Francigena, in un viaggio che può trasformarsi in una scoperta dei segni che l’uomo ha lasciato nei secoli in Valdelsa, e in una ricerca della varietà della natura e dei suoi misteriosi colori.

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