In viaggio – IRPINIA d’autunno: i sentieri dei castelli

18 marzo 2020 - 15:58

La provincia di Avellino, che in ogni momento dell’anno dona ai suoi ospiti un piccolo miracolo di luci e colori, presenta appassionati itinerari per scoprire ed apprezzare il patrimonio ambientale e storico-culturale del territorio. In questo meraviglioso quadro s’inseriscono i “sentieri dei castelli”, che insieme a quelli del gusto rappresentano motivo di conoscenza e promozione delle risorse turistiche dell’Irpinia.

Tra il V e il VI secolo, a causa delle continue devastazioni provocate dalla guerra, ci fu un lento abbandono della città e dei casolari rurali e un incredibile sviluppo di castelli e manieri fortificati. Alcuni sono sopravvissuti ancora oggi, altri rimangono come ruderi che contribuiscono al fascino del paesaggio. Lauro è la località d’inizio del nostro itinerario dove primeggiano la bellissima Certosa di San Giacomo e il Castello dei Lancellotti.

Proseguendo verso Avella, né ammiriamo il castello che resta uno dei più estesi complessi fortificati dell’Italia Meridionale; anche Baiano è un luogo veramente affascinate, con il suo palazzo e il parco costruito su commissione dei potenti duchi Colonna.

Edificato su tre colli, spicca Ariano Irpino, una delle località più interessanti di tutta l’Irpinia. Qui, non possiamo fare a meno d’infilarci, curiosi, nei laboratori dei maestri ceramisti, che perpetuano la tradizionale lavorazione della maiolica, della ceramica e della terracotta, ammirando pregevoli esemplari anche nel Museo Civico della Ceramica.

L’itinerario non può prescindere da una delle produzioni principali della zona: l’enologica. Nel cuore dell’Irpinia, l’azienda storica Mastroberardino vive il contesto socioculturale vitivinicolo dal Settecento, epoca in cui un tal Berardino, con l’appellativo professionale di “Mastro”, diede origine a una discendenza che legò indissolubilmente le proprie sorti al culto del vino.

Nelle sue cantine sembra di essere in una vera e propria “cattedrale del vino”, con tanto di volte affrescate. Qui il vino invecchia, si affina, acquista il suo carattere complesso e delinea la sua esclusiva personalità. Sono vini Doc di grande pregio: dal Taurasi al Fiano di Avellino, fino all’Aglianico. E soprattutto, sua maestà il Greco di Tufo.

I sapori dell’Irpina non si fermano certo al vino: ricordiamo l’olio; le castagne, un tempo alimento essenziale dei contadini e oggi utilizzato dalle industrie dolciarie per confezionare i “marron glacés”; il tartufo nero ordinario, di forma quasi sferica e di colore bruno nerastro. Infine, fiore all’occhiello dell’Irpinia, i prodotti caseari, come il cacio cavallo, le caciotte e le mozzarelle.

In tutte queste cose l’Irpinia rimane al primo posto, merito anche della tanta cura che molte piccole aziende mettono nel conservare le proprie tradizioni.

 

 

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