Il cuore preferisce la camminata alla corsa: cosa dice la scienza

Un ampio studio americano rilanciato dall’American Heart Association ha confrontato migliaia di runner e camminatori. A parità di energie spese, camminare protegge pressione, colesterolo e coronarie quanto la corsa, e spesso di più. Ecco cinque indicazioni pratiche per migliorare la tua salute

29 ottobre 2026 - 18:32

Restare giovani più a lungo o ritrovare energia a qualsiasi età, è un desiderio che accomuna tutti.

La scienza indica una strada sorprendentemente semplice: prendersi cura del cuore con l’attività fisica più antica del mondo: camminare.

E un grande studio americano suggerisce che, a parità di energie spese, il passo può dare al cuore persino più della corsa.

Camminare fa bene al cuore: cosa dicono gli scienziati

Che l’attività fisica sia legata a una migliore salute cardiovascolare è ormai un dato acquisito.

Innumerevoli studi hanno dimostrato che muoversi aiuta a mantenere in forma più a lungo il nostro muscolo più importante.

Resta però una domanda: muoversi come? Quale tipo di attività fisica porta i maggiori benefici al cuore?

Una risposta arriva dall’American Heart Association.

Nell’ambito di una delle sue campagne per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, l’associazione ha ricordato che camminare, a certe condizioni, può equivalere a correre per i benefici che se ne traggono.

Il riferimento è a uno studio pubblicato nel 2013 sulla rivista Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology, che ha seguito per 6 anni 33.060 runner e 15.045 camminatori tra i 18 e gli 80 anni.

Il risultato?

A parità di dispendio calorico, la camminata a intensità moderata e la corsa ad alta intensità hanno ridotto in modo simile il rischio di pressione alta, colesterolo alto, diabete e malattie coronariche.

E nei camminatori i benefici osservati sono stati addirittura maggiori.

Da questa ricerca si possono trarre cinque indicazioni semplici, alla portata di tutti, anche dei più pigri.

1. Chi comincia è a metà dell’opera

Sei sedentario?

Improbabile, visto che stai leggendo TREKKING&Outdoor. Ma poniamo che tu lo sia.

Magari non cammini da tempo, ti sei impigrito e torni sul nostro sito in cerca di una spinta.

Sei nel posto giusto.

Sapere che camminare fa bene al cuore può essere la motivazione per rimetterti in movimento. Certo, ricominciare è dura, e il primo pensiero è sempre lo stesso: “camminerei troppo poco per avere dei benefici”.

Non è così. Secondo lo studio americano, anche il semplice passaggio da sedentario a camminatore porta un vantaggio.

Piccolo, ma reale. La ricerca ha infatti mostrato che sia i runner sia i camminatori beneficiano del movimento tanto più quanto più corrono o camminano.

Nessuna scusa, quindi. Alzati e cammina.

2. Addio ascensore: le scale sono un’occasione per stare bene

Hai ripreso a camminare e hai riscoperto il piacere che dà. Ma la tentazione del divano è sempre dietro l’angolo, così come quella di prendere l’auto per coprire poche centinaia di metri.

Oppure, più semplicemente, lavoro e famiglia non ti lasciano il tempo per organizzare un’escursione scegliendo tra i nostri itinerari.

Non mollare. A volte bastano piccole scelte virtuose nella vita di ogni giorno per fare un regalo al cuore.

Andare al lavoro a piedi, se la distanza lo permette. Ritagliarsi qualche minuto di passeggiata nella pausa pranzo.

E, rientrando a casa, rinunciare all’ascensore: le scale sono un vero toccasana.

3. Mezz’ora al giorno: la soglia che trasforma la camminata in prevenzione

Lo studio citato dall’American Heart Association indica che il beneficio della camminata è proporzionale all’energia spesa, più che alla sua durata in sé.

Per questo, come abbiamo visto, anche camminare poco fa bene.

Esiste però un livello minimo di durata e intensità oltre il quale camminare non solo fa bene, ma diventa una vera forma di prevenzione dei problemi cardiovascolari.

Secondo gli scienziati, perché si produca questo effetto occorre camminare almeno 30 minuti al giorno, per 5-7 giorni alla settimana, con un’andatura da moderata a sostenuta.

 

4. Non serve correre per proteggere il cuore

Ora che hai preso il ritmo, potresti pensare che la corsa sia il passo successivo inevitabile per volerti bene.

Se ti piace correre, fallo pure: fa bene. Ma se diventare runner è solo un obiettivo terapeutico che rischia di farti abbandonare anche la camminata, lascia perdere.

Secondo lo studio americano, a parità di dispendio calorico i benefici del camminare non solo eguagliano quelli della corsa, ma li superano.

Certo, per bruciare le stesse calorie chi cammina deve impiegare più tempo, anche il doppio o più: un’ora invece di 30 minuti, due ore invece di una.

Se lo fa, però, i benefici risultano spesso superiori. Ecco il confronto, che mette in relazione le riduzioni di rischio a parità di sforzo:

  • Pressione alta: la corsa riduce il rischio del 4,2 per cento, la camminata del 7,2 per cento.
  • Colesterolo alto: la corsa lo riduce del 4,3 per cento, la camminata del 7 per cento.
  • Diabete: la corsa lo riduce del 12,1 per cento, la camminata del 12,3 per cento.
  • Malattie coronariche: la corsa riduce il rischio del 4,5 per cento, la camminata del 9,3 per cento.

C’è di più. In caso di sovrappeso o obesità, la corsa potrebbe essere controindicata.

Camminare, invece, fa bene sempre.

5. Goditi la camminata fino in fondo

Il quinto motivo per cui camminare fa bene al cuore non compare nello studio di cui parliamo.

Ma sono moltissime le ricerche secondo cui godersi la serenità di una camminata, nella natura come in città, moltiplica i benefici per la salute.

Che sia merito delle endorfine o della riduzione del cortisolo, noto come l’ormone dello stress, camminare mette in moto un circolo virtuoso di benessere.

Passo dopo passo, il movimento smette di essere un dovere e diventa un’abitudine che si cerca.

Ed è proprio lì che il beneficio diventa duraturo.

A un certo punto non saprai più se sarà il tuo cuore a ringraziare te, o tu a ringraziare lui, quando ti avrà portato a camminare più a lungo di quanto pensassi di essere capace.

 

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