Rischi della sedentarietà: l’importanza di una popolazione più attiva

Recenti dati Istat lanciano un campanello di allarme per gli italiani: negli ultimi anni la popolazione, anche giovane, è sempre più sedentaria con effetti evidenti sull'aumento di patologie croniche

13 novembre 2022 - 12:22

Gli ultimi dati evidenziati dall’ISTAT mostrano alcuni indici decisamente preoccupanti, ad iniziare dal 42,3% di persone italiane sopra i 3 anni che non pratica nessuna attività fisica e fino ad arrivare al 50% di adulti classificati come “sedentari”.

Il nostro paese è sempre più fermo e, forse, questo rallentamento delle persone è perfino più preoccupante di quello dell’economia.

La tecnologia è uno strumento e bisogna imparare ad utilizzarlo

Ci sono App e piattaforme che ci permettono di fare la spesa da casa, di fare acquisti senza alzarci dal divano e che, in generale, ci permettono di risparmiare tempo.

Il tempo risparmiato lo spendiamo spesso seduti sul divano o su una sedia.

Usiamo poi l’auto o il motorino per andare al lavoro o fare qualsiasi altro micro spostamento, dopo di che saliamo in ufficio con l’ascensore, passiamo ore seduti davanti allo schermo del computer per poi andare a prendere la metropolitana usando le scale mobili.

La sera, poi, ci buttiamo esausti sul divano dal quale ci alziamo, forse solo per sederci a tavola e mangiare.

Questo stile di vita sta già presentando il suo conto, le malattie legate al benessere sono ormai molto diffuse e, loro complicazioni, rappresentano una delle principali cause di morte nel nostro tempo.

Stiamo parlando di problemi cardio-vascolari, obesità, diabete e svariate altre patologie legate alla sedentarietà.

Stiamo diventando una popolazione anziana e fragile, circostanza che ha un impatto economico, sociale e sanitario dirompente come dimostrato dall’emergenza Covid.

 

Un problema di salute nazionale

La soluzione può essere solo puntare ad un mutamento nella abitudini di vita delle persone.

Gli Italiani devono abituarsi ad introdurre l’attività fisica all’interno del loro abitudini di vita quotidiane.

Non deve essere un’attività saltuaria, ma deve diventare una prassi, anzi il mezzo privilegiato, per raggiungere il posto di lavoro, andare a fare la spesa oppure uscire per andare al cinema.

Per fare questo bisogna incentivare lo sviluppo di reti di viabilità sostenibile all’interno delle città, partendo dalle piste ciclabili e dal bike sharing, passando per le aree pedonali, fino ad arrivare ad un rafforzamento del trasporto pubblico urbano.

Solo in questo modo, come avviene in altri paesi europei, è possibile iniziare ad invertire questa tendenza.

La comunità scientifica è ormai concorde nell’affermare che i benefici di un’attività fisica quotidiana, anche moderata, sono molto numerosi.

Tra i principiali ci sono: effetti positivi per il sistema immunitario, per migliorare la circolazione, per aumentare l’attenzione e diminuire il rischio d’insorgenza di patologie coronariche.

Questi vantaggi peraltro non sono legati all’età.

Anche i sedentari di età più avanzata possono godere di importanti benefici per le ossa, i muscoli e le articolazioni, se iniziano a fare attività fisica quotidiana.

 

Camminare e andare in bici, il giusto mix

Per chi non ha mai fatto (o fatto poco) movimento fisico, iniziare a muoversi con costanza e regolarità ha una portata positiva per l’organismo.

Gli effetti sono paragonabili a quelli di una terapia farmacologica, con la differenza di non avere effetti collaterali.

Questi sono processi che richiedono tempo ma non sono più rimandabili. Promuovere stili di vita più attivi deve diventare una vera e propria politica sanitaria nazionale.

I buoni esempi non mancano, ci sono alcune grandi metropoli come Barcellona, Amsterdam e Londra che stanno cambiando la loro viabilità urbana proprio con questi obbiettivi.

 

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