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Quando si parla di dimagrimento, la domanda che molti si fanno è sempre la stessa: meglio camminare o correre?
Entrambe le attività aiutano a bruciare calorie e migliorano la salute, ma non producono gli stessi effetti sul metabolismo, sulle articolazioni e sulla sostenibilità nel tempo.
La risposta non è assoluta, ma dipende da come e quanto ci muoviamo.
Camminata e corsa appartengono entrambe alla categoria delle attività aerobiche cardio.
Questo significa che favoriscono il consumo calorico e contribuiscono ad aumentare il metabolismo, con effetti che proseguono anche quando siamo a riposo.
In entrambi i casi il movimento stimola il sistema cardiovascolare e migliora l’efficienza dell’organismo.
La differenza, però, sta nell’intensità dello sforzo e nel modo in cui il corpo utilizza le sue riserve energetiche.
A parità di tempo, correre consente di bruciare quasi il doppio delle calorie rispetto alla camminata.
Un esempio chiarisce bene la differenza: una persona di 72 kg che corre a 8 km/h consuma circa 606 calorie, mentre camminando a passo sostenuto per lo stesso tempo ne brucia circa 314.
Dal momento che per perdere mezzo chilo è necessario bruciare circa 3.500 calorie, la corsa appare più rapida nel raggiungere l’obiettivo.
Tuttavia questo vale solo se il corpo è in grado di sostenere un’attività così intensa senza rischi e per un periodo prolungato di tempo.
Anche la camminata può essere molto efficace per la perdita di peso a patto che venga svolta nel modo giusto e con costanza.
Per attivare il consumo dei grassi è necessario mantenere una frequenza cardiaca pari al 60/70% della frequenza massima, una soglia che varia in base all’età e alle caratteristiche fisiche di ciascuna persona.
Quando si mantiene un passo sostenuto per un periodo prolungato, il metabolismo inizia progressivamente a utilizzare i grassi come fonte principale di energia.
In genere questo avviene dopo circa un’ora di cammino a ritmo costante, superata questa soglia la componente lipidica può arrivare a coprire gran parte del consumo energetico del nostro corpo.
Qualsiasi movimento richiede energia sotto forma di Atp, una molecola che l’organismo produce utilizzando zuccheri e grassi.
All’inizio dello sforzo il corpo consuma soprattutto glicogeno, una riserva facilmente disponibile ma limitata.
Quando l’intensità o la durata dell’attività aumentano e il glicogeno si riduce, entrano in gioco i grassi, che sono la riserva energetica del nostro organismo
Questo processo richiede più ossigeno ed è tipico delle attività aerobiche prolungate, come la camminata a ritmo costante o la corsa di resistenza.
La corsa è un’attività ad alto impatto, che sottopone articolazioni e tendini a sollecitazioni ripetute, specialmente quando la si pratica in città, su asfalto o cemento.
In assenza di un adeguato allenamento o in presenza di patologie articolari, questa disciplina può aumentare il rischio di infiammazioni, fratture da stress e lesioni.
Le probabilità di infortunio sono significativamente più alte nella corsa rispetto alla camminata.
Le forze che agiscono sul corpo durante la corsa possono essere addirittura pari al doppio del proprio peso corporeo, mentre nella camminata restano decisamente inferiori.
Questo rende il passo sostenuto una scelta più sicura e sostenibile per molte persone, in particolare per chi viene da periodi di sedentarietà, è sovrappeso o ha problemi a ossa e articolazioni.
Anche pochi minuti al giorno di camminata veloce possono avere effetti importanti sulla salute.
Alcuni studi hanno accertato che chi cammina regolarmente presenta un rischio ridotto di morte per malattie cardiovascolari e vive mediamente più a lungo rispetto a chi conduce una vita sedentaria.
A differenza della corsa prolungata, la camminata risulta inoltre meno stressante per le articolazioni, un aspetto particolarmente rilevante per chi soffre di disturbi come l’artrosi.
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Camminare e correre contribuiscono entrambe al dimagrimento e al benessere generale, ma la vera differenza sta nella continuità.
Un’attività meno intensa ma praticata con regolarità nel tempo può risultare più efficace e salutare di uno sforzo elevato difficile da mantenere.
La chiave è trovare un equilibrio tra movimento, alimentazione e stile di vita, tenendo conto delle proprie condizioni fisiche e dei segnali del corpo.
Muoversi con consapevolezza è il primo passo per stare meglio, oggi e nel lungo periodo.
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