Dolomiti del Cadore: l’anello del Chiggiato

20 maggio 2018 - 16:42

Da Praciadelan si scende alla località Tuoro. Scorrono ai lati del percorso i Tabià, tipiche costruzioni con fienile e stalla.

Da qui, con pendenza più decisa si risale fino a raggiungere i fienili di Colona. Il sentiero si fa più ampio e con lievi saliscendi prosegue fino a raggiungere la località Costapiana, antico alpeggio. Qui il sentiero n.261 si restringe e s’inoltra dolcemente nel bosco di faggi, abeti e larici.

In località La Sera a quota 1600 metri si trova il capitello presso il quale nel 1988 Papa Giovanni Paolo II sostò in preghiera di ritorno da una escursione sulle Marmarole. A quota 1800 metri il bosco si apre e le Marmarole appaiono in tutta la loro maestosità.

In alto a destra si ergono la Croda Bianca, la Cresta degli Invalidi e la Cresta d’Ajaron. A quota 1920 metri la salita termina e il paesaggio si apre improvvisamente in un panorama circolare. Da nord in senso orario: Marmarole, Creste di Confine, Peralba, Rinaldo, Tudaio, Cridola, Monfalconi, Spalti di Toro, Cima Spe, Duranno, Col Visentin, le montagne di Cibiana, l’Antelao e lo Scotter.

Al limitare del bosco sorge il rifugio “Giovanni e Dino Chiggiato” del Cai di Venezia costruito nel 1926. L’escursione continua in discesa per il sentiero Cai n. 260, con bellissime vedute sulle Marmarole con la cima più alta del Cimon del Froppa.

Si scende velocemente nel bosco fino alle Palù di Podos. Alla Diassa, siamo a quota 1139 metri, il sentiero Cai n. 260 s’innesta nel sentiero n. 255 proveniente dal rifugio Galassi e raggiunge velocemente la località di Praciadelan, punto di partenza.

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