Non una moda recente, ma il cuore pulsante della cultura europea, un sentiero che porta ai confini del Vecchio Continente, ma la cui meta costituisce uno dei centri della cristianità europea.
Nel corso di più di dodici secoli milioni di pellegrini hanno percorso il Cammino di Santiago per devozione o penitenza: oggi la matrice spirituale di questa esperienza ha allargato i propri confini, accogliendo al suo interno un più vasto gruppo di partecipanti.
Se il Cammino resta indissolubilmente legato alla cristianità, oggi seno sempre di più le persone che decidono di vivere questa esperienza per un bisogno spirituale non necessariamente legato a una confessione: una spiritualità laica, potremmo dire, in cui il Cammino costituisce il mezzo, lo strumento necessario per il proprio percorso interiore.
Il silenzio, la fatica che contraddistingue alcuni tratti e la natura meravigliosa e mutevole che circonda il Cammino attirano ogni anno decine di migliaia di persone da tutto il mondo, non solo dall’Europa.
Il percorso del Cammino di Santiago, al contrario di quello che si potrebbe credere, non è unico, o meglio, esistono moltissimi percorsi che portano a Santiago di Compostela, ma hanno diversi punti di partenza.
Questo si spiega facilmente col fatto che i pellegrini, durante il Medioevo, provenivano da ogni parte del Continente: chi partiva dalla Germania, chi dal Nord Italia, chi ancora dai Pirenei, per questo più che di un unico sentiero possiamo parlare di un vero e proprio reticolo.
Non esiste un solo Cammino, dunque, ma una rete di arterie che attraversa l’Europa. I
l più celebre è il percorso Francese (circa 800 km), ma ci sono anche quello Portoghese, quello del Nord, che segue la costa Cantabrica, protetto dalle montagne e per questo molto battuto quando il centro della Spagna era teatro di battaglie tra regni cristiani e mori, e ancora quello Inglese, per chi arrivava via mare dall’Inghilterra.
Le tappe medie variano dai 20 ai 25 km al giorno, con dislivelli che possono essere dolci colline o erte ascese pirenaiche, mentre il meteo varia moltissimo lungo il percorso: si passa infatti dal sole cocente della Castiglia alla pioggia fitta della Galizia.
Infine il tracciato è un mix di sentieri boschivi, mulattiere e purtroppo anche tratti di strada asfaltata, motivo per cui non bisogna sottovalutare l’importanza dell’abbigliamento tecnico.
Per chi vuole vivere l’esperienza autentica del Cammino, questo è il punto di partenza ideale. Si parte nei Paesi Baschi francesi e la prima sfida è subito leggendaria: la salita dei Pirenei.
È una tappa durissima ma epica, che porta oltre i 1.400 metri tra nuvole e pascoli d’alta quota.
Da qui il tracciato attraversa tutta la Spagna settentrionale e i suoi paesaggi, dai vigneti della Rioja agli infiniti rettilinei delle Mesetas, fino alle montagne del Bierzo.
È il percorso più attrezzato, ricco di albergues e frecce gialle, ideale per chi ha molto tempo a disposizione e vuole immergersi completamente nello spirito del pellegrinaggio.
Il tratto che parte da Tui, al confine tra Portogallo e Spagna, è perfetto per chi ha meno tempo a disposizione e non può fare affidamento su una buona preparazione atletica.
Questo tratto costituisce l’ultimo segmento del Cammino Portoghese: circa 115 km immersi nel verde della Galizia.
Qui il terreno è molto più amichevole, composto principalmente da sentieri di campagna, boschi di eucalipti e antiche strade romane, con dislivelli mai proibitivi. Il clima è oceanico, quindi più fresco e umido.
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