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Lerma sorge sulle colline dell’Alessandrino, nella parte meridionale del Piemonte, affacciata sulla valle del torrente Piota.
Il borgo si è sviluppato attorno al castello, costruito alla fine del XII secolo e legato nei secoli alla famiglia Spinola, e conserva ancora l’impianto del ricetto medievale.
Il paesaggio che circonda il paese racconta però anche un’altra storia. Lungo il Piota, il Gorzente e più in generale nella Val d’Orba, la presenza dell’oro ha lasciato tracce visibili nel territorio e ha alimentato per secoli attività di ricerca e sfruttamento minerario.
Cumuli di ciottoli, terrazzi fluviali modificati e resti di antiche lavorazioni testimoniano una tradizione molto antica.
In questa parte dell’Appennino piemontese l’oro si trova sia in mineralizzazioni primarie, legate alle rocce e ai filoni quarzosi, sia nei depositi alluvionali dei corsi d’acqua, dove minuscole scaglie possono essere concentrate dalle correnti.
È proprio questo legame tra geologia, storia e attività umana a essere raccontato dal Museo Storico dell’Oro Italiano di Lerma.
La ricerca dell’oro nell’Ovadese ha radici antiche. Le cosiddette aurifodinae sono aree nelle quali i sedimenti auriferi venivano lavorati separando i materiali più leggeri dai ciottoli e dalle sabbie che potevano contenere il metallo prezioso.
Nel territorio delle valli Piota e Gorzente sono ancora riconoscibili accumuli di pietre e modificazioni del terreno legati a queste lavorazioni.
Il Museo dell’Oro conserva documentazione e studi dedicati proprio alle antiche attività estrattive e alla storia dei giacimenti auriferi della zona.
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La vicenda non termina con l’età antica.
Tra Ottocento e Novecento l’interesse si spostò anche sui giacimenti primari presenti nelle colline comprese fra il Piota e il Gorzente, dove furono aperte miniere e concesse diverse aree di coltivazione mineraria.
I resti di queste attività costituiscono oggi un patrimonio storico e geologico che permette di leggere il paesaggio con occhi diversi: dietro boschi, torrenti e versanti si trovano gallerie, vecchi siti minerari e tracce di lavorazioni che hanno accompagnato per lungo tempo la vita economica del territorio.
Il Museo Storico dell’Oro Italiano nacque nel 1987 per iniziativa del geologo e giacimentologo Giuseppe Pipino, studioso della storia mineraria e dei giacimenti auriferi italiani.
La raccolta, inizialmente allestita a Predosa, è stata trasferita nel 2001 a Lerma, nell’edificio delle ex scuole elementari messo a disposizione dal Comune. Oltre agli spazi espositivi, il museo comprende un archivio storico e una biblioteca specializzata.
Il percorso non è dedicato soltanto all’oro della Val d’Orba. Le collezioni ricostruiscono la storia dei giacimenti auriferi italiani attraverso minerali, documenti, carte geologiche, fotografie, pubblicazioni e strumenti utilizzati nelle diverse epoche per la ricerca e la lavorazione del metallo.
Tra i reperti figurano campioni di oro nativo primario, scagliette e polveri d’oro provenienti da diversi corsi d’acqua, oltre a piatti e canalette in legno utilizzati dai cercatori nei primi decenni del Novecento.
Una parte importante dell’esposizione riguarda le miniere delle valli Gorzente e Piota. Sono conservati utensili da scavo, macine in pietra e persino un tratto del binario installato nel 1888 e recuperato all’interno di una vecchia galleria mineraria.
Il museo non racconta soltanto il passato. La raccolta dell’oro nei fiumi, praticata oggi a livello amatoriale, fa parte delle attività documentate e valorizzate dall’Associazione Storico-Naturalistica che gestisce la struttura.
Il principio è quello della tradizionale “pesca dell’oro”: sabbie e ghiaie vengono raccolte e lavate con appositi piatti, sfruttando la maggiore densità dell’oro per separarlo progressivamente dagli altri materiali.
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Nel cortile del museo sono state predisposte strutture per le dimostrazioni pratiche, mentre possono essere organizzate attività nei vicini torrenti auriferi. È un modo diretto per comprendere quanto lavoro sia necessario per individuare anche minuscole pagliuzze e perché questo metallo abbia esercitato per secoli un fascino così forte.
L’associazione lega queste attività anche alla tutela dei corsi d’acqua e alla conoscenza dell’ambiente naturale, considerando la ricerca amatoriale dell’oro una pratica storica e naturalistica da conservare insieme alla memoria del territorio.
La visita al museo può diventare il punto di partenza per approfondire il territorio che circonda Lerma.
Tra le attività proposte figurano escursioni alle aurifodinae dell’Ovadese e alle miniere d’oro ottocentesche delle valli Gorzente e Piota.
L’area si estende verso il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, dove boschi, corsi d’acqua e rilievi appenninici custodiscono numerose testimonianze dell’antica attività mineraria.
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Il museo ha collaborato nel tempo proprio con il Parco, oltre che con università e istituzioni scientifiche, per attività di studio, divulgazione e didattica.
Il Museo Storico dell’Oro Italiano si trova in Piazza Genova 2, a Lerma, in provincia di Alessandria.
Il sito ufficiale indica l’accesso individuale libero e gratuito il martedì e il venerdì pomeriggio. Per gruppi e visite guidate in altri giorni è possibile concordare l’apertura contattando il museo.
Museo Storico dell’Oro Italiano Piazza Genova 2, 15070 Lerma (AL) Telefono: 339 2656342 E-mail: info@oromuseo.com Sito ufficiale: www.oromuseo.com
Prima della partenza è consigliabile verificare direttamente con il museo gli orari e la disponibilità delle visite guidate, delle dimostrazioni e delle eventuali escursioni sul territorio.
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