Italy, Rocca Pietore - August 26 2016: the view of Ironwork shop La Fosina with mountains on background on August 26 2016, Rocca Pietore, Veneto, Italy.
Si avvicina la primavera e la voglia di viaggiare e camminare.
L’Italia è piena di borghi unici da esplorare, spesso poco noti ma bellissimi.
Certamente lo sono quelli che il Touring Club Italiano seleziona come “bandiera arancione”.
Si tratta di piccole località “a misura d’uomo” distribuite in tutta la penisola.
Luoghi che sanno esprimere grandi eccellenze in termini ambientali, culturali, enogastronomici e di accoglienza.
Ecco 7 borghi da non perdere all’insegna della bellezza e della natura in primavera.
Questo piccolo borgo si trova in Piemonte, nel comune del Verbano-Cusio-Ossola, ed è sicuramente una perla capace di regalare suggestioni romantiche.
Il lago omonimo su cui si affaccia è davvero bello.
Protetto da un versante del Montorfano il quale, a seconda delle stagioni e dell’ora della giornata, proietta la propria ombra e i colori della vegetazione circostante nell’acqua profonda del lago.
Ph.: Gettyimages/Piotr Krzeslak
Sia la località di Mergozzo che il suo lago sono collocati in una cornice naturalistica montuosa di rara bellezza.
Da un lato troviamo il Montorfano con i suoi circa 800 metri di altitudine.
Dall’altro si possono scorgere i primi rilievi della Val Grande che raggiungono i 1500 metri.
Si può scoprire il paese passeggiando per i suoi vicoli e ammirando le caratteristiche case in pietra addossate le une sulle altre.
Le attrazioni sono tante: tra le altre la chiesetta di Santa Maria, l’Antiquarium (contenente importanti reperti di età preistorica e romana) e la Parrocchiale dell’Assunta.
Passando per la piazza centrale, poi, si potrà osservare anche la magnificenza di un olmo secolare di circa 500 anni, annoverato tra gli “alberi monumentali” della regione.
C’è poi un’interessante curiosità legata a Mergozzo: il marmo.
Sia il granito che il marmo di questo borgo fanno parte della storia architettonica della penisola.
Si pensi alle colonne della basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma oppure al marmo del Duomo di Milano: questi materiali vengono proprio da Mergozzo e dintorni, è da qui che si estrae il granito bianco e verde di Montorfano o il marmo rosa di Candoglia.
_Trekking di primavera sul Lago di Mergozzo
Rocca Pietore si trova in provincia di Belluno, proprio nel cuore delle imponenti Dolomiti della Val Pettorina.
Queto splendido comune è incastonato tra le più importanti vette dolomitiche: la Marmolada e la Civetta.
Ph.: Gettyimages/Daria Trefilova
Si tratta quindi di un luogo dalle risorse paesaggistiche e naturalistiche davvero uniche, amalgamate perfettamente alla storia, alla cultura e alle tradizioni gastronomiche e artigianali locali.
Rocca Pietore è ideale da scoprire in tutte le stagioni, specialmente in primavera.
La storia della piccola comunità di Rocca Pietore è passata attraverso vicende molto importanti.
Fu creata qui la Magnifica Comunità della Rocca, un’importante forma di autogoverno di cui godeva questa piccola realtà nel periodo longobardo, e il primo conflitto mondiale, combattuto proprio tra queste rocce aspre, mostra ancor oggi i suoi segni.
per gli appassionati di outdoor le occasioni non mancano.
Potrete trovare, infatti, numerosi percorsi di trekking fra i più panoramici delle Dolomiti, passeggiate nella natura incontaminata, falesie dove mettersi alla prova con l’arrampicata e ferrate adrenaliniche.
Tutto quello che c’è da sapere su Rocca Pietore
Ci sposltiamo in Toscana, per la precisione nella provincia di Arezzo.
Lo splendido borgo di Lucignano è collocato in Valdichiana, proprio sulla sommità di un colle.
La caratteristica principale di questo piccolo borgo medievale è rappresentata dal suo nucleo urbano dalla caratteristica forma ellittica in cui le strade si sviluppano in modo concentrico.
Ph.: Gettyimages/Fyletto
In più, il centro storico, tipico e raccolto, così come i numerosi negozi di prodotti tipici del territorio, conferiscono al borgo un’atmosfera speciale e accogliente.
Da non perdere il duecentesco Palazzo Comunale, collocato nella parte più alta del paese.
Sulla facciata dell’edificio si possono ancora intravedere numerosi stemmi ed epigrafi dei vari podestà e vicari che ricoprirono delle cariche pubbliche durante il Rinascimento.
Lucignano ha subito influenze culturali diverse, ma il legame con Siena rimane quello che più di ogni altro ha caratterizzato lo sviluppo urbanistico e artistico del borgo.
Infatti, sono prevalentemente senesi gli artisti che hanno realizzato le opere d’arte oggi conservate all’interno del Museo Comunale.
Tra queste, l’imponente Albero d’Oro, gioiello di oreficeria medievale e compendio della simbologia francescana.
Per tutte le informazioni aggiuntive del caso potete sbirciare questa pagina.
Gradara si trova nel cuore delle Marche ed è famosa soprattutto per la sua caratteristica rocca.
Si tratta di una delle strutture medievali meglio conservate di tutta la penisola e le due cinte murarie che attorniano la fortezza la rendono anche una delle più imponenti.
Ph.: Gettyimages/Photopips
Secondo la leggenda è proprio in questa località che ebbe luogo la tragica storia d’amore di Paolo e Francesca narrata da Dante nella Divina Commedia.
Un luogo ideale per gli innamorati, per la magia che riesce a evocare non solo grazie al castello, ma anche per i camminamenti di ronda, dello splendido centro storico e la bellezza dei paesaggi che la circondano.
Attorno alla fortezza, è possibile percorrere la Passeggiata degli Innamorati o i sentieri del Bosco di Paolo e Francesca, collocati intorno alla collina da cui potrete godere di una vista unica su tutto il paesaggio.
_Il sito ufficiale di Gradara è ricco di informazioni utili
Questo piccolo borgo, situato ai confini settentrionali della Calabria, è davvero uno scenografico gioiello di pietra.
Giungendovi potrete osservare le case addossate le une sulle altre e, sullo sfondo, la splendida cornice naturale dei monti Pollino, Serra Dolcedorme e Serra del Prete.
Morano Calabro è decisamente uno dei centri storici più intatti e affascinanti della provincia di Cosenza e di tutta la Calabria.
Ph.: Gettyimages/Rudolf Ernst
Viene definito come un “paese-presepe” perché, durante il crepuscolo, l’ora che i fotografi sono soliti chiamare “ora blu”, il blu cobalto del cielo fa da contrasto alla spettacolare scenografia prodotta dalle luci delle abitazioni del borgo disposte a cumulo.
Per rendersi conto veramente di quanto Morano assomigli a un piccolo presepe sarà sufficiente addentrarvisi.
Lì ci si immerge in un’atmosfera magica, nel dedalo di viuzze tortuose e in forte pendenza che s’infilano in un compatto tessuto di case, chiese, monasteri, archi, portali, sottopassi, scalinate e piazzette.
Gli scorci fanno pensare al famoso artista Escher: il grande incisore olandese visitò Morano nel 1930 e ne lasciò una splendida rappresentazione speculare, il paese e il paesaggio circostante sono da lui raffigurati come se fossero visti allo specchio.
Una perla da scoprire nei dintorni di questo borgo è sicuramente il Castello normanno-svevo.
Fu una rocca importante, a tre piani e a pianta quadrata, con sei torrioni cilindrici, circondata da un fossato con ponte levatoio.
Purtroppo venne bombardato dai francesi nel 1806 e andò incontro a una rapida decadenza.
I materiali con cui era stato costruito vennero poi portati via e poco rimase di esso.
Le recenti ristrutturazioni hanno consentito di recuperare tratti delle sue facciate, due torrioni frontali e alcuni locali interni, ora utilizzati per mostre ed eventi culturali.
_Tutto quello che c’è da sapere su Morano Calabro
Ancora Basilicata, nuovamente nella provincia di Potenza.
Castelsaraceno è uno splendido borgo dalla curiosa forma di cuore che sorge alle pendici del monte Alpi.
Proprio nel Parco Nazionale del Pollino, immerso nella natura incontaminata.
Ph.: Gettyimages/Laz@Photo
Questa località venne edificata come vedetta nel 1031 dai Saraceni, presso l’antico nucleo abitativo di Planura.
Tuttavia diversi anni dopo venne distrutta da un terremoto.
Dopo essere stato abbandonato dai normanni, passò sotto il dominio dei Mango di San Chirico i quali lo donarono, nel 1086, agli Abati dell’Abbazia di San Angelo al Raparo perché fosse ristrutturato e ripopolato.
Furono dunque i monaci basiliani a risollevare le sorti del paese trasformandolo in un florido casale.
Nel XV secolo furono i Carafa a entrare in possesso del borgo commettendo diversi soprusi finché non subentrarono i Sanseverino, ai quali seguirono diversi altri signori.
Vi troverete catapultati in un luogo lontano dal frastuono della quotidianità e potrete perdervi nel suo centro abitato quasi appeso a uno sperone roccioso denominato “La Tempa”.
Su questo sperone le abitazioni appaiono strette l’una all’altra, divenendo un tutt’uno con la roccia su cui sono adagiate.
Arrivando a Castelsaraceno non potrete resistere alla tentazione di “arrampicarvi” lungo le stradine ripide e tortuose e perdervi nei suoi numerosi vicoli ciechi.
L’ambiente intorno a Castelsaraceno è ricco di opportunità per gli appassionati di outdoor: trekking e arrampicate sulle magnifiche vette lucane, pedalate in mountain bike o in e-mbt sui migliori itinerari ciclabili.
E poi ancora nordic walking e passeggiate nei boschi, canyoning e rafting lungo i fiumi del Pollino.
Ma anche attività adrenaliniche come l’attraversamento del Ponte Tibetano più lungo del mondo.
_Il sito ufficiale di Castelsaraceno
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