Tra boschi e pareti: il canyon nascosto delle Prealpi Venete

Nel cuore delle Prealpi Bellunesi, ci sono sono spettacolari gole naturali scavate dal torrente Ardo: un percorso tra pareti di roccia, boschi e acqua nel Veneto meno conosciuto

20 luglio 2026 - 6:24

Il canyon delle Prealpi venete

Ci sono angoli delle Dolomiti e delle Prealpi che attirano l’attenzione con cime celebri e panorami vastissimi.

Poi ce ne sono altri che sorprendono per il motivo opposto: non si mostrano da lontano, ma si scoprono soltanto entrando al loro interno. I Brent de l’Art, nel comune di Borgo Valbelluna, appartengono a questa seconda categoria.

Qui non è l’orizzonte ad attirare lo sguardo, ma una stretta gola scavata nella roccia, dove l’acqua ha lavorato per migliaia di anni creando un ambiente completamente diverso da quello che lo circonda.

Il paesaggio cambia nel giro di pochi minuti. I boschi lasciano spazio a pareti verticali, il torrente si restringe tra le rocce e il rumore dell’acqua prende il posto di qualsiasi altro suono.

È uno di quei luoghi che ricordano quanto la natura possa trasformare lentamente una montagna, modellandola senza bisogno di interventi spettacolari, ma soltanto con il tempo.

Un canyon nato dall’erosione

I Brent de l’Art sono una forra scavata dal torrente Ardo, che nei millenni ha inciso la roccia calcarea dando origine a una successione di gole profonde, strette e sinuose.

Il termine “brent”, nel dialetto locale, indica proprio una gola o una forra scavata dall’acqua, mentre “Art” deriva dal nome del torrente che attraversa questa valle.

Osservando le pareti si distinguono chiaramente gli strati di roccia calcarea, levigati dall’acqua e modellati da un lento processo di erosione ancora in corso.

In alcuni punti la distanza tra le due pareti si riduce notevolmente, lasciando filtrare la luce soltanto dall’alto e creando un ambiente fresco anche durante l’estate.

Non si tratta di un canyon nel senso spettacolare dei grandi paesaggi americani, ma di una gola tipicamente alpina, dove la forza dell’acqua ha lavorato in uno spazio ristretto, dando vita a forme eleganti e sorprendenti.

Il sentiero che accompagna il torrente

L’escursione ai Brent de l’Art è relativamente breve, ma riesce a concentrare in poco spazio ambienti molto diversi.

Il percorso attraversa inizialmente un bosco di latifoglie, dove il torrente accompagna il cammino senza mostrarsi completamente.

Man mano che si procede, il rumore dell’acqua aumenta e la valle si restringe.

Le pareti iniziano ad alzarsi ai lati del sentiero, mentre il corso d’acqua diventa sempre più impetuoso, superando piccoli salti e pozze modellate nella roccia.

Alcuni ponticelli e passerelle consentono di osservare la gola da prospettive diverse, mettendo in evidenza il lavoro dell’erosione. Da alcuni punti panoramici si riesce a cogliere l’intero sviluppo della forra, mentre in altri ci si trova quasi sospesi sopra il torrente, con l’acqua che scorre diversi metri più in basso.

È un percorso che non richiede lunghe camminate, ma invita a rallentare per osservare i dettagli della roccia e il continuo dialogo tra acqua e montagna.

L’acqua come scultrice

La particolarità dei Brent de l’Art non è soltanto la profondità della gola, ma il modo in cui la roccia è stata modellata.

L’acqua ha levigato le superfici, scavato nicchie, arrotondato gli spigoli e creato forme che cambiano continuamente a seconda della luce.

Dopo periodi di pioggia il torrente aumenta la propria portata e il fragore dell’acqua riempie completamente la valle.

Nei mesi più asciutti, invece, emergono con maggiore evidenza le forme della roccia, le piccole cavità e le superfici lisce create dall’erosione.

È un paesaggio dinamico, che non offre mai la stessa immagine due volte. La luce filtra tra le pareti con inclinazioni diverse durante la giornata, modificando continuamente colori e contrasti.

Al mattino prevalgono le tonalità fredde della pietra, mentre nelle ore centrali alcune pareti assumono sfumature più calde che contrastano con il verde intenso del bosco.

Un ambiente ricco di vita

Nonostante l’aspetto severo della gola, i Brent de l’Art ospitano un ecosistema particolarmente ricco.

L’umidità costante favorisce la crescita di muschi, felci e piante che difficilmente troverebbero spazio nei versanti più esposti al sole.

Le pareti calcaree diventano rifugio per numerose specie di uccelli, mentre il torrente rappresenta un ambiente ideale per piccoli organismi acquatici e anfibi.

Camminando lungo il sentiero è facile notare come la vegetazione cambi nel giro di pochi metri, adattandosi alle diverse condizioni di luce e umidità.

Questa varietà contribuisce a rendere l’escursione interessante anche dal punto di vista naturalistico, oltre che paesaggistico.

Un angolo poco conosciuto delle Prealpi Bellunesi

A differenza di molte località più celebri del Veneto, i Brent de l’Art sono rimasti fuori dai grandi circuiti turistici.

Chi arriva fin qui lo fa soprattutto per conoscere un territorio meno noto, dove il rapporto tra natura e paesaggio conserva ancora una dimensione tranquilla.

Il piccolo abitato di Sant’Antonio Tortal, da cui parte il percorso, mantiene l’atmosfera tipica dei paesi di montagna delle Prealpi Bellunesi.

Da qui è possibile esplorare anche altri sentieri della zona, che attraversano boschi, pascoli e panorami aperti sulle vallate circostanti.

La visita ai Brent de l’Art può quindi diventare il punto di partenza per conoscere una parte del Veneto spesso trascurata rispetto alle Dolomiti più famose, ma non meno interessante dal punto di vista naturalistico.

Quando andare

Le gole possono essere visitate durante gran parte dell’anno, ma la primavera e l’inizio dell’autunno sono probabilmente i periodi migliori.

In primavera la portata del torrente è generalmente più abbondante e la vegetazione raggiunge il massimo della sua intensità.

In autunno, invece, i colori del bosco rendono il percorso particolarmente suggestivo.

Durante l’estate la forra offre temperature più fresche rispetto alle aree circostanti, rappresentando una piacevole alternativa nelle giornate più calde.

È invece consigliabile prestare maggiore attenzione dopo precipitazioni molto intense, quando il torrente può aumentare rapidamente la propria portata.

Un paesaggio che si scopre passo dopo passo

I Brent de l’Art non colpiscono per le dimensioni monumentali o per panorami che si aprono all’improvviso davanti agli occhi.

La loro forza sta nel percorso stesso, nella trasformazione graduale del paesaggio e nella sensazione di entrare sempre più in profondità dentro la montagna.

In poche centinaia di metri si passa dal bosco alla roccia, dalla luce aperta della valle a un ambiente raccolto dove acqua, pietra e vegetazione convivono in uno spazio ristretto.

È un’escursione che mostra come anche i luoghi meno conosciuti possano raccontare, con semplicità, la lunga storia del territorio che li ha generati e offrire uno degli angoli più sorprendenti delle Prealpi Bellunesi.

_ Tutto quello che c’è da sapere sui Brent

 

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