Campo Ligure, la patria della filigrana tra colline e natura selvaggia

Campo Ligure, nell’entroterra genovese, custodisce una lunga tradizione nella filigrana in oro e argento. Tra museo, botteghe artigiane, centro storico e Castello Spinola, il borgo racconta uno dei mestieri più antichi della Valle Stura

30 maggio 2026 - 12:00

Campo Ligure, il borgo della filigrana nella Valle Stura

Campo Ligure si trova nell’entroterra genovese, in Valle Stura, lungo la direttrice che collega Genova al Piemonte attraverso il Passo del Turchino.

Il borgo è raccolto lungo il torrente Stura, con il centro storico stretto tra le case colorate, il ponte medievale e il Castello Spinola, che domina dall’alto l’abitato.

La sua posizione non è secondaria: per secoli questa valle è stata una via di passaggio tra il Genovesato e il Monferrato, attraversata da merci, artigiani e viaggiatori.

Oggi Campo Ligure conserva un impianto compatto, fatto di vicoli, botteghe, piazzette e scorci verso le colline boscose che chiudono la valle.

La visita può cominciare dal centro, entrando nel borgo antico dalla zona del ponte e proseguendo verso la parrocchiale della Natività di Maria Vergine, gli oratori e le vie dove ancora si incontrano insegne e vetrine legate alla lavorazione della filigrana.

Il Castello Spinola, costruito in posizione di controllo sulle vie della valle, completa il quadro del paese: dalla torre e dagli spazi del complesso si osservano bene i tetti, il torrente e la struttura dell’abitato, sviluppato sulla riva destra dello Stura.

 

La filigrana, fili d’oro e d’argento lavorati a mano

La filigrana è il tratto più noto di Campo Ligure.

La tecnica consiste nel lavorare sottilissimi fili d’oro o d’argento, piegati, intrecciati e saldati fino a formare gioielli, piccoli oggetti decorativi, fiori, farfalle, caravelle, rosari, croci, ciondoli e miniature.

Gli strumenti sono semplici: le bruscelle, piccole pinze usate per modellare il filo, il cannello per saldare, la piastrella su cui si compone il disegno e mani ferme, abituate a un lavoro lento e preciso.

 

La storia campese della filigrana comincia nel 1884, quando Antonio Oliveri, dopo avere lavorato a Genova, aprì nel paese un laboratorio.

L’attività prese piede rapidamente e in pochi anni nel borgo nacquero decine di botteghe orafe.

Da allora Campo Ligure ha legato il proprio nome a questa lavorazione, fino a diventare uno dei centri italiani più riconosciuti per la filigrana in oro e argento.

Il valore di questi oggetti non si misura soltanto nel metallo prezioso, ma nel tempo necessario per realizzarli: ogni curva del filo, ogni saldatura, ogni piccolo elemento richiede precisione.

Una farfalla, una nave o un fiore in filigrana sembrano oggetti leggeri, quasi fragili, ma nascono da una tecnica che non lascia molto spazio all’improvvisazione.

È una lavorazione minuta, paziente, dove l’effetto finale dipende dalla regolarità del gesto e dalla capacità di trasformare un filo sottilissimo in una forma riconoscibile.

Il Museo della Filigrana e il Castello Spinola

Il luogo migliore per capire questa tradizione è il Museo della Filigrana “Pietro Carlo Bosio”, nel centro storico di Campo Ligure.

La collezione raccoglie circa duecento pezzi provenienti da quattro continenti e permette di vedere come la filigrana sia stata usata in culture diverse: gioielli, ornamenti, oggetti religiosi, piccoli manufatti cerimoniali e lavori di grande precisione.

Accanto alla produzione locale, il museo espone opere provenienti dall’Europa, dall’Asia, dall’Africa e dall’America Latina, mostrando tecniche e forme differenti.

Una parte importante della raccolta è legata a Pietro Carlo Bosio, filigranista campese e grande collezionista, a cui il museo è intitolato.

Il percorso non presenta soltanto gli oggetti finiti: alcune sale ricostruiscono anche l’ambiente del laboratorio, con strumenti, fasi di lavorazione e materiali che aiutano a seguire il passaggio dal filo al manufatto.

Dopo la visita al museo, il percorso nel borgo può proseguire verso il Castello Spinola, fortificazione posta sul colle sopra il paese.

Il castello ricorda il ruolo strategico di Campo Ligure lungo le vie tra Liguria e Piemonte, mentre dalla parte alta del borgo si osservano il corso dello Stura, le case a schiera e i tetti del centro storico.

Il periodo della Mostra o del Weekend della Filigrana aggiunge un’occasione in più per arrivare nel paese, perché consente di vedere da vicino una tradizione che a Campo Ligure non appartiene solo alle vetrine, ma alla storia stessa del borgo.

Informazioni utili

Campo Ligure si raggiunge in auto da Genova seguendo la direttrice della Valle Stura, oppure in treno lungo la linea Genova-Acqui Terme.

Il Museo della Filigrana “Pietro Carlo Bosio” si trova in Via della Giustizia, nel centro storico; prima della visita conviene controllare orari, aperture e modalità di accesso sul sito ufficiale.

Da vedere anche il Castello Spinola, il ponte medievale, la chiesa parrocchiale, gli oratori e le botteghe artigiane dedicate alla filigrana.

Il borgo può essere visitato in mezza giornata, ma merita più tempo se si vogliono unire museo, castello, centro storico e una passeggiata nella Valle Stura o nei dintorni del Parco del Beigua.

_Il sito ufficiale del Museo della Filigrana “Pietro Carlo Bosio”
_Il sito ufficiale del Parco del Beigua

 

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