Monte Sirente, Italy - 9 October 2022 - The landscape summit of Mount Sirente, one of the highest peaks of the Apennines mountain in Abruzzo region, during the autumn foliage. Here in particular with girl hiker.
L’autunno in Abruzzo ha il passo lento delle montagne.
Arriva prima sulle faggete d’alta quota, poi scende lungo i versanti, raggiunge le vallate e infine si affaccia sui borghi e sulle rive dei laghi.
Nel giro di poche settimane il paesaggio cambia volto: il verde dell’estate lascia spazio al giallo, all’arancio e alle tonalità più profonde del rosso e del marrone, mentre i boschi diventano il filo conduttore di un viaggio attraverso l’Appennino.
È soprattutto il faggio a caratterizzare il foliage delle montagne abruzzesi.
Ecco 5 posti bellissimi per godersi l’autunno in Abruzzo, tra montagne e foliage.
A Scanno l’autunno mette in fila tutto quello che l’Abruzzo sa fare meglio: un borgo di montagna che non ha perso la sua forma, un lago a forma di cuore che diventa specchio, boschi che chiudono la valle come una cornice.
Ph: Gettyimages/ValerioMei
È il lago, va detto, a catturare per primo lo sguardo. Le sue rive e i versanti che lo circondano restituiscono il foliage in una prospettiva ampia, quasi teatrale, mentre i sentieri permettono poi di avvicinarsi e perdersi nella vegetazione, foglia per foglia.
L’acqua resta un elemento fisso, un blu che non cede, mentre intorno le montagne scivolano lentamente verso l’ocra e il ruggine: un contrasto che nelle giornate terse diventa quasi stridente, nel senso migliore del termine.
E poi c’è il paese. Scanno non è solo un punto panoramico da cui guardare il foliage, è parte dello stesso racconto: vicoli, case in pietra, un’identità di montagna che si fa ancora sentire, e che in autunno si ritrova immersa in una scenografia completamente diversa da quella, più mite, dell’estate.
_ Scanno sul sito dell’Ente turismo
Se c’è un luogo dove l’autunno abruzzese si gioca il tutto per tutto sul contrasto, è la Camosciara.
Qui la roccia e il bosco si fronteggiano senza mediazioni: pareti calcaree imponenti da una parte, faggete che in ottobre virano su tutte le sfumature del rame dall’altra, con il torrente Scerto a fare da cucitura sonora lungo il fondovalle.
È una valle che si racconta camminando: il sentiero risale tra gli alberi, la vista si apre a tratti sulle rocce, il torrente accompagna il passo con la sua presenza costante, mai invadente.
Ci sono anche delle sorprese botaniche, per chi ha occhio: il pino nero di Villetta Barrea e il pino mugo spezzano la continuità delle faggete, aggiungendo una varietà che altrove, nel Parco, non si trova con la stessa densità.
Ma è nelle settimane più avanzate dell’autunno che la Camosciara dà il meglio di sé, quando il vento comincia a spogliare i rami e il colore, invece di sparire, cambia semplicemente posto: dal bosco scende a terra, e i sentieri si ritrovano coperti da un tappeto continuo che pare non finire mai.
_ Il sito ufficiale della Riserva
Opi è uno dei luoghi da scegliere quando l’obiettivo non è soltanto vedere il foliage, ma camminare dentro un grande bosco autunnale.
Il paese si trova nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e il territorio circostante è caratterizzato da estese foreste di faggio.
Ph: Gettyimages/Buffy1982
Qui il paesaggio cambia soprattutto attraverso il bosco.
I sentieri entrano nella faggeta e la luce arriva filtrata dalle chiome, mentre il terreno si ricopre progressivamente delle foglie cadute.
Il faggio costituisce la specie dominante delle foreste del Parco, ma non è l’unico albero a contribuire alla tavolozza autunnale.
Aceri, cerri, carpini e altre specie si mescolano alle faggete e introducono variazioni di colore che rendono il bosco meno uniforme.
Attorno a Opi, inoltre, il rapporto tra il paese e la montagna è particolarmente evidente. È un luogo da vivere soprattutto a piedi, seguendo i sentieri senza avere necessariamente una meta precisa.
_ Scopri di più su Opi
Ad Anversa degli Abruzzi l’autunno trova uno dei suoi scenari più particolari nelle Gole del Sagittario.
Ph: Gettyimages/francescasciarra
Il paese si affaccia su una valle profondamente incisa dal fiume, dove la vegetazione si sviluppa tra pareti rocciose, versanti boscosi e corsi d’acqua.
La Riserva Naturale Regionale Gole del Sagittario comprende un territorio che sale dai circa 500 metri del fondovalle fino alle quote più elevate, creando ambienti molto diversi tra loro.
Il cambiamento stagionale si manifesta quindi gradualmente: lungo il corso del fiume il bosco assume colori diversi rispetto alle zone più alte e la valle diventa una successione di tonalità calde incastonate nella roccia.
Il foliage si può apprezzare soprattutto percorrendo i sentieri della riserva, dove il paesaggio cambia continuamente.
In alcuni punti il bosco si stringe intorno all’acqua, mentre altrove la vegetazione lascia spazio a scorci più aperti sulle montagne.
_ Anversa degli Abruzzi tra i Borghi più belli d’Italia
A Barrea il foliage incontra l’acqua. Il paese domina infatti il lago omonimo, circondato dalle montagne dell’Alto Sangro, e in autunno il contrasto tra le superfici boschive e lo specchio d’acqua crea uno dei paesaggi più riconoscibili di questa parte dell’Abruzzo.
Ma per entrare davvero nel cuore del foliage bisogna lasciare il lago e salire verso le faggete. Uno dei percorsi più interessanti conduce al Lago Vivo, una conca carsica situata a circa 1.600 metri di quota.
Il sentiero attraversa la faggeta della Valle dell’Inferno e continua attraverso ambienti boschivi fino a raggiungere la conca circondata dalle montagne.
È un’escursione particolarmente adatta a chi vuole vivere il foliage non soltanto come panorama, ma come esperienza di cammino.
Il bosco accompagna gran parte della salita e cambia aspetto con l’altitudine, mentre nei tratti più aperti si aprono vedute sulle montagne e sulle vallate circostanti.
Il Lago Vivo, inoltre, ha un carattere molto particolare perché la sua presenza e le sue dimensioni variano nel corso dell’anno.
In autunno la conca e le faggete circostanti assumono un aspetto completamente diverso da quello della primavera, quando l’acqua raggiunge normalmente il livello maggiore.
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