Valtellina spettacolare foliage d’autunno: 5 passeggiate da favola

Laghi, montagne e foreste che s'infiammano di colori, in autunno la Valtellina regala emozioni a chi ama camminare: ecco 5 passeggiate rilassanti tra panorami unici e indimenticabili

14 ottobre 2026 - 11:00

Valtellina, 5 passeggiate d’autunno panoramiche nel foliage

In Valtellina l’autunno è davvero spettacolare ed è sinonimo di foliage in ogni valle.

La Val Masino, che si apre in Bassa Valtellina, poco oltre il paese di Masino, e si risale fino a Filorera e a San Martino.

La Valmalenco, che si stacca invece a nord di Sondrio, dal ponte del Valdone, e corre per una quindicina di chilometri lungo il torrente Mallero verso il Pizzo Bernina.

Sono valli di roccia chiara e acque fredde, dove il giallo dei larici ha come sfondo il grigio del granito e, più in alto, le prime nevi.

Il momento giusto per visitarle è adesso e nelle settimane successive, fino ai primi di novembre, quando il foliage scende lentamente di quota e le valli si accendono di giallo, oro e ruggine, mentre sulle cime l’autunno lascia già spazio all’inverno.

Ecco 5 passeggiate emozionanti da fare in autunno tra foreste, laghi e montagne della Valtellina.

1 – Lago Lagazzuolo, uno specchio turchese tra i larici

Sopra San Giuseppe, frazione di Chiesa in Valmalenco, il sentiero 321 scende prima alla passerella sul Mallero e poi sale con tornanti ripidi, in una salita breve ma impegnativa.

Dopo circa un’ora e mezza si arriva a un lago di color turchese, a quasi 1900 metri, circondato da larici e abeti che in autunno alternano il giallo al marrone e al verde.

Davanti si vedono la Punta Rosalba, la Cima del Duca e il Monte Braccia, e sul versante opposto le tre cime del Pizzo Tremoggia, del Pizzo Malenco e della Sassa d’Entova.

Sul lago non ci sono rifugi, quindi acqua e cibo vanno portati con sé.

Chi ha gamba può proseguire verso il Bocchel del Cane, a 2548 metri.

_ Utili info sul Lago Lagazzuolo

2 – Alpe Entova, il silenzio delle baite

È la tappa più solitaria, e la più semplice delle tre di Valmalenco.

Si parte dal parcheggio della seggiovia di San Giuseppe, a 1520 metri, e si prende il sentiero 331, segnato con i bolli bianchi e rossi.

Si sale sui prati sul lato occidentale dell’Alpe Braciascia e poi nel bosco fitto, fino all’ampio alpeggio di Entova, a circa 1920 metri.

Le baite sono sparse sul pascolo e il silenzio è quello delle quote medie, lontano dai percorsi più frequentati della valle.

Oltre l’alpeggio il sentiero si innesta a quota 2100 nella Via Alta della Valmalenco, la stessa che sale verso il Rifugio Longoni, a 2450 metri.

Chi vuole spingersi ancora può proseguire lungo la strada sterrata fino all’ex rifugio Entova-Scerscen, a 3000 metri, che si raggiunge in tre o quattro ore da San Giuseppe passando per i Prati della Costa e per Braciascia.

Alle spalle sale la Sassa d’Entova, che supera i 3300 metri, mentre più in basso il Lago d’Entova è uno dei laghi della valle.

Per il ritorno vale la pena fermarsi alle baite e scendere per la strada sul lato orientale di Braciascia, invece che per il sentiero dell’andata.

_ Scopri di più sull’Alpe Entova

3 – Valmalenco, la valle che sale verso il Bernina

La valle si apprezza anche solo percorrendola: da Chiesa in Valmalenco la strada passa per Lanzada e Franscia e sale in meno di venti chilometri fino alla diga di Campo Moro, dove un lago turchese è incorniciato da rocce e larici.

La stessa Chiesa è il punto di partenza per il Lago Palù, raggiungibile con la funivia in una quarantina di minuti o per sentieri più dolci.

Chi preferisce camminare a mezza costa può seguire il Sentiero dei Cervi, il numero 318, che da Primolo traversa i versanti passando per l’Alpe Lagazzuolo.

In alto, i grandi pianori guardano verso il Bernina, mentre dal lato opposto si apre la vista sul Disgrazia.

_ Visita il sito ufficiale della Valmalenco

 

4 – Val di Mello, dove il granito rallenta l’autunno

È la porta della Val Masino, una riserva naturale che si raggiunge da San Martino e che alpinisti e arrampicatori chiamano, non senza ragione, la piccola Yosemite italiana.

Il torrente Mello scorre sul fondo di una valle stretta, chiusa da pareti di granito levigato, tra pozze d’acqua fredda e radure dove l’erba tiene ancora il verde.

L’autunno vi scende lentamente: i boschi cambiano colore con la quota e il fondovalle, più basso, vira più tardi, così il giallo si può inseguire per settimane salendo di un tratto alla volta.

Il sentiero per il Rifugio Rasega è tra i più battuti perché si cammina senza forti pendenze, e per questo funziona bene anche per chi non cerca fatica.

Lungo la valle si incontrano altri rifugi, tra cui il Luna Nascente e il Mello.

Dalla parte alta della valle si diramano itinerari più impegnativi, tra cui quello verso la Val di Zocca e il Rifugio Allievi-Bonacossa.

La valle si può percorrere anche in bicicletta, lungo le piste che la attraversano, e il silenzio dei giorni feriali favorisce chi ama osservare gli uccelli.

Poco distante c’è il Bidet della Contessa, un’ansa di acque color smeraldo che in questa stagione riflette il bosco.

_ Tutto quello che c’è da sapere sulla Val di Mello

5 – Preda Rossa, l’oro dei larici della Valtellina sotto il Disgrazia

Più in alto, sempre in Val Masino, l’altopiano di Preda Rossa sfiora i 2000 metri all’ombra del Monte Disgrazia, che arriva a 3678.

Ci si arriva dalla strada a pedaggio che sale da Filorera, chiusa d’inverno e nei giorni di allerta meteo, e si lascia l’auto al piano a 1950 metri.

Da qui il sentiero entra nel cuore dell’altopiano: attraversa le zone umide su passerelle di legno e segue il torrente Duino, tra grandi massi dalle tonalità rossastre e larici che in autunno si accendono di giallo e arancio.

Chi vuole proseguire può seguire il tracciato verso il Rifugio Ponti, a 2559 metri, con un dislivello di poco superiore ai 600.

Il momento più suggestivo arriva tra fine ottobre e inizio novembre, quando l’oro dei larici raggiunge il suo apice proprio sotto le cime già vestite d’inverno.

_ Preda Rossa sul sito dell’Ente turismo

 

_ Scopri altre idee di viaggio in Italia

Seguici sui nostri canali social!
Instagram – Facebook – Telegram

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Garfagnana bellissima in autunno: 4 borghi tra foliage e sapori

Trekking d’autunno preparare gambe e fiato prima di scegliere la vetta

Trekking d’autunno: 5 mosse per non restare al buio e al freddo