Fenestrelle , Italy- - 31.07.2021: Fenestrelle Fort , the biggest fortification in Europe , famous attaction for tourists in entire world.
C’è un posto in Piemonte che sembra uscito da un racconto più che da un libro di storia.
Una fortezza che si arrampica lungo il fianco di una montagna per oltre tre chilometri, un’opera difensiva di dimensioni straordinarie.
La conoscono in pochi, eppure basterebbe questo dato per farne una delle mete più sorprendenti da scoprire quest’estate.
Si chiama Forte di Fenestrelle, sorge in Val Chisone, e al suo interno nasconde una scala che da sola vale il viaggio.
Il nome trae in inganno, perché il Forte di Fenestrelle non è un edificio singolo ma un intero sistema difensivo, composto da diverse strutture collegate tra loro: il Forte San Carlo, imponente e maestoso, il Forte Tre Denti, incastonato più in basso, e il Forte delle Valli, che chiude la sequenza in quota.
Attorno a questi tre nuclei principali si aggiungono ridotte, polveriere, caserme, cannoniere: un organismo articolato che nel Settecento venne concepito per sorvegliare il confine tra il Regno di Sardegna e la Francia, in un punto strategico del Piemonte dove la Val Chisone si stringe tra le montagne.
Ph: Gettyimages/e55evu
I lavori iniziarono nel 1728 e proseguirono per oltre un secolo, coinvolgendo nei momenti di massimo impegno migliaia di operai, soldati e artigiani.
Il risultato è un complesso che si sviluppa per circa tre chilometri lungo il crinale, con un dislivello che sfiora i 650 metri: una scala di proporzioni quasi assurde, incisa nella roccia e nel bosco, capace di trasformare un’opera militare in un paesaggio a sé.
Ma il vero cuore del Forte, quello che lo rende un unicum in Europa, è la sua scala coperta: quasi 4.000 gradini — per la precisione 3.996 — racchiusi in una galleria che si snoda per circa due chilometri, protetta da mura spesse fino a due metri.
Fu costruita per permettere ai soldati e ai muli di spostarsi tra i vari livelli della fortezza anche durante i lunghi inverni alpini, senza dover uscire all’aperto ed esporsi al gelo e alla neve.
C’è un dettaglio che racconta bene lo spirito del luogo: i gradini erano pensati per il passo dei muli, non per quello umano.
Il risultato è una successione di scalini bassi e irregolari, scomodi da percorrere, tanto che i soldati dell’epoca la ribattezzarono con un soprannome tanto crudo quanto efficace: la “spacca gambe”.
Ph: Gettyimages/Philippe Paternolli
Oggi quella stessa scala, che sale fino a oltre 1.800 metri di quota nel cuore del Parco Naturale Orsiera-Rocciavré in Piemonte, è diventata meta di camminatori, curiosi e persino di gare podistiche che ogni anno mettono alla prova gambe e polmoni di chi decide di percorrerla tutta, dal basso verso l’alto, senza sconti.
Accanto alla scala coperta corre anche la Scala Reale, un percorso esterno di circa tremila gradini realizzato per permettere alle visite ufficiali di ammirare il paesaggio senza dover attraversare i cunicoli interni.
Le due scale, affiancate, raccontano bene le due anime della fortezza: quella militare e nascosta, e quella cerimoniale, pensata per stupire chi arrivava da fuori.
Il Forte di Fenestrelle non ha mai sparato un colpo in battaglia, ma la sua storia è tutt’altro che tranquilla.
Nato come baluardo difensivo, con il passare dei decenni cambiò più volte funzione, fino a diventare carcere: prima penitenziario di stato, poi prigione comune, infine luogo di detenzione militare.
Tra le sue mura sono passati prigionieri di ogni genere, in un susseguirsi di epoche che hanno lasciato tracce ancora leggibili tra le celle e i corridoi.
Dopo la Seconda guerra mondiale il Forte venne progressivamente abbandonato, lasciato in balìa del tempo e delle intemperie.
Per decenni è rimasto un gigante silenzioso, visibile da lontano ma inaccessibile, quasi dimenticato dalla memoria collettiva.
Solo a partire dagli anni Novanta, grazie al lavoro dell’Associazione Progetto San Carlo, sono cominciati i restauri che lo hanno riportato lentamente alla luce, aprendo al pubblico settori sempre più ampi della struttura.
Oggi il Forte è visitabile con percorsi di diversa lunghezza e difficoltà, pensati per chi ha poche ore a disposizione così come per chi vuole affrontare l’intera “Passeggiata Reale”, un’escursione di diverse ore che attraversa quasi per intero il complesso, dalla Piazza d’Armi del Forte San Carlo fino alle quote più alte del Forte delle Valli.
Camminare lungo la Strada dei Cannoni, che costeggia il Forte immersa in una pineta fitta e ombrosa, significa scoprire un aspetto meno noto di questo luogo: non solo pietra e storia militare, ma anche natura, silenzio, panorami che si aprono all’improvviso sulla Val Chisone.
Dall’alto della fortezza lo sguardo spazia sulle montagne circostanti, su un paesaggio alpino che sembra fatto apposta per contrastare la rigidità geometrica delle mura.
È proprio questo contrasto a rendere il Forte di Fenestrelle un luogo così particolare: da un lato l’imponenza quasi spropositata dell’opera umana, dall’altro la natura che negli anni ha ripreso possesso di alcuni tratti della struttura, insinuandosi tra le pietre, addolcendo i profili più severi delle mura.
Ph: Gettyimages/ELENAPHOTOS
Visitarlo oggi significa muoversi tra due epoche insieme: quella dei soldati che percorrevano la scala coperta con passo pesante, cercando riparo dal freddo, e quella dei visitatori che, secoli dopo, salgono gli stessi gradini per curiosità, per sport, o semplicemente per il gusto di scoprire un pezzo di Piemonte che in pochi conoscono davvero.
Il Forte di Fenestrelle non è la classica meta da cartolina. Non ha il mare, non ha i colori accesi di certe località più fotografate.
Ha però qualcosa di raro: la capacità di stupire chi lo scopre per la prima volta, di far percepire fisicamente, gradino dopo gradino, il peso della storia.
Ed è proprio questa combinazione di fatica, bellezza e memoria, a renderlo uno dei luoghi più affascinanti di tutto l’arco alpino italiano.
Anche il borgo di Fenestrelle, ai piedi della fortezza, merita una sosta. Le case in pietra, la piazza raccolta, il fiume Chisone che scorre poco distante compongono un quadro tranquillo, quasi in contrasto con la mole imponente che sovrasta l’abitato da ogni angolo visuale.
Non è raro incontrare, nei mesi estivi, piccoli gruppi di escursionisti che si concedono una pausa prima o dopo la salita, scambiandosi impressioni su quanti gradini siano davvero riusciti a percorrere.
È un paese che vive ancora in simbiosi con il Forte, capace di offrire un punto di partenza comodo e al tempo stesso un motivo in più per fermarsi qualche ora, magari a fine giornata, quando la luce radente accende le mura e le fa sembrare ancora più grandiose.
_ Il sito ufficiale del Forte
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