Abruzzo bellissimo: 6 borghi per rilassarsi d’inverno

Castelli medievali, panorami unici, siti archelogici: visitare i borghi abruzzesi d'inverno significa fare un vero viaggio nel tempo tra natura, storie e tradizioni

28 gennaio 2026 - 8:30

Abruzzo: 6 borghi affascinanti da non perdere d’inverno

L’Abruzzo custodisce un patrimonio di borghi medievali, architetture fortificate, siti archeologici e paesaggi che cambiano rapidamente dalla montagna al mare.

Tra l’Appennino e l’Adriatico si incontrano castelli arroccati, piccoli centri di pietra legati alla transumanza, aree archeologiche e una costa segnata dalla presenza dei celebri trabocchi.

Ecco 6 borghi da non perdere per godersi l’Abruzzo d’inverno.

1 – Santo Stefano di Sessanio, il borgo di pietra

Santo Stefano di Sessanio è uno dei borghi più belli dell’Appennino abruzzese, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a oltre 1.200 metri di quota.

È affascinante, costruito in pietra, con l’impianto medievale ancora leggibile nei vicoli stretti, negli archi e nelle case addossate le une alle altre: una soluzione urbanistica per proteggersi dal vento e dall’inverno di quota.

Il simbolo del borgo è la Torre Medicea, legata al periodo in cui l’area entrò nell’orbita dei Medici e delle attività connesse alla pastorizia e alla lana.

Oggi Santo Stefano di Sessanio è spesso citato come caso riuscito di recupero architettonico: molti interventi hanno rispettato materiali e volumi originari, preservando l’identità del paese.

È anche un’ottima base per esplorare i dintorni: da qui si raggiungono facilmente gli altipiani di Campo Imperatore e diversi percorsi del parco.

Tutto quello che c’è da sapere su Santo Stefano di Sessanio

 

2 – Pescocostanzo, nel cuore della Maiella

Pescocostanzo è un borgo singolare: alle belle case e ai palazzetti rinascimentali si alternano infatti spuntoni di roccia e i resti dell’antico abitato.

Il nome del paese deriva dall’antico toponimo “Pescus Costantii”, comparso per la prima volta nell’XI secolo.

“Pesco” deriva da “pestlùm” e indica appunto il basamento roccioso sul quale ha preso forma l’abitato originario, mentre in merito al Costanzo non ci sono ancora notizie certe.

Sorge nell’area degli altipiani maggiori d’Abruzzo e domina la conca dell’altopiano del Quarto Grande dalle pendici del monte Calvario.

L’esistenza del primo nucleo abitato, che risale a un periodo compreso tra il X e l’XI secolo, è testimoniata da un’iscrizione datata 1066 incisa  su una delle formelle della porta bronzea della basilica di Montecassino.

Si tratta di un borgo legato ancora alle antiche tradizioni del territorio: esprime un antico sapere artigiano declinato nelle attività tradizionali della filigrana, del ferro battuto, dell’intaglio del legno e del merletto.

Si trova nel territorio del Parco della Maiella, perciò si tratta di una base ideale per esplorare le riserve naturali del Quarto di Santa Chiara e del Bosco di Sant’ Antonio, le quali tutelano delle bellissime faggete.

_ Il sito del Parco Nazionale della Maiella

3 – Rocca Calascio, panorami unici 

Rocca Calascio è uno dei borghi più suggestivi dell’Appennino abruzzese, a circa 1.460 metri di quota, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Il piccolo abitato sorge su un crinale che domina l’altopiano di Campo Imperatore e conserva un impianto medievale essenziale, fatto di poche case in pietra, vicoli stretti e spazi aperti che si affacciano su panorami unici.

Il borgo nacque come insediamento a servizio delle attività di transumanza e del sistema difensivo legato alla vicina rocca, ma nel tempo sviluppò una propria identità.

Le abitazioni, costruite con materiali locali e addossate le une alle altre, rispondono a una logica di protezione dal vento e dal freddo, tipica dei centri di alta quota.

Dopo il terremoto del 1703, che colpì duramente l’area, Rocca Calascio fu progressivamente abbandonata, conservando però intatta la sua struttura originaria.

Passeggiare tra le sue case e un’esperienza rilassante.

Poco sopra l’abitato si trova il bellissimo Castello di Rocca Calascio, il simbolo del paese, dal quale si gode di un panorama imperdibile.

_ Tutto quello che c’è da sapere sul Castello di Rocca Calascio

4 – Alba Fucens, terra antica d’Abruzzo

Quello di Alba Fucens è uno dei più importanti siti archeologici di tutto l’Abruzzo: fu scoperto nel lontano 1949 grazie agli scavi compiuti dall’università belga di Lovanio ed è ancora oggi al centro di molte ricerche.

Alba Fucens si trova all’interno del comune di Massa D’Albe, in provincia dell’Aquila, e si tratta di un’antica città romana costruita all’interno di un territorio abitato dagli Equi.

Quello che oggi si può vedere sono i resti di un’intera cittadina composta da spazi pubblici e abitazioni private, e il suggestivo anfiteatro ricavato all’interno di una collina che, tutt’ora, viene utilizzato per concerti ed eventi culturali.

Ma cosa significa “Alba Fucens”?

Il nome “Alba” era piuttosto diffuso tra i latini e il suo significato è duplice: può significare “altura” ma anche “bianco”.

Pare che l’area intorno al centro cittadino fosse ricca di sassi bianchi e che proprio per questo motivo si sia scelta la parola “Alba”.

Ci sono però altre ipotesi che fanno risalire il termine “Alba” all’importante metropoli latina di Alba Longala.

La parola “Fucens”, invece, pare si ricolleghi al vicino lago Fucino che in latino era chiamato “Fucinuse” e che i Marsi, che vivevano sul lato marsicano del lago, identificavano con “Fucentes”.

_Tutto quello che c’è da sapere sul sito archeologico di Alba Fucens

5 – I borghi della Costa dei Trabocchi

La Costa dei Trabocchi è uno dei tratti più caratteristici del litorale abruzzese e si sviluppa lungo la costa teatina, in provincia di Chieti.

Il nome deriva dai trabocchi, antiche strutture in legno simili a palafitte, utilizzate per secoli come macchine da pesca e oggi divenute simbolo identitario di questo tratto di mare.

Ancorati agli scogli e collegati alla terraferma da passerelle, i trabocchi raccontano una cultura marinara unica, adattata a un mare spesso mosso e difficile da affrontare con le imbarcazioni tradizionali.

Secondo alcune ipotesi storiche, l’origine dei trabocchi potrebbe risalire addirittura ai Fenici, mentre altre teorie li collocano in epoca medievale, come soluzione ingegnosa per pescare senza allontanarsi dalla costa.

Oggi ne restano circa una trentina, molti dei quali restaurati e integrati nel paesaggio costiero.

Alcuni sono visitabili, altri ospitano ristoranti, mantenendo comunque la struttura originaria.

Lungo la Costa dei Trabocchi si incontrano anche diversi borghi e centri abitati legati a queste strutture.

Tra i più belli Rocca San Giovanni, borgo arroccato che domina il mare con un centro storico ben conservato.

Fossacesia, nota per l’abbazia di San Giovanni in Venere e per i trabocchi di Punta Rocciosa e Pesce Palombo.

Torino di Sangro, con il trabocco Punta Le Morge e la vicina riserva naturale.

E San Vito Chietino, spesso considerato la culla della tradizione dei trabocchi.

Questo tratto di costa è oggi attraversato dalla Via Verde, una pista ciclopedonale ricavata dall’ex tracciato ferroviario, che consente di esplorare il territorio lentamente, collegando mare, borghi e trabocchi.

_ La mappa delle rete ciclabile della Costa dei Trabocchi

6 – Roccascalegna, storia e natura d’Abruzzo

Roccascalegna è un piccolo borgo della provincia di Chieti, adagiato alle pendici della Maiella.

Il paese si sviluppa lungo un crinale roccioso e conserva un impianto compatto, fatto di case in pietra, vicoli stretti e scalinate che seguono l’andamento naturale del terreno.

La sua dimensione raccolta e la distanza dai grandi centri lo rendono un luogo particolarmente adatto agli appassionati di turismo lento.

Roccascalegna è storicamente legata alla funzione difensiva e agricola del territorio.

Il borgo nacque come insediamento a supporto del sistema di controllo della valle e delle vie di comunicazione, e per secoli ha vissuto di agricoltura e pastorizia.

Sopra il paese domina il Castello di Roccascalegna, che sembra aggrappato alla montagna.

Roccascalegna è anche un buon punto di partenza per esplorare i dintorni della Maiella orientale, tra sentieri, aree naturali e piccoli centri rurali.

_ Il sito ufficiale del castello di Roccascalegna

 

 

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