Overview of Lake Orta with the island of San Giulio
I laghi del Piemonte in primavera sono una meta ideale per rilassarsi.
Le loro rive hanno visto nascere borghi, approdi commerciali, residenze aristocratiche e più tardi località turistiche; hanno accolto comunità religiose, pescatori, industriali, viaggiatori del Grand Tour e villeggianti contemporanei…
Attorno a questi specchi d’acqua si è costruita nei secoli una relazione continua tra natura e presenza umana, fatta di adattamenti, trasformazioni e, in tempi più recenti, di scelte orientate alla tutela ambientale.
Ecco 4 bellissimi laghi piemontesi da visitare in primavera.
Il Lago d’Orta occupa una conca prealpina nel territorio del Cusio e si distingue per una scala più contenuta rispetto al vicino Maggiore, con una superficie di circa 18 chilometri quadrati e una profondità che supera i 140 metri.
La sua forma allungata e le sponde in parte ripide creano un bacino visivamente compatto, dove l’elemento naturale e quello insediativo convivono senza eccessi di urbanizzazione.
Il centro simbolico del lago è l’Isola di San Giulio, piccolo rilievo roccioso che ospita la basilica romanica e un complesso monastico benedettino. L’isola non è solo un’attrazione turistica, ma un fulcro che ha segnato la storia religiosa e culturale dell’area.
Ph: Gettyimages/EmmePi-Nef
Di fronte, il borgo di Orta San Giulio conserva un impianto urbano medievale, con palazzi porticati, ville ottocentesche e una relazione diretta con l’acqua attraverso moli e approdi storici.
Dal punto di vista ambientale il lago ha attraversato una fase critica nel Novecento a causa dell’inquinamento industriale proveniente dal comparto chimico del Cusio, ma è stato oggetto di uno dei più significativi interventi di risanamento ambientale in Italia.
Oggi le acque sono tornate a livelli di qualità elevati e il lago si caratterizza per una fruizione turistica a bassa intensità, orientata alla navigazione leggera, al trekking sui rilievi circostanti e a un turismo culturale non massificato.
_Trekking dal Lago Maggiore al Lago d’Orta
_Una guida completa al Lago d’Orta
Il Lago Maggiore, noto anche come Verbano, è il secondo lago italiano per superficie, con oltre 200 chilometri quadrati, e si estende tra Piemonte, Lombardia e Svizzera.
La porzione piemontese comprende alcuni dei centri più rappresentativi dell’intero bacino, tra cui Stresa, Verbania e Arona, che nel tempo hanno consolidato un ruolo centrale nello sviluppo turistico dell’area.
Qui la scala cambia radicalmente rispetto all’Orta: il lago è lungo oltre 60 chilometri, con una profondità massima di circa 370 metri, e presenta un’articolazione complessa di golfi, insenature e promontori che differenziano nettamente le diverse sponde.
Ph.: Gettyimages/Nicola Colombo
La dimensione transregionale e transfrontaliera ne ha storicamente favorito gli scambi commerciali e culturali, mentre il microclima, mitigato dalla massa d’acqua e dalla protezione dei rilievi prealpini, ha incentivato fin dall’Ottocento l’insediamento di residenze aristocratiche e alberghi di prestigio.
Le ville storiche, spesso circondate da parchi e giardini botanici, testimoniano una lunga tradizione di villeggiatura internazionale.
Elemento inconfondibile sono le Isole Borromee, arcipelago composto da Isola Bella, Isola Madre e Isola dei Pescatori, dove architettura barocca e progettazione paesaggistica si integrano in un sistema monumentale di forte impatto scenografico e storico.
La navigazione pubblica e privata organizza in modo capillare gli spostamenti tra le diverse località e costituisce ancora oggi un’infrastruttura essenziale per la fruizione turistica.
_Il Cammino del Lago Maggiore
_Il sito ufficiale del Lago Maggiore
Il Lago di Viverone si colloca in un contesto completamente diverso, tra la Serra morenica di Ivrea e le colline del Biellese e del Canavese.
Con una superficie di circa 6 chilometri quadrati e una profondità massima intorno ai 50 metri, è un bacino di origine glaciale ma inserito in un paesaggio collinare più dolce rispetto ai laghi prealpini.
La sua identità è fortemente legata all’archeologia.
Sulle sue rive e nei fondali sono stati rinvenuti resti di palafitte preistoriche risalenti all’età del Bronzo.
Oggi questi resti sono riconosciuti come patrimonio di interesse internazionale nell’ambito dei siti palafitticoli alpini.
Questo dato conferisce al lago una dimensione storica di lunga durata, testimoniando una frequentazione umana millenaria.
Ph: Gettyimages/mashiro2004
Dal punto di vista funzionale, Viverone ha sviluppato una vocazione più orientata alla balneazione e agli sport acquatici, grazie anche alla presenza di spiagge e campeggi.
L’ambiente circostante alterna vigneti, aree umide e canneti, che costituiscono habitat rilevanti per l’avifauna.
_ Il Lago di Viverone tra i Luoghi del Cuore FAI
Il Lago di Mergozzo si trova a breve distanza dal Lago Maggiore, ma presenta caratteristiche quasi opposte in termini di scala e pressione antropica.
Con una superficie di poco inferiore ai 2 chilometri quadrati e una profondità che supera gli 80 metri, è uno dei laghi più puliti d’Italia.
Le sue acque sono oggetto di monitoraggi costanti e negli anni hanno mantenuto standard qualitativi elevati, rendendolo un riferimento per la balneabilità in ambito alpino.
In passato era collegato idrologicamente al Maggiore.
L’accumulo dei sedimenti trasportati dal fiume Toce ha progressivamente separato i due bacini, determinando la configurazione attuale.
Ph.: Gettyimages/balenabianca
Oggi Mergozzo costituisce un sistema autonomo, delimitato da versanti montuosi che scendono in modo marcato verso le rive.
E contribuiscono a definire un paesaggio più raccolto e meno urbanizzato rispetto a quello del vicino Verbano.
Il centro principale, Mergozzo, conserva un impianto storico compatto con edifici in pietra, una trama viaria minuta e un lungolago di dimensioni contenute che funge da spazio pubblico centrale.
_Camminare sul Lago di Mergozzo
_ Il Lago di Mergozzo sul sito dell’Ente turismo
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