Tra baie segrete e falesie: le 5 spiagge più belle delle Marche

Dalle spettacolari falesie del Parco San Bartolo alle acque turchesi del Conero, passando per Grottammare e Porto Recanati: un itinerario alla scoperta di cinque spiagge che raccontano tutta la varietà della costa marchigiana

30 luglio 2026 - 8:16

Marche, 5 spiagge bellissime per rilassarsi d’estate

Le Marche hanno spiagge tra le più belle d’Italia.

In poco più di 180 chilometri cambia materiale, colore e carattere più volte, passando dalle falesie a strapiombo del Pesarese alle calette bianche del Conero, fino ai litorali più distesi e familiari del Maceratese.

Tra le tante spiagge che meritano attenzione, ne abbiamo scelte cinque: ecco, dunque, cinque buone ragioni per attraversare la regione da un capo all’altro, per un’estate indimenticabile.

1 – Spiaggia delle Due Sorelle, Riviera del Conero

È l’immagine che quasi tutti associano al mare delle Marche, anche prima di esserci mai stati.

Due speroni di roccia bianca emergono dall’acqua turchese ai piedi del Monte Conero, separati da un breve tratto di mare aperto: le “sorelle” che danno il nome alla baia.

Non ci sono strade che arrivano fin qui: si raggiunge via mare, con le tante imbarcazioni che partono da Numana e Sirolo, oppure a piedi lungo un sentiero ripido che scende dal parco, adatto solo a chi non teme la fatica del ritorno in salita.

Proprio questa difficoltà d’accesso ne ha preservato l’aspetto quasi intatto: niente stabilimenti, niente chioschi, solo ghiaia bianca e un anfiteatro di roccia calcarea che chiude la baia su tre lati.

Chi arriva via terra parte solitamente dal Passo del Lupo, seguendo un tratto di sterrato immerso nella macchia mediterranea che in piena estate offre poca ombra: è consigliabile muoversi presto al mattino, sia per evitare il caldo sia per godersi la baia prima che arrivino le imbarcazioni in gita giornaliera.

Chi sceglie invece la via del mare trova un’acqua che cambia colore nel giro di poche decine di metri, dal turchese chiaro sopra la ghiaia al blu più profondo verso il largo, dove i fondali digradano rapidamente.

Non è una spiaggia pensata per trascorrervi l’intera giornata con comodità: manca l’acqua potabile, mancano i servizi, e il consiglio più ricorrente tra chi la conosce bene è di portare con sé tutto il necessario, compreso un sacchetto per riportare a valle i propri rifiuti.

È un piccolo prezzo da pagare per uno degli scorci più integri dell’intero Adriatico.

_ Tutto quello che c’è da sapere sulla Spiaggia delle Due Sorelle

2 – Spiaggia del Frate, Riviera del Conero

Tra Sirolo e Numana, nascosta sotto le pareti calcaree del Conero, si apre una piccola baia di ghiaia fine che i numanesi continuano a chiamare Sottosanta, più che con il suo nome ufficiale.

La ragione risale all’Ottocento, quando sopra la spiaggia venne allestito il cimitero delle vittime del colera: da lì, appunto, “sotto il camposanto”.

Il nome più diffuso, Spiaggia del Frate, ricorda invece un convento di frati minori che sorgeva sulla sommità della scogliera nel Duecento.

A segnare il paesaggio oggi è il Sasso del Bove, un grande masso bianco che affiora dall’acqua proprio davanti alla riva.

La scogliera protegge la baia rendendo il mare quasi sempre calmo, e i fondali che digradano dolcemente la rendono ideale per lo snorkeling.

Si arriva a piedi da Numana in un quarto d’ora scarso, superando prima la Spiaggiola: un tragitto breve che però basta a lasciarsi alle spalle il chiasso delle spiagge più frequentate.

_ Utili info sulla Spiaggia del Frate

 

3 – Porto Recanati, il salotto sul mare

Chiudiamo con il tratto più disteso e familiare tra i cinque, ai piedi meridionali del Monte Conero.

Porto Recanati, antico borgo di pescatori, alterna un lungomare pedonale animato a otto chilometri di costa che cambiano fisionomia man mano che si percorrono.

A nord, verso Scossicci, la spiaggia si fa più selvaggia e vicina al Conero.

Al centro si apre il tratto più urbano e attrezzato, cuore della vita balneare cittadina; a sud, nella pineta Volpini, gli alberi corrono paralleli al mare creando un microclima fresco anche nei giorni più caldi.

Molte spiagge sono riparate da scogliere naturali che formano piccole piscine calme, ideali per chi viaggia con bambini.

È una località che ha fatto della varietà il proprio tratto distintivo, capace di offrire in pochi chilometri sia il relax organizzato sia tratti di spiaggia libera dove il rapporto con la natura resta diretto.

_ Porto Recanati sul sito dell’Ente turismo

4 – Grottammare, la Riviera delle Palme

Scendendo verso la parte meridionale delle Marche, il paesaggio cambia completamente registro.

Grottammare unisce la spiaggia dorata a un borgo medievale arroccato sulla collina, con il centro storico che si affaccia sul mare da un promontorio e il lungomare, ribattezzato Riviera delle Palme, che si snoda sotto le sue mura.

È una convivenza rara: la parte bassa, moderna e attrezzata, con stabilimenti curati e servizi per tutte le età, e la parte alta, dove i vicoli in pietra portano fino a una terrazza panoramica sull’Adriatico.

Le acque sono pulite, il litorale è sabbioso, e passeggiare tra i due livelli della città, dal mare al borgo, è forse l’esperienza più completa che questo tratto di costa possa offrire.

_ Scopri di più sulla Riviera delle Palme

5 – Parco Naturale del Monte San Bartolo, tra Pesaro e Gabicce Mare

Tra Pesaro e Gabicce Mare la falesia sale fino a circa 160 metri sul livello del mare, un dislivello che non ha quasi eguali lungo l’intero litorale adriatico.

Ai piedi delle pareti calcaree si stende una spiaggia di ciottoli tondeggianti color oro, i cosiddetti “cogoli”, mentre sopra il crinale si apre una campagna profumata di ginestre dove sono tornati a vivere caprioli, tassi e istrici.

Il Parco San Bartolo si racconta meglio camminando che nuotando.

Il sentiero CAI 151 segue il crinale da Pesaro a Gabicce Mare, con diramazioni che scendono verso spiagge isolate e prive di servizi, raggiungibili solo a piedi.

Lungo il percorso si incontrano due borghi sospesi sul mare, Fiorenzuola di Focara e Casteldimezzo, e poco più a monte Gradara, il castello legato alla storia di Paolo e Francesca narrata da Dante.

Da qui parte anche un breve sentiero che scende verso la marina, percorribile in una quindicina di minuti.

Nella direzione opposta il territorio si apre verso il Monte Trebbio, meta più discreta per chi cerca un’escursione nell’entroterra.

Casteldimezzo, pochi chilometri più a nord, ha dimensioni ancora più contenute ma la stessa vocazione panoramica.

L’intero parco, del resto, nasce come compromesso riuscito tra due esigenze opposte: da un lato la fragilità di un ambiente costiero più simile a certi tratti liguri che al resto dell’Adriatico, dall’altro la volontà di renderlo accessibile senza snaturarlo.

Il risultato è una rete di oltre 1.600 ettari che si può attraversare a piedi, in bicicletta o anche a cavallo, con la Via Panoramica che collega i borghi principali e permette di scendere verso spiagge e sentieri senza dover per forza affrontare l’intero crinale.

_ Il sito ufficiale del Parco

 

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