On the border between the provinces of Lecce and Taranto, Punta Prosciutto is a wonderful stretch of Salento coast, part of the Municipality of Porto Cesareo. The coastline of Punta Prosciutto, inside the Nature Park “Palude del Conte e Duna Costiera” and bordered to the north by Torre Colimena and to the South by Torre Lapillo, is a corner of paradise in the heart of Salento. The soft and white sand, surrounded by the thick centuries-old Mediterranean scrub, is lapped by the shallow and crystal clear water: At the top of the dunes of Punta Prosciutto, up to 10-12 metres high, appear wonderful junipers, some of them centuries-old.
Il Salento vive di un contrasto che raramente si esaurisce in una sola immagine.
Chi arriva da nord, attraverso gli uliveti secolari e i muretti a secco dell’entroterra, scopre presto che il mare qui non ha un’unica voce.
Sul versante ionico la costa si distende in arenili ampi e sabbia chiarissima, con fondali che restano bassi per lunghi tratti e un’acqua che sfuma dal turchese allo smeraldo.
Sul versante adriatico il paesaggio si irrigidisce in scogliere, calette nascoste tra la macchia mediterranea e pinete che scendono fino alla battigia.
Ecco cinque spiagge bellissime per rilassarsi.
Pescoluse, nel comune di Ugento, ha conquistato negli anni il soprannome di Maldive del Salento, e chi la visita capisce presto che non si tratta di una semplice trovata pubblicitaria.
Quattro chilometri di sabbia bianchissima si aprono tra dune modellate dal vento e punteggiate di gigli marini selvatici, mentre il mare resta trasparente e basso per decine di metri, quasi immobile nella sua limpidezza.
Ph.: Gettyimages/vololibero
È una spiaggia pensata, per conformazione naturale più che per intervento umano, per chi viaggia con bambini o cerca un ingresso in acqua senza sorprese.
La sua ampiezza, nonostante la fama ormai consolidata, lascia ancora spazio per trovare un angolo più appartato, soprattutto nelle ore lontane dal picco pomeridiano.
Il litorale si divide tra tratti liberi e stabilimenti attrezzati, alternanza che permette di scegliere tra il comfort dei servizi organizzati e la libertà di stendere un asciugamano dove la duna degrada dolcemente verso l’acqua.
Al calare del sole, quando la luce si fa più morbida, le dune assumono tonalità dorate che meritano una passeggiata anche per chi ha già lasciato la spiaggia da ore, magari fermandosi in uno dei chioschi che animano la costa fino a tarda sera.
_ Tutto quello che c’è da sapere su Pescoluse
Punta Prosciutto, tra i territori di Porto Cesareo e Manduria, mantiene un’anima più selvatica rispetto alla vicina Pescoluse.
Le dune secolari, coperte di ginepro e macchia mediterranea, digradano verso un mare che alterna il turchese a striature più intense, segno di fondali meno uniformi rispetto alla piattaforma bassissima che caratterizza altre spiagge ioniche.
Ph.: Gettyimages/DaLiu
Raggiungerla significa attraversare a piedi i sentieri che tagliano le dune, un breve tragitto che agisce quasi da filtro naturale rispetto al traffico delle spiagge più accessibili in auto.
Chi arriva presto al mattino trova ancora un paesaggio quasi incontaminato, con la luce che disegna sull’acqua sfumature diverse a seconda dell’ora.
La vegetazione, protetta da anni di attenzione ambientale, resta uno degli aspetti più preziosi del luogo: percorrendo le passerelle di legno che attraversano le dune si incontrano piante rare come il giglio di mare e la santolina, testimonianza di un ecosistema costiero che altrove lungo la costa pugliese è stato in gran parte compromesso dall’edificazione.
Anche nei mesi di maggiore affluenza, allontanandosi di qualche centinaio di metri dai punti di accesso principali, è ancora possibile ritrovare quel silenzio che ha reso Punta Prosciutto una meta amata da chi cerca il mare senza rinunciare alla natura.
_ Altre info utili su Punta Prosciutto
Baia dei Turchi, poco a nord di Otranto, prende il nome da uno sbarco ottomano cinquecentesco, ma la storia oggi resta sullo sfondo di un luogo che colpisce soprattutto per l’equilibrio tra pineta e mare.
Una fitta distesa di pini d’Aleppo scende quasi fino alla riva, regalando un’ombra naturale rara lungo un tratto di costa adriatica dove altrove domina la roccia scoperta.
La sabbia bianca e l’acqua limpida, unite alla vicinanza al centro storico di Otranto con le sue mura aragonesi e la cattedrale normanna, ne fanno una delle mete più ambite dell’intero litorale adriatico.
Nei mesi centrali dell’estate l’affluenza cresce sensibilmente, ma la baia resta ampia abbastanza da assorbire il flusso senza perdere il proprio carattere.
Il fondale, roccioso in alcuni tratti e sabbioso in altri, regala punti diversi per chi ama nuotare tra le rocce alla ricerca di piccoli anfratti e chi preferisce invece un ingresso più semplice.
Poco distante, il promontorio della Palascìa, punto più orientale d’Italia, offre un ulteriore motivo per prolungare la visita oltre la sola giornata di mare, magari scegliendo il tardo pomeriggio per godersi la luce che filtra tra i pini mentre il caldo si allenta.
_ La Baia tra i Luoghi del Cuore FAI
Torre dell’Orso, tra Melendugno e Otranto, deve parte della sua fama alle due falesie che emergono al largo, note come le Due Sorelle secondo una leggenda locale di amore e trasformazione in scogli.
La baia, dalla caratteristica forma a conchiglia, racchiude una sabbia dorata e fine, mentre il mare passa dal turchese al blu più intenso man mano che ci si allontana dalla riva.
Ph: Gettyimages/Montegia
Alle spalle dell’arenile una pineta offre riparo nelle ore più calde della giornata, e le scogliere laterali regalano punti di osservazione naturali sull’intera baia, particolarmente suggestivi al tramonto quando la luce radente accende le rocce di toni caldi.
Le due falesie, raggiungibili a nuoto per i più allenati o semplicemente ammirabili dalla riva, restano il simbolo più fotografato della zona, ma la baia offre anche altri angoli meno noti: verso l’estremità meridionale, la costa si fa più rocciosa e offre scorci più appartati, mentre il piccolo borgo di Torre Sant’Andrea, poco più a nord, con i suoi faraglioni e le sue grotte marine, completa naturalmente una giornata iniziata sulla spiaggia principale.
_ Sfoglia la scheda sul sito del FAI
Porto Selvaggio, tra Nardò e Santa Caterina, si distingue dalle altre per la sua natura di parco regionale prima ancora che di spiaggia in senso stretto.
Una pineta di pini d’Aleppo scende fino a una baia rocciosa incassata tra pareti calcaree, raggiungibile esclusivamente a piedi attraverso sentieri che attraversano macchia mediterranea e i resti di antiche torri costiere di avvistamento.
Ph: Gettyimages/lucamato
L’assenza di stabilimenti balneari e i limiti imposti all’accesso hanno preservato un paesaggio che altrove sulla costa salentina è ormai diventato raro.
È una meta che richiede più impegno delle altre, ma che restituisce in cambio un silenzio e un’integrità ambientale difficili da trovare altrove in stagione.
Il parco, istituito per proteggere uno degli ultimi tratti di costa realmente selvaggia della zona, ospita anche il vicino lago Alimini e sentieri naturalistici che si prestano a un’escursione ben oltre la semplice giornata al mare.
La torre dell’Alto, che domina la baia dall’alto di uno sperone roccioso, resta il punto panoramico più suggestivo per osservare l’insenatura dall’alto, con l’acqua che nelle giornate più limpide rivela ogni sfumatura del fondale sottostante.
_ Il sito del Parco Naturale di Porto Selvaggio
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