Fotografare in montagna: reflex o mirrorless?

18 marzo 2020 - 13:10

Se la fotocamera è uno strumento per ottenere delle immagini, ad oggi, oltre alle compatte, alle bridge, alle telemetro e alle reflex, si sono aggiunti gli smartphone e, soprattutto, le mirrorless.

I pro e i contro per aiutare nella scelta tra reflex e mirrorless

Tralasciando l’argomento foto – cellulare, mi soffermo sul sempre più atroce dubbio di foto-escursionisti, trekker e alpinisti: REFLEX o MIRRORLESS?

Ovviamente non si tratta di un test tecnico e analitico, ma di alcuni ragionamenti più personali, maturati in esperienze decennali, per la reflex, e recentissime per le mirrorless.

Personalmente, da diversi anni, sono abituato a scattare con la reflex, un pesante corredo Nikon, comprensivo di tutto ciò che serve per ogni genere fotografico, dal paesaggio, alla macro, alla foto panoramica, agli scatti di animali.

Ovviamente le varie ottiche vengono selezionate di volta in volta, a seconda del genere fotografico da affrontare.

Personalmente ritengo che la reflex rimanga lo strumento fotografico d’elezione, il migliore e il più versatile per chi scatta in montagna o in natura.

Le Mirrorless (conosciute anche come Evil, acronimo di Electronic Viewfinder Interchangeable Lens, mirino elettronico obiettivo intercambiabile), soprattutto alcune, sono macchine fotografiche di qualità, molto più leggere e poco ingombranti, per la maggior parte, dotate di ottiche intercambiabili. Muovendosi in montagna, magari per escursioni o ascensioni impegnative, il minor peso, sicuramente, può fare la differenza.

Una reflex professionale può pesare tranquillamente anche 1,5 kg, solo corpo. In media, possiamo dire che il peso di una fotocamera con sensore di formato FX (circa 36 x 24 mm, maggiore rispetto al formato 24 x 16 mm delle DX) sia di circa 800/900 grammi, ai quali si devono, ovviamente, aggiungere peso e ingombro delle ottiche.

Una mirrorless, di qualità e già di per sé “pesante”, come la mia Fuji X E 1, pesa circa 350 grammi, solo corpo, per un ingombro di 129 x 75 x 38 mm.

Si deve poi aggiungere il peso delle ottiche, ma il concetto di base non cambia: ovvero leggerezza e maneggevolezza rimangono la caratteristica migliore di queste fotocamere. Tra l’altro il sensore Fuji è decisamente grande, ovvero è un formato DX, come quello delle reflex aps-c.

Durante un lungo trekking, come AsinarLeAlpi 2013, 160 km a piedi con gli asini dal Bianco al Rosa, una mirrorless, leggera, ma performante, sarebbe stata una scelta interessante.

Esistono anche mirrorless più leggere, ma hanno un sensore rispettivamente più piccolo, a volte troppo piccolo affinché possano reggere il confronto con una reflex.

Ovvio, invece, che confrontando sensori delle stesse dimensioni di fotocamere di segmento simile, dal punto di vista qualitativo, il risultato è simile, o meglio non dipende certo dalla presenza dello specchio o meno (non parliamo di test di laboratorio).

Il mirino, a mio avviso, rimane ancora notevolmente ad appannaggio della reflex, ove lo specchio, vince ancora sul mirino elettronico. È più chiaro, luminoso e nitido.

È anche vero che i modelli più recenti di mirrorless sono migliorati parecchio anche da questo punto di vista, soprattutto nella resa in esterni e in controluce, quando i primi soffrivano un po’ in queste condizioni.

In definitiva, confrontando mirrorless di qualità, con reflex di qualità, prodotte negli stessi anni, con sensore delle stesse dimensioni e con ottiche valide, diventa veramente difficile, quasi impossibile, notare differenze dal punto di vista prettamente qualitativo, per lo meno per quello che riguarda l’immagine in sé stessa.

Notevoli sono, invece, le differenze di impostazione, il peso e l’ingombro e l’uso che si intende fare della fotocamera, magari valutando anche il tempo che si intende dedicare alla fotografia, durante un’escursione.

Per una scalata o un trekking impegnativo, potersi muovere più agevolmente diviene un vantaggio determinante, o quasi.

Per ambiti della fotografia più specialistici, come la macro, gli animali o comunque per tutte le sessioni fotografiche ove la parte dedicata all’immagine è preminente rispetto all’escursione, la reflex rimane lo strumento più versatile.

Anelli adattatori

Quasi tutte le mirrorless possono utilizzare anche ottiche originariamente dedicate alle reflex, tramite appositi anelli adattatori. Ne esistono di vari modelli e costi, in grado di mantenere più o meno automatismi.

È opportuno prestare attenzione, però, al fattore peso e ingombro: montare un 80 – 200 f 2,8 da 1,5 kg su una mirrorless significa perdere una delle caratteristiche basilari della fotocamera, ovvero quella della leggerezza e della trasportabilità.

È anche possibile che si creino problemi di sbilanciamento, tra ottica e corpo macchina. Come sempre, in fotografia, non esiste una risposta univoca, ma è necessario ragionare e scegliere a seconda delle situazioni.

Testo di Cesare Re / Seguilo sul blog:

Fotografare in Montagna

 

Un moltiplicatore di focale 2 x per Fuji

A dimostrazione che Fuji crede nell’utilizzo delle mirrorless per tutti i campi della fotografia, ecco il nuovo moltiplicatore di focale 2x, siglato “XF2X TC WR”.

L’accessorio mantiene la stabilizzazione e l’autofocus con ottiche luminose, come con il 50 – 140 2,8. Con il superzoom 100 – 400 4,5 / 5,6, invece, funziona in messa a fuoco automatica, solo con l’autofocus a contrasto.

 

Samyang e le ottiche Autofocus

Il noto produttore di ottiche universali ha puntato su obiettivi particolari, come 14 mm, 24 mm decentrabile, ottiche macro, a prezzi concorrenziali. Oggi, alla qualità ottica, aggiunge la presenza dell’autofocus, una caratteristica certo non da poco. Samyang ha presentato, infatti, le sue prime ottiche AF, con innesto E, per le Sony A7. Si tratta di un 50 mm 1,4 e di un 14 mm 2,8, entrambi per full frame, entrambi in metallo.

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