Padua, Italy - Apr 28, 2018: Facade of the Basilica of Saint Anthony, iconic landmark and sightseeing in Padua, Italy. It's one of the eight international shrines recognized by the Holy See
Ci sono cammini che nascono per unire luoghi, e altri che raccontano una storia.
Il Cammino di Sant’Antonio appartiene a entrambe le categorie.
È un lungo itinerario di pellegrinaggio che collega alcuni dei luoghi più significativi della vita del Santo di Padova, attraversando Veneto, Emilia-Romagna e Toscana tra città d’arte, campagne, borghi medievali, colline e foreste appenniniche.
Percorribile sia a piedi sia in mountain bike, rappresenta oggi uno dei principali cammini spirituali italiani.
Ph: Gettyimages/Gim42
Ogni anno viene scelto da pellegrini, escursionisti e viaggiatori che desiderano vivere un’esperienza lenta, seguendo le tracce di uno dei santi più amati della tradizione cristiana.
L’itinerario nasce con l’obiettivo di collegare i principali luoghi antoniani italiani, seguendo idealmente gli spostamenti compiuti da Sant’Antonio durante gli anni trascorsi nella penisola.
Il progetto del tracciato storico è stato sviluppato nel 2010 grazie all’iniziativa dei Frati Minori Conventuali, con l’intento di creare un percorso continuo tra i luoghi maggiormente legati alla figura del Santo.
Negli anni successivi il cammino è stato progressivamente ampliato fino a costituire una vera rete di itinerari antoniani.
Ph: ilcamminodisantantonio.org
Il percorso principale collega infatti:
Successivamente il progetto è cresciuto ulteriormente con nuovi collegamenti.
Nel 2021 è stato inaugurato il tratto tra Gemona del Friuli e Padova, che unisce la città friulana — dove sorge una delle più antiche chiese dedicate a Sant’Antonio — alla città che conserva la sua tomba.
Nel 2022 sono stati aperti altri due segmenti, tra Cassino e Rieti e tra Rieti e La Verna, integrando il percorso con il Cammino di San Benedetto e con gli itinerari francescani.
A questi si è aggiunto anche il progetto del Cammino di Anzino, in Piemonte.
Il Cammino di Sant’Antonio può essere affrontato in entrambe le direzioni.
L’itinerario classico tra il Santuario de La Verna e Padova misura circa 408 chilometri, suddivisi in 21 tappe, mentre includendo anche il tratto iniziale verso Camposampiero si raggiungono 431 chilometri distribuiti in 22 tappe.
Esistono inoltre alcune varianti che permettono di ampliare ulteriormente il viaggio:
Il percorso è interamente tracciato con file GPX costantemente aggiornati e la manutenzione dell’itinerario prosegue regolarmente, con verifiche periodiche della segnaletica e delle tracce GPS.
La prima tappa del percorso ha un significato particolarmente intenso.
Si tratta del cosiddetto “Ultimo Cammino”, un itinerario di circa 23,5 chilometri che collega i Santuari Antoniani di Camposampiero con la Basilica del Santo a Padova, passando attraverso il Santuario dell’Arcella.
Questo tratto ripercorre simbolicamente il viaggio compiuto da Sant’Antonio il 13 giugno 1231, quando, ormai gravemente malato, lasciò Camposampiero nel tentativo di raggiungere Padova.
Morì però all’Arcella prima di arrivare alla città, lasciando un’eredità spirituale destinata a diffondersi in tutto il mondo.
Ancora oggi molti pellegrini scelgono di percorrere almeno questa tappa, anche come esperienza di una sola giornata.
Dopo Padova il cammino attraversa inizialmente la grande pianura veneta.
Ph: Gettyimages/rparys
Le prime giornate conducono verso Monselice, Rovigo, Polesella e Ferrara, seguendo un territorio caratterizzato da argini fluviali, campagne coltivate e centri storici ricchi di testimonianze artistiche.
Successivamente si raggiunge Bologna, importante crocevia della storia francescana e punto di passaggio verso l’Appennino.
Da qui il paesaggio cambia progressivamente. Le colline emiliane lasciano spazio ai boschi, ai sentieri e ai piccoli borghi della Romagna, con località come Settefonti, Tossignano, Modigliana, Dovadola, Rocca San Casciano e Portico di Romagna.
Uno dei luoghi più significativi dell’intero itinerario è Montepaolo, dove Antonio trascorse circa un anno in raccoglimento, dedicandosi alla preghiera e ai lavori quotidiani prima che venissero riconosciute le sue straordinarie capacità di predicatore.
L’ultima parte del cammino attraversa alcuni degli ambienti naturali più suggestivi dell’Appennino tosco-romagnolo, toccando San Benedetto in Alpe, Castagno d’Andrea, Camaldoli e infine il Santuario de La Verna.
Se il tratto di pianura è caratterizzato dalla presenza di numerosi centri abitati e servizi, la seconda metà del Cammino assume un volto decisamente più escursionistico.
Tra Bologna e La Verna si percorrono circa 109 chilometri immersi nei parchi naturali, attraversando boschi di faggio, crinali, vallate e foreste tra Emilia-Romagna e Toscana.
Qui il ritmo rallenta inevitabilmente e il paesaggio diventa parte integrante dell’esperienza.
I dislivelli aumentano, i sentieri si fanno più montani e il cammino assume caratteristiche molto vicine a quelle di un trekking di più giorni.
Sebbene il Santuario della Verna sia indissolubilmente legato a san Francesco, questo luogo occupa un posto significativo anche nella tradizione antoniana.
Antonio, nato a Lisbona nel 1195, conobbe san Francesco ad Assisi durante il Capitolo Generale dell’Ordine francescano del 1221 e ne condivise gli ideali e la missione.
Le fonti documentano un soggiorno alla Verna nel 1230, quando, tornando da Roma verso Padova, si fermò per un breve periodo in questo monte tanto caro al fondatore dell’Ordine, canonizzato appena due anni prima.
Ancora oggi il Santuario conserva il ricordo del suo passaggio: una cappella dedicata a Sant’Antonio, situata nelle vicinanze della Cappella delle Stimmate, e una tela seicentesca custodita nella Basilica testimoniano il profondo legame spirituale che unisce il Santo portoghese a questo luogo francescano.
Anche il logo del Cammino racchiude un significato profondo.
L’elemento principale è una particolare croce ghiandata, ispirata allo stemma della famiglia Buglione, il casato nobiliare da cui proveniva Sant’Antonio.
Le dodici ghiande che decorano la croce richiamano le origini aristocratiche del Santo, ma assumono un nuovo significato: rappresentano il nutrimento spirituale e il cammino di fede che sostituisce gli ideali cavallereschi ai quali Antonio aveva rinunciato scegliendo la vita religiosa.
Sulla croce compare anche il simbolo del giglio, tradizionalmente associato a Sant’Antonio.
Esso richiama la purezza, la fedeltà al Vangelo e la vittoria del bene sul male. Non a caso il Santo viene spesso raffigurato con questo fiore.
Pur mantenendo una forte identità spirituale, il Cammino di Sant’Antonio viene percorso oggi anche da chi non affronta il viaggio per motivi religiosi.
Molti scelgono questo itinerario per rallentare i ritmi quotidiani, vivere diversi giorni immersi nella natura, attraversare territori poco conosciuti o semplicemente sperimentare il piacere del viaggio a piedi.
La varietà dei paesaggi costituisce uno dei suoi punti di forza: in poche settimane si passa dalle grandi pianure del Veneto agli argini del Po, dalle città storiche dell’Emilia ai calanchi romagnoli, fino alle foreste del Casentino e ai boschi secolari che circondano La Verna.
È un percorso che alterna cultura, storia, spiritualità e natura, offrendo un’esperienza molto diversa da quella di altri grandi cammini italiani.
_Il sito ufficiale del Cammino
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