Trekking: come curarsi in modo naturale

19 marzo 2020 - 12:00

I nostri lettori sanno bene, per esperienza personale e per le nostre parole, che il trekking e l’escursionismo sono attività che possono portare con se qualche piccolo rischio.

Per questa ragione abbiamo sempre consigliato di portare nello zaino un kit di pronto soccorso, che possa essere immediatamente raggiungibile nello zaino.

Chi non ha mai letto i nostri articoli in cui parliamo dei diversi rischi dell’outdoor non si preoccupi troppo, nella maggioranza questi si concretizzano in qualche abrasione, piccolo taglio oppure lieve storta.

Per quanto però possano essere di lieve entità, anche questi intoppi possono rovinare una giornata nella natura, tanto attesa e preparata, per questo è bene non farsi mai trovare impreparati.

Una cassettina del pronto soccorso opportunamente preparata potrebbe evitare l’intervento del soccorso alpino o la necessità di fare ritorno al rifugio  o al paese per ottenere la necessaria assistenza.

Quando abbiamo parlato del kit di primo soccorso, essendo il nostro primo articolo dedicato a questo tema, abbiamo voluto specificare bene tutto quello che al suo interno non può mancare, dai classi cerotti, fino alle pinzette, passando per garze e disinfettanti, oltre a molto altro ancora.

Ora invece parleremo di alcuni elementi naturali che possono trovare posto al suo interno e che potrebbero essere molto utili in alcune situazioni di “emergenza”, vediamo quali sono:

1) Olio di arnica, per strappi e contusioni

In un’attività intensa quale il trekking, in particolare quando si è meno allenati, può spesso capitare di procurarsi qualche contrattura o strappo muscolare nel corso del cammino, per cercare di dare immediato sollievo alla parte interessata un ottimo rimedio è massaggiarla l’olio di arnica.

Questo olio contiene flavonoidi, triterpeni, lattoni sesquiterpenici e olio essenziale che conferiscono a questa sostanza naturale ottime proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche e stimolanti la circolazione.

È consigliato anche per ridurre il dolore dovuto a traumi e urti favorendo il riassorbimento dei lividi, ematomi , ecchimosi ed edemi e riducendo rapidamente il gonfiore e il dolore.

 

2) Rescue Remedy: Calmante naturale in situazioni di tensione

Lo abbiamo ripetuto in tutte le salse, il trekking è un’attività fantastica perché permette conoscere il mondo circostante da una prospettiva unica, ma può anche essere fonte di agitazione e stress.

Immaginiamo di aver deciso di intraprendere un cammino di più giorni, di attraversare una zona particolarmente selvaggia ed incontaminata.

Tutto molto bello, non fosse per un improvviso temporale in avvicinamento carico di fulmini e acqua, che ci obbliga a trovare in fretta e furia un riparo di fortuna.

Ecco che siamo assaliti da ansia ed agitazioni, che faticheranno a svanire anche una volta individuato un rifugio sicuro.

Questi due “sintomi” sono certamente pessimi compagni di viaggio, soprattutto quando si deve passare una notte all’aperto con poche ore di sonno per recuperare le energie.

Ecco che in queste circostanze può essere utile una soluzione di  cinque fiori da utilizzare proprio in momenti ne quali è necessario ritrovare calma e serenità.

Ed ecco il  rescue remedy, una preparato floreale (unico nel sistema Bach composto da 38 essenze) utilizzata per il pronto soccorso proprio in situazioni come quella descritta nelle quali si è in preda a paura e agitazione.
Si compone di 5 fiori:

_ Clematis: Scongiura la perdita di conoscenza e aiuta a mantenere il contatto con la realtà.
_ Cherry Plum: Aiuta a mantenere il controllo viene utilizzata tutte le volte in cui si teme di perdere il controllo.
_ Star of Bethlehem: Il fiore che aiuta a superare ogni genere di trauma, passato o presente, fisico o mentale.
_ Rock Rose: È indicato per tutti i momenti in cui ci si lascia assalire dal terrore e dal panico.
_ Impatiens:  è un’essenza che aiuta a mantenere la calma e a recuperare un po’ di sangue freddo.

3) Carbone vegetale

Il carbone vegetale è usato da molti per combattere disturbi provocati dal gonfiore e dalla tensione addominale. Molti però dimenticano che l’alimentazione durante il trekking, spesso disidrata e non è troppo bilanciata, può provocare questi fastidiosi sintomi. È quindi sempre utile averlo dentro lo zaino.

4) Argilla verde ventilata

Veniamo alla classica ferita dovuta ad una caduta oppure all’urto con qualche arbusto, in questo caso si può intervenire applicando dell’argilla verde ventilata sulla ferita che, oltre ad essere disinfettante e battericida, è ottima nella cicatrizzazione delle ferite e nel lenimento di gonfiori, è necessario applicarla asciutta sulle ferite o sulle piaghe.

5) Tintura madre di propoli

La più famosa propoli, potente cicatrizzante, come l’argilla e quindi adatta a curare piccole ferite che si posso riportare durante l’escursione. Inoltre, a differenza sempre dell’argilla, può essere usata per curare infiammazioni e afte alla bocca grazie al suo potere disinfettante.

Ottima anche in caso di raffreddori e mal di gola, un vero e proprio antibiotico naturale che non può mancare nello zaino dell’escursionista, specie se il trekking intrapreso dura più giorni.

 

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