In bici da Fiavé a Monte Misone

20 ottobre 2018 - 13:04

Agli albori della civiltà europea, quando le popolazioni iniziarono a dedicarsi all’agricoltura e a divenire stanziali, nacque un particolare modello di abitazione, letteralmente costruito sulle rive di fiumi e laghi, di cui ancora oggi conserviamo preziose tracce.

Il Neolitico è noto principalmente per gli straordinari progressi umani nella tecnica di lavorazione della pietra, ma l’elemento che più di ogni altro lo caratterizzò è in verità un’autentica rivoluzione sociale: con l’avvento dell’agricoltura, infatti, le popolazioni un tempo nomadi cominciano per la prima volta a condurre uno stile di vita legato ad un unico territorio.

L’itinerario congiunge Fiavè con l’omonimo “biotopo”, area protetta di circa 80 ettari di torbiere dove sono stati rinvenuti resti di un antico villaggio palafitticolo tutelato dall’UNESCO, e con il rifugio monte Misone, che offre panorami suggestivi. Descrizione: dalla piazza della chiesa di Fiavè si comincia a pedalare in direzione Bleggio, e dopo meno di un chilometro si svolta a sinistra in direzione Cornelle. Al primo bivio, prima dell’abitato, si svolta ancora a sinistra e si fiancheggiano delle stalle. Dopo un tratto sterrato all’interno del bosco si fiancheggia sulla sinistra la torbiera. Dopo 3 chilometri dalla partenza si imbocca la provinciale, svoltando a sinistra verso il campo sportivo; dopo averlo superato si gira a destra verso Campo Tamburello, e inizia la salita verso il rifugio Monte Misone. Seguire la strada principale evitando deviazioni, fino al segnavia per Fiavè-malga Tenno. Si affronta l’ultimo tratto, più ripido, fino al rifugio. Al ritorno si chiude un cerchio, affrontando un breve tratto in salita fino a raggiungere una stradina ripida sulla destra, con segnaletica per Favrio. Seguire sempre queste indicazioni, facendo attenzione ad alcuni tratti molto ripidi. Al bivio con la strada comunale svoltare a sinistra in direzione Fiavè per chiudere il percorso ad anello.

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