Capri: percorso tra faraglioni e terrazze del paradiso

Alla scoperta dell'Isola di Capri. L'Itinerario alla scoperta dell'isola prende avvio dalla Piazzetta di Capri, fulcro dell’intensa vita mondana dell’isola.

22 maggio 2020 - 13:25

Si prende per Via Fuorlovado in direzione della zona orientale dell’abitato fino ad incontrare una deviazione: l’itinerario prosegue a destra, in basso, lungo Via Giuliani attraverso giardini terrazzati con orti ricavati in spazi ristretti entro cui domina specie arboree di ogni genere.

Si scende ancora fino a raggiungere un successivo incrocio: ignorando le tracce di destra e di sinistra l’itinerario prosegue in avanti lungo una stradina secondaria (Via Tuoro) che in pochi minuti conduce a una splendida balconata panoramica (162 m) con balaustra in legno che prospetta a picco sui celeberrimi Faraglioni; qui il viottolo termina e tramuta il suo percorso in sentiero.

Tra rocce calcaree e bassa vegetazione arbustiva si volge a sinistra lungo tornanti che cingono l’orlo di precipizi; resti di mura medioevali con archetti a sesto acuto prospettano sulla baia di Tragara.

Il sentiero costeggia la pineta di monte Tuoro e passa accanto a recinti che nascondono ville private alla vista dei passanti. L

a pista piega a destra e raggiunge, tra una vegetazione di ginestre e di asfodeli, il viottolo che porta al monte Tuoro; una breve salita (ricolma di muschio scivoloso!) conduce davanti all’ex Osservatorio Meteorologico Militare (261 m). qui, alla sinistra del cancello, un breve sentiero attraversa la “Pineta delle Noci” e porta a un primo belvedere (216 m) con panorami sulla Grotta di Matermània e sull’Arco Naturale, tra le principali gemme paesaggistiche dell’isola.

Tornando indietro per breve tratto si perviene al bivio su Via Matermània.

Volgendo a destra si lasciano le ultime case fino a raggiungere un caratteristico ristoro (località Matermània) ricavato nella roccia con terrazze sospese nel vuoto a ridosso di un bivio: proseguendo a sinistra si raggiunge lo spettacolare Arco Naturale.

Dal bivio l’itinerario prosegue a destra scendendo per una infinita serie di scale attraverso la lecceta di Dentecala da cui si scorgono le insenature che nascondono gli ingressi di grotte che s’aprono direttamente sul mare; sotto compare la bianca scogliera di Matermanìa.

L’impervia discesa termina alla Grotta di Matermània, al cui interno sono i resti di un antico luogo di culto d’epoca romana. Dalla grotta il sentiero si addolcisce e lascia intravedere, verso sud, il promontorio di Punta Masullo.

Tra le numerose infiorescenze della scogliera si riconoscono il mirto, il lentisco, il rosmarino, l’elicriso, il ginepro, l’asfodelo, l’agave, il cisto e la ginestra.

La macchia alta, invece, viene dominata dal leccio e dal corbezzolo con la presenza del pino d’Aleppo; giù in basso, a sinistra, la bella insenatura di Cala del Fico viene dominata da Punta Masullo sulla cui rupe sorge la singolare villa del poeta Curzio Malaparte.

Poche decine di metri e il sentiero termina su Via Pizzolungo (dinanzi a una scala in pietra di antica memoria).

Sulla destra compare la “guglia” di Pizzolungo su cui nidificano i gabbiani, mentre a sinistra un belvedere sembra quasi far toccare con mano uno tra i paesaggi naturali unici al mondo: la baia di Tragara, che fa da scenografia alle spettacolari guglie rocciose dei “Figli delle Onde”, gli enormi monoliti calcarei dello Scoglio del Monacone (32 m) e dei Faraglioni di Terra (109 m), di Mezzo (o Stella – 81 m) e di Fuori (o Scopolo – 104 m).

Lo scenario dominante ora è la parte meridionale dell’isola. Risalendo per Via Tragara si giunge allo splendido balcone panoramico (150 m) di Tragara dominato dalla baia di Marina Piccola; sullo sfondo, verso ponente, precipita la muraglia di Ventroso che divide il cielo (con l’erta mole di monte Solaro), dal mare (con la scogliera di Punta Ventroso).

Risalendo ancora si perviene a Via Camerelle e, volgendo a destra, su Via V. Emanuele costellata da negozi e botteghe ove riaffiorano i trambusti della mondanità caprese tra vociari multietnici e sfarzose vetrine griffate fino a portarsi, nuovamente, nel catino della Piazzetta, passando per l’arco adiacente la Parrocchiale di S. Stefano.

 

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