Trekking in Sardegna: i percorsi che devi fare almeno una volta nella vita

Non solo mare. La Sardegna nasconde un entroterra selvaggio, gole millenarie e villaggi nuragici dimenticati tra i boschi. Metti gli scarponi e scopri l'isola che i bagnanti non vedono mai

6 agosto 2026 - 17:00

Quando pensi alla Sardegna, probabilmente la prima immagine che ti viene in mente è quella di un mare turchese, una spiaggia bianca, forse un aperitivo al tramonto.

È giusto così il mare sardo è tra i più belli del Mediterraneo e non ha bisogno di presentazioni.

Ma se ti fermi solo sulla costa, stai vedendo solo metà dell’isola. Forse meno.

La Sardegna vera — quella che ti entra dentro e non ti lascia più — è quella che si raggiunge a piedi, lungo sentieri che attraversano gole di roccia calcarea, boschi di lecci e querce, altopiani ventosi dove il silenzio è così profondo da sembrare irreale.

È un’isola che premia chi cammina, che regala paesaggi e storie a chi è disposto a guadagnarseli.

Come organizzare il tuo trekking in Sardegna

La Sardegna non è una destinazione dove improvvisare il trekking, soprattutto nei percorsi più impegnativi come Gorroppu e Tiscali. Ecco cosa devi sapere prima di partire.

Le scarpe giuste fanno la differenza. Scordati i sandali e le sneakers da città: i sentieri sardi sono spesso rocciosi, irregolari e scivolosi.

Una buona scarpa da trekking con suola in Vibram e supporto alla caviglia non è un optional.

L’acqua è tutto. Nelle stagioni calde, la disidratazione sui sentieri può essere pericolosa. Porta sempre almeno due litri a testa, di più se le temperature sono elevate. Le fontane lungo i percorsi non sono garantite.

Parti sempre la mattina presto. Il caldo sardo nelle ore centrali del pomeriggio può rendere un sentiero bello un sentiero pericoloso.

Le partenze all’alba — o al massimo alle sette — ti garantiscono le ore migliori della giornata e ti permettono di rientrare prima del caldo estremo.

Affidati a una guida per i percorsi impegnativi.

Gorroppu e Tiscali, in particolare, sono sentieri dove perdersi è più facile di quanto sembri. Una guida locale conosce il territorio, le varianti, i punti critici e spesso trasforma un’escursione in un’esperienza molto più ricca.

Se vuoi esplorare questi e altri percorsi con accompagnamento esperto, dai un’occhiata alle escursioni trekking in Sardegna: trovi itinerari guidati pensati per chi vuole scoprire l’isola a piedi, con tutta la sicurezza e la profondità di chi il territorio lo conosce davvero.

Ecco i percorsi che devi assolutamente fare.

Gorroppu: scendi nella gola più profonda d’Europa

Se c’è un luogo in Sardegna che ti toglie il fiato prima ancora di iniziare a camminare, è la Gola di Gorroppu.

Pareti calcaree che si alzano fino a quattrocento metri, un torrente che scorre sul fondo tra massi enormi, un silenzio che ha la consistenza della pietra.

Stai guardando una delle canyon più spettacolari d’Europa e per arrivarci devi camminare.

Il punto di partenza è Orosei, e il percorso richiede circa 8 ore tra andata e ritorno.

Non è una passeggiata: il sentiero è impegnativo, il terreno è irregolare, e all’interno della gola si cammina su massi che richiedono attenzione e buone scarpe. Ma ogni metro di fatica viene ripagato con una visuale che non trovi da nessun’altra parte.

La stagione migliore per affrontare Gorroppu è primavera e inizio autunno: d’estate il caldo all’interno della gola può essere estremo, e il torrente a volte si prosciuga privando il paesaggio di parte della sua magia.

Porta acqua abbondante, snack energetici e inizia presto la mattina.

È uno di quei posti che, una volta che ci sei stato, diventa il metro di paragone per tutto il resto.

Tiscali: cammina fino al villaggio nuragico nascosto nella montagna

Immagina un villaggio costruito all’interno di una dolina — una cavità naturale nella roccia, aperta verso il cielo — nascosto tra i monti del Supramonte così bene da essere rimasto segreto per secoli.

Tiscali è esattamente questo: un insediamento nuragico che i tuoi antenati costruirono in un posto dove nessuno avrebbe pensato di cercarli.

Il trekking parte da Su Gologone, vicino a Oliena, e si snoda per circa 8 ore attraverso uno dei paesaggi più selvaggi della Sardegna.

Sali lungo sentieri tra lecci e ginepri, attraversi vallate silenziose, e poi — quando ormai hai perso il senso dell’orientamento — arrivi alla dolina e capisci perché questo posto è rimasto nascosto così a lungo.

Tiscali non è solo trekking: è un viaggio nel tempo.

Mentre cammini tra le capanne nuragiche ancora parzialmente in piedi, è difficile non chiedersi come doveva essere vivere lì, sospesi tra la roccia e il cielo, lontani da tutto e da tutti.

Porta scarpe da trekking con suola robusta e una buona scorta d’acqua. La discesa finale verso la dolina è ripida e richiede attenzione, ma è anche il momento più emozionante dell’intera escursione.

Nora: cammina tra le rovine romane affacciate sul mare

Non tutti i trekking devono portarti in cima a una montagna o nel fondo di una gola. A volte il percorso più bello è quello che ti porta attraverso la storia — letteralmente.

Il Parco Archeologico di Nora, nella Sardegna meridionale, è uno di quei luoghi che ti sorprendono per come mescolano archeologia e paesaggio.

Cammini tra mosaici romani ancora visibili sul pavimento, terme, un teatro affacciato direttamente sul mare, resti di abitazioni fenice e puniche che precedono di secoli la dominazione romana. Il tutto su una penisola che ha il mare su tre lati.

Il percorso richiede circa 5 ore ed è adatto anche a chi non è un trekker esperto: il terreno è accessibile, il dislivello minimo, e la lunghezza contenuta lo rende adatto anche a chi ha bambini grandi o anziani al seguito.

Ma non farti ingannare dalla facilità: quello che vedi qui è straordinario, e ti conviene camminare piano, guardare bene, e lasciare che il posto ti racconti la sua storia.

Il consiglio è di visitarlo in mattinata: d’estate il sole nel pomeriggio è impietoso, e alcune parti del sito sono completamente esposte.

L’alba su Nora, con la luce che radente illumina i mosaici e il mare che brilla sullo sfondo, è una di quelle esperienze che giustificano da sole il viaggio in Sardegna.

Su Nuraxi di Barumini: il trekking che ti porta nel cuore dell’età nuragica

Barumini, nell’entroterra della Sardegna centrale, è il posto dove capisci davvero chi erano i nuragici.

Su Nuraxi è il complesso nuragico meglio conservato dell’intera isola — sito UNESCO dal 1997 — e visitarlo non è semplicemente fare turismo culturale.

È fare un passo indietro di tremila anni in un paesaggio che sembra rimasto intatto.

Il percorso di visita è una camminata accessibile ma densa di contenuto: torri megalitiche, capanne, strutture difensive, pozzi sacri.

Ogni pietra racconta qualcosa, e se hai la fortuna di avere una guida appassionata — come spesso capita qui — esci con una comprensione dell’isola che non avresti mai immaginato di poter raggiungere.

Su Nuraxi si abbina perfettamente a una giornata nell’entroterra: la Marmilla, la zona che circonda Barumini, è uno di quei pezzi di Sardegna che i turisti di massa non raggiungono mai.

Colline dolci, paesi silenziosi, una cucina contadina che non ha niente da invidiare alla più celebrata gastronomia del nord. Se ti sposti sull’isola con l’auto, inserisci Barumini nell’itinerario senza esitazioni.

La Sardegna che non ti aspetti è quella che dura di più

Il mare lo ricordi per qualche settimana. Il colore dell’acqua, la sabbia bianca, il profumo della salsedine. Poi sfuma, come sfumano tutte le vacanze.

Ma il momento in cui sei entrato nella Gola di Gorroppu e hai alzato gli occhi verso le pareti di roccia che si chiudevano sopra di te quello non sfuma.

Il silenzio di Tiscali, con le capanne nuragiche immerse nella luce filtrata dalla dolina, quello resta.

Cammina. La Sardegna migliore ti aspetta lontano dalla spiaggia.

 

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