Ci sono montagne che si impongono per altezza e altre che colpiscono per forma.
Il Pizzo d’Uccello appartiene alla seconda categoria: fianchi slanciati, profilo affilato, una presenza che gli è valsa il soprannome di Cervino delle Alpi Apuane.
Salirlo lungo il percorso attrezzato che parte da Equi Terme significa affrontare un itinerario breve ma tecnico, dove il dislivello conta meno della qualità dell’ambiente attraversato.
Le Alpi Apuane sono un territorio ricco di elementi di interesse.
I massicci montuosi come il Monte Pisanino, il Monte Forato e lo stesso Pizzo d’Uccello si alternano a morene, massi erratici e valli profonde, mentre il paesaggio si completa con fenomeni di carsismo e doline.
Monte Forato – Foto Getty Images
Non mancano le attrattive più strettamente turistiche: la Carcaraia, il Monte Altissimo, il Monte Sagro, l’Altopiano della Vetricia, l’Antro del Corchia, l’Orto Botanico “Pietro Pellegrini”, le Marmitte dei Giganti, l’Oasi Lipu, il Museo di Casola e quello di Pruno.
La flora comprende macchia mediterranea, querceti, carpini, boschi misti e castagni, fino alle praterie d’altura.
La fauna non è da meno: volpi, tassi e soprattutto i rapaci, veri dominatori degli spazi silenziosi delle Apuane.
Il percorso inizia a Equi Terme, paese famoso per le sue sorgenti sulfuree e per il suo stabilimento termale.
Sempre a Equi si trovano due importanti grotte, la Tecchia di Equi e la Buca d’Equi.
Pizzo Uccello – Foto Getty Images
Da qui ci si indirizza fino a inoltrarsi nel Solco d’Equi.
Giunti nei pressi di una sbarra a circa 400 metri d’altezza, si abbandona l’auto, si guada il torrente con facilità e si prosegue in salita lungo una vecchia via di lizza.
Le vie di lizza sono strade tipiche delle Alpi Apuane, quelle sulle quali i blocchi di marmo venivano trasportati su una slitta di legno.
Seguendo questo tracciato, costeggiato da una fiorente vegetazione, si arriva nei pressi di alcuni edifici di cava.
Seguendo la cava di marmo si passa davanti alla Casa dei Vecchi Macchinari, per poi imboccare un sentiero segnalato che taglia in diagonale i pendii boscosi.
Da qui parte il percorso attrezzato numero 190 “D. Zaccagna”, che porta fino alla Cresta di Nattapiana, alla Foce di Lizzari, a 1250 metri.
Alpi Apuane – Foto Getty ImagesIl sentiero procede quasi pianeggiante e prosegue attrezzato fino a un punto dove si apre un’ottima visuale sulla Cresta Garnerone e sulla cima del Monte Sagro.
Per sicurezza l’itinerario segue poi il sentiero attrezzato numero 191 “M. Piotti”, che conduce alla Foce di Giovo, a 1500 metri, in una zona ricca di verdissimi prati.
È un territorio con ampia vista sulle vallate e sui monti circostanti: Monte Pisanino, Monte Cavallo, Monte Contrario.
Dalla Foce di Giovo si raggiunge infine la vetta del Pizzo d’Uccello, a 1781 metri, senza rischi e con poco sforzo.
Per la discesa si deve guadagnare la Foce del Giovetto, indirizzandosi poi verso la Cresta di Capradossa.
Dopo poco inizia il percorso attrezzato “Tordini-Galligani”, che riporta verso le pendici del monte. Si prosegue infine lungo un sentiero che ripassa nei pressi della Casa dei Vecchi Macchinari, riguadagnando il Solco d’Equi.
Questa montagna si lascia avvicinare da ogni lato grazie alle vie ferrate che la attrezzano, e proprio in questo sta il suo fascino: una cima imponente che concede la propria bellezza a chi sa muoversi con attenzione e rispetto.
Il Pizzo d’Uccello resta uno di quei luoghi dove la geologia, la storia del lavoro umano e il silenzio dell’alta quota si incontrano in un equilibrio raro.
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