4 passeggiate indimenticabili in Toscana da fare a settembre

Quattro itinerari per scoprire la Toscana a settembre, tra alte montagne, paesaggi costieri, antichi terrazzamenti e testimonianze della civiltà etrusca.

7 settembre 2026 - 12:51

Camminare a settembre in Toscana, 4 itinerari indimenticabili

Settembre è uno dei mesi migliori per camminare in Toscana.

Il caldo più intenso dell’estate lascia spazio a temperature generalmente più favorevoli e i paesaggi cambiano volto, dalle alte dorsali dell’Appennino alla costa, fino alle campagne della Valdichiana.

In questo periodo si possono scegliere itinerari molto diversi tra loro, alternando montagne, boschi, pinete sul mare e luoghi dove natura e storia si incontrano. Ecco quattro percorsi che raccontano proprio questa varietà!

1 – Punta Buffanaro, sul crinale dell’Appennino

Un lungo itinerario ad anello nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano, tra il Lago Paduli e le alte dorsali che separano la valle di Torsana da quella di Camporaghena.

Il percorso raggiunge in successione tre importanti elevazioni, il Monte Acuto, la Punta Buffanaro e il Monte Alto, alternando sentieri di crinale, tratti boscosi e alcuni passaggi attrezzati particolarmente panoramici.

L’escursione prende avvio nei pressi della diga di Lagastrello, sul Lago Paduli.

Il sentiero 659A conduce verso la Foce di Torsana, dove il percorso si innesta sul sentiero 00, seguendo la dorsale in direzione della Sella di Monte Acuto.

La prima cima della giornata è il Monte Acuto.

Dalla vetta si torna quindi verso la sella per affrontare uno dei tratti più interessanti dell’escursione: la traversata dei Groppi di Camporaghena.

Il sentiero percorre il crinale con alcuni passaggi attrezzati e regala ampie vedute sulle montagne circostanti.

Superati i Groppi, il sentiero raggiunge la Sella di Monte Buffanaro e prosegue verso la Punta Buffanaro.

La traversata continua quindi lungo la stessa direttrice di crinale, tornando a interessare i Groppi prima di dirigersi verso la terza elevazione dell’itinerario, il Monte Alto.

Dal Monte Alto l’itinerario perde quota verso il Passo di Pietratagliata.

In prossimità del passo è presente un ulteriore tratto attrezzato che, rispetto a quelli affrontati in precedenza, presenta caratteristiche più impegnative.

È quindi possibile aggirarlo seguendo una traccia alternativa che corre poco più in basso rispetto al crinale.

Raggiunto il Passo di Pietratagliata, il percorso abbandona il crinale e prosegue verso la località Ghiaccioni.

Qui si intercetta il sentiero 659, che accompagna nella parte conclusiva dell’anello.

Il tracciato raggiunge prima il Lago Acuto e il Rifugio Sarzana, per poi proseguire verso il punto di partenza.

Proprio nella parte finale si incontra ancora una salita significativa: il tratto tra Ghiaccioni e il Rifugio Sarzana presenta una pendenza sostenuta e può risultare particolarmente faticoso dopo molti chilometri e oltre mille metri di dislivello già percorsi.

Da qui il sentiero continua fino a chiudere l’anello nei pressi della diga di Lagastrello.

Si tratta di un itinerario molto vario, caratterizzato soprattutto dalla spettacolare successione dei crinali tra Monte Acuto, Groppi di Camporaghena, Punta Buffanaro e Monte Alto.

Una traversata appenninica di ampio respiro, dove la fatica del percorso è accompagnata da panorami aperti e da una continua alternanza tra bosco, cresta e ambienti d’alta quota.

2 – San Bartolomeo: tra muretti a secco e panorami sull’Elba occidentale

Un itinerario nel paesaggio più autentico dell’Elba occidentale, tra i terrazzamenti agricoli dell’entroterra di Pomonte, la macchia mediterranea e le rovine della chiesa romanica di San Bartolomeo.

Il percorso permette di conoscere un versante dell’isola lontano dalle località balneari più frequentate e di osservare da vicino le tracce lasciate dall’antica agricoltura elbana.

La partenza è a Pomonte, frazione affacciata sul versante occidentale dell’isola e dominata dall’imponente massiccio del Monte Capanne.

Dalla parte alta dell’abitato si imbocca il sentiero 104, che comincia subito a guadagnare quota allontanandosi dalle case.

La salita attraversa un ambiente profondamente modellato dal lavoro dell’uomo: sui pendii del Monte San Bartolomeo, infatti, per secoli sono stati costruiti terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, indispensabili per ricavare superfici coltivabili dai ripidi versanti granitici.

Man mano che si sale, il panorama su Pomonte diventa sempre più ampio.

La valle appare come un grande anfiteatro naturale aperto verso il mare, mentre tra la vegetazione sono ancora riconoscibili numerosi appezzamenti un tempo destinati a orti, frutteti e soprattutto vigneti.

La salita prosegue fino a raggiungere, intorno ai 470 metri di quota, l’intersezione con il sentiero 103.

Da questo punto si può continuare verso Chiessi, entrando nella parte più alta dell’itinerario. Poco dopo il percorso raggiunge una deviazione che conduce verso il pianoro ai piedi del Monte San Bartolomeo, dove si trovano i resti dell’antica chiesa dedicata al santo.

Le rovine di San Bartolomeo rappresentano il principale punto di interesse storico del percorso.

La posizione è particolarmente suggestiva perché consente di abbracciare con lo sguardo entrambe le vallate che si aprono sui due versanti della montagna.

Dopo aver raggiunto la zona della chiesa si torna sul percorso principale e si comincia a perdere quota in direzione di Chiessi.

Raggiunta la zona del Fosso dei Cotoni, il sentiero 126 permette di completare l’anello tornando verso Pomonte.

Nel complesso si tratta di un’escursione di circa 7 chilometri, con un dislivello positivo di oltre 500 metri.

3 – Anello della Riserva dei Tomboli tra Cecina e Bibbona

Questo itinerario, completamente pianeggiante, si svolge lungo la costa toscana, tra la pineta di Marina di Cecina, gli ambienti naturali della Riserva dei Tomboli e la spiaggia che collega il litorale di Bibbona.

Il percorso prende avvio nei pressi del lungomare di Marina di Cecina.

Da qui si entra nella pineta e si comincia a seguire la fitta rete di strade e viottoli che attraversano la foresta costiera.

Il tracciato rimane praticamente sempre alla stessa quota e si sviluppa tra i pini, con frequenti possibilità di avvicinarsi alla costa e di intravedere il mare attraverso la vegetazione.

La pineta offre un ambiente particolarmente caratteristico.

Nel sottobosco, in alcuni periodi dell’anno compaiono numerose fioriture di ciclamini selvatici.

All’interno della riserva toscana la rete dei percorsi può apparire inizialmente articolata, con numerose strade che si incrociano tra gli alberi, ma la presenza della segnaletica rende relativamente semplice seguire l’itinerario.

Proseguendo verso sud si raggiunge Bibbona, entrando nell’abitato prima di dirigersi nuovamente verso il mare.

La costa viene raggiunta nei pressi di Villa La Corallina, da dove il percorso cambia completamente ambiente.

Dopo il lungo tratto nel bosco, si comincia infatti a camminare direttamente sulla spiaggia, seguendo il litorale in direzione nord.

Questo tratto rappresenta uno dei momenti più piacevoli dell’escursione, soprattutto nelle giornate limpide, quando la visuale sul mare si apre completamente e il contrasto con la pineta appena attraversata è particolarmente evidente.

Dopo aver seguito la spiaggia per un tratto, si torna verso l’area della Riserva dei Tomboli e si riprende la rete di strade e sentieri all’interno della pineta.

Il percorso procede quindi nuovamente verso nord, attraversando il bosco fino a raggiungere Marina di Cecina e il punto di partenza, completando così l’anello.

4 – Toscana antica: la campagna di Chiusi e le tombe etrusche di Poggio Renzo

Un itinerario tra campagna toscana, paesaggi lacustri e testimonianze della civiltà etrusca, lungo le strade rurali che da Chiusi conducono verso il Lago di Chiusi.

Il percorso attraversa la zona archeologica di Poggio Renzo, una delle principali aree funerarie dell’antica città etrusca, dove ipogei monumentali e tombe scavate nella collina si inseriscono tra i campi e le colline della Valdichiana.

Il punto di partenza si trova presso l’incrocio per il Lago di Chiusi.

Da qui, si segue per un breve tratto la strada in direzione di Chiusi, per poi imboccare una viabilità secondaria segnalata verso il lago.

Dopo le prime abitazioni il percorso cambia direzione e attraversa la campagna a nord della città, seguendo una strada rurale che si inoltra tra coltivazioni, poderi e piccoli nuclei agricoli.

Si continua senza imboccare le numerose strade secondarie che conducono alle aziende agricole, mantenendo la direttrice principale verso il lago.

Dopo circa due chilometri, si attraversa il settore di Poggio Renzo.

Tra le tombe etrusche da visitare, spicca la Tomba della Scimmia, uno degli ipogei etruschi più conosciuti della zona.

Nelle vicinanze si trova anche la Tomba del Leone, che prende il nome dalle raffigurazioni di felini che un tempo decoravano l’ingresso.

Il percorso prosegue quindi verso le quote più alte di Poggio Renzo, raggiungendo il punto culminante dell’itinerario prima di cominciare gradualmente a perdere quota.

Dalla strada e dai tratti aperti della campagna si aprono scorci sempre più ampi sul territorio circostante.

Il paesaggio archeologico lascia progressivamente spazio alla campagna coltivata e alle aree rurali che circondano il Lago di Chiusi.

Avvicinandosi al Lago di Chiusi, le colline lasciano spazio agli ambienti agricoli più aperti della Valdichiana e alla presenza dello specchio d’acqua, creando un contrasto interessante con la parte archeologica attraversata nella prima sezione del percorso.

 

_ Scopri gli altri itinerari e percorsi in Toscana

 

Seguici sui nostri canali social!
Instagram –  Facebook – Telegram

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Toscana, 4 passeggiate al fresco anche ad agosto tra boschi e cascate

Il Cervino delle Apuane: la ferrata che sale al Pizzo d’Uccello

Toscana, trekking al fresco in Garfagnana tra boschi e laghi