Un oceano di colline tra Firenze e Siena, dove per secoli due repubbliche si sono contese ogni crinale.
In autunno il Chianti cambia pelle: l’aria si fa più fresca, le vigne si accendono di rossi, gialli e marroni, e camminare diventa il modo migliore per leggerne la storia.
Ecco tre itinerari ad anello per attraversarlo a piedi, tra castelli, pievi e cantine.
Il Chianti Classico è il vino che ha reso famosa la Toscana nel mondo. Ma questa terra porta i segni dell’uomo fin da tempi antichissimi, e lungo i sentieri il passato si respira a ogni passo.
Qui la Repubblica fiorentina e quella senese si sono contese a lungo il territorio.
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Ne restano castelli, case coloniche, cantine e dolci colline che si susseguono senza interruzione.
In autunno il paesaggio rurale mostra agli escursionisti il suo volto più bello. Il clima è più fresco e i colori si fanno intensi, in un gioco cromatico di rossi, marroni e gialli.
È il momento giusto per scoprire il territorio da vicino, di cantina in cantina, di produttore in produttore, di ristorante in ristorante.
Nel cuore del Chianti, percorsi affascinanti accompagnano ciclisti ed escursionisti lungo sentieri, strade bianche, campi coltivati, querceti, uliveti e vigneti.
Storia centenaria, lunghe contese, borghi fortificati che emergono tra boschi e filari di vite: il Chianti è una dolce distesa di colline, ideale per un viaggio dentro le tradizioni enogastronomiche toscane.
La punta di diamante sono i vigneti del Chianti Classico DOCG, che colorano di rosso le tavole.
Le alture però sanno anche salire: il Monte San Michele, punto più alto della zona, sfiora i 900 metri.
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Lungo le piccole strade provinciali e poderali le colline si inseguono, regalando scorci sempre diversi.
È la Toscana dei sogni, punteggiata di borghi dalle atmosfere rilassate, dove ogni sosta in un bar o in una trattoria diventa un incontro spontaneo con l’ospitalità locale.
C’è Greve in Chianti, porta della regione, con il suo Museo del Vino.
C’è Castellina con il museo archeologico, ci sono Radda e Gaiole incastonate tra i colli, il borgo fortificato di Barberino Val d’Elsa e San Casciano Val di Pesa, dove visse Machiavelli.
E poi una serie infinita di borghi e borghetti in pietra, raccolti dentro piccole mura e punteggiati di pievi e chiesette medievali.
Il modo migliore per entrare nel cuore dell’antico Granducato è lasciare il traffico alle spalle e seguire il reticolo di strade bianche che incide questa terra.
Davanti, solo il silenzio dei boschi e il canto degli uccelli che si posano tra le vigne.
Il primo percorso parte da Cintoia, borgo a una ventina di chilometri a sud di Firenze, tra colli lontani dalla folla turistica del capoluogo.
Si cammina sul tracciato di un’antica strada etrusca, partendo dal castello di Mugnana, imponente roccaforte costruita prima del XIV secolo.
Il sentiero n. 18 sale dentro un fitto bosco di pini e lecci, che salendo lasciano spazio ai castagni.
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Si prosegue sul crinale fino al casolare di Casa al Monte, poi si scende verso La Panca.
Da qui il sentiero ricalca l’antica via etrusca che collegava Volterra a Fiesole.
Quando il sentiero n. 18 piega a sinistra, proseguendo sulla strada principale si può visitare dall’esterno l’abbazia di San Cassiano a Montescalari.
L’edificio, di origine medievale, fu fortificato intorno all’anno Mille e conobbe il suo periodo di massima prosperità all’inizio del XIV secolo.
Tornati sul sentiero n. 18, si scende verso il castello di Cintoia Alta e si costeggia un antico mulino. Poi di nuovo nel bosco, su un tracciato che conserva tratti di ciottolato di origine romana e medievale.
Il sentiero si snoda intorno al fiume, superato più volte su piccoli ponti in pietra, fino al Castello di Sezzate. È un complesso del XII secolo che nel Medioevo ospitava un ricco mercato.
Si scende tra gli ulivi e si risale verso il castello di Mugnana, a pochi metri dal punto di partenza.
Il secondo giorno di viaggio prevede 24 chilometri in auto e 19 a piedi.
Si scende verso il senese per un itinerario panoramico tra borghi antichi e architetture di grande valore storico.
Si parte da Radda, borgo medievale che nel Duecento fu quartier generale della Lega del Chianti.
Su questi colli la tradizione del vino risale a oltre duemila anni fa: i vigneti erano già coltivati al tempo degli Etruschi.
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Dopo aver ammirato le mura e l’elegante Palazzo del Podestà, si parte dal vecchio Mulino su uno stradello sterrato in salita. Si raggiunge il Poggio di Montemaggio e si continua su sentiero verso Castelvecchi.
Questo piccolo nucleo, un tempo centro di produzione vinicola, oggi è una struttura ricettiva. Le sue cantine millenarie custodiscono il Chianti Classico DOCG, ma anche pinot, prosecco, grappe e olio d’oliva.
Le strade bianche conducono poi verso Volpaia e Villa al Monte. Poco dopo si incontra la chiesa settecentesca della Madonna del Fossato, piccola cappella nascosta tra le fronde e circondata da cipressi.
Fu costruita per custodire un dipinto della Madonna col Bambino ed è un luogo raccolto, perfetto per una pausa.
Si raggiunge quindi l’antico borgo fortificato di Volpaia, altro centro storico di produzione del Chianti Classico. A differenza di molti borghi simili, conserva una struttura medievale quasi intatta.
Dal borgo si risale verso la Pieve di Santa Maria Novella, chiesa romanica del XII secolo. Da qui si torna facilmente al punto di partenza su strade bianche che corrono accanto ai vigneti.
Pochi chilometri più in là, Lecchi è il punto di partenza di un percorso che racconta bene l’anima storica e naturale del Chianti.
Dal borgo si scende verso l’Osteria della Passera e si arriva presto alla Rocca di Tornano, antico mastio quadrangolare dell’anno Mille oggi trasformato in relais.
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Si cammina su piccole strade poderali che sfiorano ville celebri e si infilano qua e là in boschetti, fino alla Fattoria del Castello di Cacchiano.
Qui si aprono gli scorci più tipici del Chianti: nelle giornate limpide lo sguardo corre tra i colli fino alle torri di Siena.
Si riparte verso Monticello, poi si scende fino a un torrente che si segue fino a Le Macie.
Un tratto d’asfalto porta a San Sano, piccolo nucleo che in passato era probabilmente fortificato all’interno di un mastio.
Oggi, con le sue case in pietra, è uno dei borghi meglio conservati della regione.
Si scende di nuovo nella vegetazione per imboccare una poderale che riporta verso Lecchi, costeggiando il castello di Monteluco.
Costruito nel 1100 sotto il governo di Siena, passò poi a Firenze e rimase conteso tra le due potenze per secoli.
Dopo la visita alla sua imponente struttura, si torna in breve al punto di partenza.
Castelli che hanno cambiato bandiera, pievi romaniche, ciottolati etruschi e romani: nel Chianti il paesaggio è un archivio aperto, e il sentiero è il modo più fedele per sfogliarlo.
In autunno, quando le vigne si tingono e il silenzio dei boschi torna protagonista, queste colline ricordano che la bellezza di un territorio si misura anche dalla lentezza con cui si sceglie di attraversarlo.
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