Il Cammino di Oropa: un cammino semplice ma ricco di bellezze

Il Cammino di Oropa è un percorso adatto sia ai trekker più esperti, che possono percorrerlo in meno tappe, ma anche ai pellegrini novelli, che per la prima volta decidono di affrontare un viaggio zaino in spalla su un percorso a tappe.

30 aprile 2021 - 12:53

Il tracciato è diviso in quattro tappe, tre per i camminatori con più gamba e fiato, parte da Santhià e arriva fino al Santuario di Oropa, a pochi chilometri da Biella.

Il cammino attraversa aree paesaggisticamente e naturalisticamente molto diverse del territorio piemontese. Si parte dalla pianura intorno a Santhià, dominata dai campi agricoli e dalle risaie, per prendere poi gradualmente quota fino a raggiungere le alpi biellesi, verdi e rigogliose.

In mezzo si attraversano fitti boschi di faggi e castagni, a quote collinari, che d’estate proteggono il viandante dal sole caldo mentre d’autunno si trasformano in tavolozze di colori che riempiono gli occhi: luogo ideale per osservare il cosiddetto foliage.

 

Come arrivare: un cammino sostenibile

Una delle caratteristiche di questo cammino è la facilità con cui si può raggiungere con i mezzi pubblici.

È infatti il treno il miglior mezzo per raggiungere Santhià, località di partenza del percorso, la prima tappa del cammino inizia proprio dalla piazza della stazione.

Il percorso si conclude al Santuario di Oropa, che è servito da un ottimo servizio di autobus pubblici che collegano il luogo religioso con il centro di Biella.

Dalla cittadina piemontese si può poi raggiungere Santhià in mezz’ora, prendendo uno dei tanti treni che coprono la tratta ogni giorno.

 

Quando andare: un percorso da fare tutto l’anno

Il Cammino di Oropa si trova sempre a quote medio basse. Si parte dalla pianura, a circa 300 metri sul livello del mare, per arrivare ai piedi delle alpi biellesi, senza mai superare i 1100 metri di altitudine.

Anche d’inverno si può camminare senza rischiare problemi con la neve, che non cade mai troppo abbondante e comunque mai in grado di bloccare il percorso.

L’importante è avere sempre la giusta attrezzatura, adatta alla stagione e alle condizioni meteorologiche che si potrebbero incontrare.

Le tappe sono brevi e non particolarmente difficili, buona parte del percorso attraversa terreni battuti, per questa ragione nei periodi di piogge più intense è importante prestare attenzione alle calzature, che devono essere adatte a camminare su fondi fangosi e in acquitrini.

Un paio di scarpe alte e impermeabili, accompagnate da ghette di qualità, sono una combo necessaria per percorrere il Cammino di Oropa in autunno.

 

Le caratteristiche principali del percorso

Il Cammino di Oropa è un percorso interessante sotto tanti punti di vista.

Ogni tappa è unica, ogni giorno si cambia ambiente e paesaggio.

Si inizia a camminare nella pianura intorno a Santhià, dominata dai campi coltivati e dalle risaie piene d’acqua, dove i dislivelli contenuti e il terreno facile permettono alle gambe di muoversi veloci e senza troppa fatica.

Questa tappa, come anche la seconda, segue il tracciato della Via Francigena, ma in direzione opposta a quella dei pellegrini diretti a Roma, infatti per raggiungere il Santuario di Oropa si va verso nord, lasciandosi Roma alle spalle.

Seguire il percorso è piuttosto agevole, infatti lungo tutto il tracciato sono presenti i segnavia gialli e neri con la scritta Cammino di Oropa installati dall’associazione Movimento Lento.

I cromatismi della segnaletica non sono casuali, ma sono stati pensati per facilitare le persone ipovedenti.

L’intero cammino è vocato all’accessibilità, infatti non si attraversano mai tratti di sentiero stretti o esposti e i terreni su cui si cammina o pedala sono compatti e privi di barriere architettoniche.

 

Il cammino tappa per tappa:

_ Prima tappa: da Santhià a Roppolo, per 16,5 km e 230 m dislivello in salita.

Si parte proprio dalla stazione ferroviaria di Santhià e si seguono i segnavia in direzione nord, percorrendo il tracciato della Via Francigena allontanandosi da Roma, puntando verso quelle Alpi da cui scendono i pellegrini che provengono dall’Europa.

Dopo aver lasciato il centro abitato ci si incammina attraversano i campi coltivati e le risaie. Si raggiunge poi l’abitato medievale di Caviglià, a due passi dal Lago di Viverone, per proseguire poi fino a Roppolo.

Questo borgo ha origini medievali, si trova sulla collina morenica della Serra, in una posizione strategica tra Biella, il Torinese e il Monferrato occidentale, che lo hanno reso un prezioso punto di controllo militare, come testimonia il maestoso Castello di Roppolo.

Una manufatto che ha superato invasioni, guerre e assedi con una storia di oltre mille anni in una posizione di dominio sul territorio circostante.

Dalla struttura si può osservare un paesaggio splendido e aperto, che parte dai ruderi del Castello di Viverone fino alle bianche case di Ivrea e, più in lontananza, le montagne di Aosta.

A due passi da Roppolo si trova il meraviglioso Lago di Viverone, uno specchio d’acqua in cui regnano pace e tranquillità, lungo le sponde si possono osservare antiche ville e piccoli paesi che hanno resistito all’avanzare della modernità.

La sera dopo cena, specie nei mesi primaverili ed estivi, vale la pena fare una visita in questo luogo incantato per fermarsi a osservare il sole tramontare e tingere di rosso l’intero specchio d’acqua.

> Guarda la traccia e il profilo altimetrico della tappa:

 

_ Seconda tappa: da Roppolo a Sala Biellese, per 17,4 km e 400 m dislivello in salita.

La seconda tappa parte da Roppolo e segna un cambio di ambientazione. La pianura e i campi coltivati lasciano spazio ad un ambiente più boschivo. Siamo infatti nel bel mezzo della Serra d’Ivrea, l’anfiteatro morenico più grande d’Europa, coperto da boschi e praterie.

Per quanto il dislivello della tappa sia contenuto l’ambiente cambia, il panorama è più verde e rigoglioso, si attraversano aree aperte alternate a zone più boscose.

Lungo questa tappa ci sono diversi punti d’interesse, il primo è un piccolo borgo medievale fortificato, diroccato e composto da poche case. Un antico insediamento oggi disabitato, che conserva il fascino di un tempo passato.

Continuando a camminare si arriva nel paesino di Zimone, in cui è possibile fare una breve sosta prima di continuare verso uno dei luoghi più suggestivi della tappa: il Monastero di Bose.

In questo luogo, fondato da Enzo Bianchi, vive una comunità composta da circa ottanta persone, protestanti e ortodossi, cinque presbiteri e un pastore. Poco distante si trova l’antica chiesa romanica di San Secondo, costruita nell’undicesimo secolo, ben conservata e ottima testimone dell’architettura e dell’arte medievale.

Prima di arrivare a destinazione c’è ancora un punto di grande interesse: è Ricetto di Magnano, un piccolo borgo antico che custodisce un antico mulino che risale agli anni ‘30.

Dopo Magnano ancora qualche chilometro di cammino e si arriva a destinazione, nel paese di Sala Biellese.

> Guarda la traccia e il profilo altimetrico della tappa:

 

_ Terza tappa: da Sala Biellese – Santuario di Graglia, per 16,1 km e 550 m dislivello in salita.

Questa tappa porta in un paesaggio ancora diverso, si cammina immersi nei boschi antichi della Serra Morenica, il percorso alterna sentieri immersi in mezzo agli alberi ad altri che attraversano aperte praterie.

Lungo il cammino si incontrano antichi casali e all’orizzonte si scorgono nitide le vette delle Alpi Biellesi, che nei mesi invernali sono coperte dalle neve che cade sempre abbondante sui loro pendii.

Il dislivello di questa tappa è leggermente maggiore rispetto alla precedente, si procede verso Donato, una paesino in cui si trovano bar e punti di appoggio per una pausa di ristoro prima di ricominciare verso la fine della tappa.

A fine giornata si arriva in un luogo davvero molto suggestivo, che contribuisce a rendere così speciale questo cammino: è Santuario di Graglia, alle pendici del Mombarone, che segna lo spartiacque tra Piemonte e Val d’Aosta.

Questa antica struttura è uno dei più importanti santuari mariani del Piemonte, la sua costruzione risale al 1655.

In quell’epoca si pensò di costruire sul Colle della Divina Bontà, dove già sorgeva una cappella dedicata alla Madonna di Loreto, un grandioso tempio, con annesso un posto tappa per i pellegrini.

Il santuario è diventato negli anni meta di pellegrinaggio, del grandioso progetto originario del Sacro Monte rimangono quattro cappelle, dedicate ad episodi dell’infanzia di Gesù Cristo realizzate tra il 1664 e il 1684, che furono poi inglobate nell’edificio settecentesco.

Lungo il percorso che porta in cima al monte di San Carlo, dove si trova l’omonima chiesa, si possono ancora vedere i ruderi di altre cinque cappelle. Oggi la struttura permette il soggiorno dei pellegrini che vogliano trovare un posto in cui riposare.

> Guarda la traccia e il profilo altimetrico della tappa:

 

_ Quarta tappa: dal Santuario di Graglia al Santuario di Oropa, per 15,1 km e 800 m dislivello in salita

Siamo all’ultima tappa di questo cammino, la più faticosa e spettacolare. Fino a questo punto il cammino non è particolarmente duro in termini di dislivelli superati e nemmeno per i terreni attraversati, tutti abbastanza semplici.

Questa tappa fa capire al pellegrino che si sta avvicinando alle alpi, l’ambiente è più boschivo, il dislivello è più importante, la natura più verde e rigogliosa ma anche più severa.

Infatti in questa tappa si superano tratti rocciosi, corsi d’acqua che, in primavera o autunno, possono essere anche gonfi d’acqua.

Importante partire al mattino presto, lunghezza e difficoltà del percorso allungano il tempo di percorrenza della tappa. Il profilo altimetrico del percorso è fatto di continui saliscendi, si inizia con un tratto in discesa, abbastanza lungo, poi si inizia a salire con una certa costanza fino a raggiungere il paese di Sordevolo.

Dopo aver superato l’abitato si prosegue in un bell’ambiente boschivo, lungo sentieri che attraversano aree boschive e crinali dai quali si vedono ormai chiaramente le vette alpine, ormai più vicine.

Si seguono i segnavia in direzione Favaro, qualche chilometro di cammino e si arriva in questo paesino, che l’ultimo punti di sosta prima di affrontare gli ultimi chilometri di salita fino al Santuario di Oropa.

Da Favaro si imbocca il Sentiero D che porterà fino al piazzale antistante il Santurio, quest’ultimo tratto è tra i più faticosi di tutto il cammino.

Da una parte la stanchezza dei chilometri percorsi nelle gambe, dall’altro il dislivello montano di questo tratto di sentiero, rendono questi ultimi passi particolarmente faticosi.

Importante avere scorte d’acqua e qualcosa di mangiare per poter avere sempre l’energia giusta. Dopo qualche chilometro si arriva finalmente al cospetto del Sacro Monte di Oropa, circondato dalla Riserva Naturale Speciale, il più famoso santuario mariano alpino, celebre per la devozione alla Madonna Nera.

La riserva si estende per tutta la conca di Oropa andando ad abbracciare una grande varietà di specie vegetali ed animali.

Nei pressi del Santuario si trova anche il Giardino Botanico – Oasi WWF, ricca di specie vegetali alpine.

Nel piazzale davanti al complesso del Santuario, oltre al centro informazioni al quale richiedere il timbro della credenziale del Pellegrino, troviamo anche la fermata degli autobus che portano a Biella.

Guarda la traccia e il profilo altimetrico della tappa:

 

Informazioni utili per il cammino:

_ Come arrivare:

In treno: Santhià si trova sulla linea ferroviaria Milano-Torino, ci sono treni ogni ora che arrivano dalla Stazione Centrale di Milano in 1h05′ e da Torino Porta Susa in 30′. Il Cammino di Oropa parte dalla stazione ferroviaria, per informazioni sui treni in arrivo e partenza consultate il Sito di Trenitalia.

In bus: La fermata di Flixbus di Santhià si trova dal casello autostradale dell’autostrada A4, da qui è possibile raggiungere il Cammino di Oropa facilmente. Info e orari sul sito ufficiale di Flixbus

In auto: Santhià si può raggiungere con l’autostrada A4 Milano-Torino. Dista un’ora circa di auto da Milano e mezz’ora da Torino. L’auto si può parcheggiare vicino alla stazione ferroviaria di Santhià, dove ci sono parcheggi gratuiti.

 

_ Collegamenti nelle varie tappe:

Alcune località intermedie sono collegate a Biella dal servizio di trasporto autobus ATAP, gli orari sono disponibili sul sito ufficiale

 

_ Dal Santuario di Oropa

Una linea di autobus urbani collega il Santuario di Oropa con la Stazione ferroviaria di Biella San Paolo, con partenza ogni dure ore circa. I biglietti sono disponibili alla reception del Santuario.

Dalla stazione ferroviaria di Biella c’è un treno diretto che permette di raggiungere Santhià oppure, con cambio a Novara, anche Milano.

 

Contatti utili:

_ Al cammino è dedicato un sito web ricco di informazioni e approfondimenti utili.

_ Per informazioni è utile consultare il sito Santuario di Oropa.

_ Chi invece vuole conoscere bene anche storia e origini del cammino, consigliamo di leggere questa guida

 

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