Il Monte Festocchio

18 marzo 2020 - 9:42

Posteggiata l’auto e calzate le nostre racchette da neve si prosegue sulla stradella dalla quale siamo arrivati, sino a raggiungere la strada Carmelia-Zervò-Zillastro. Poco dopo a destra tra i faggi, si nota una fontana e subito si segue la pista in salita detta “delle Fontanelle”, ancora oggi utilizzata dai pellegrini che si recano al Santuario di Polsi o della Madonna della Montagna, centro della spiritualità calabrese. Procedendo sulla pista e tralasciando i bivi secondari, tra faggi e giovani abeti, dopo circa dieci minuti di cammino, all’altezza di un altro bivio a sinistra e di un bell’esemplare di abete bianco, si può godere di un bel panorama spaziando con lo sguardo da Sant’Elia di Palmi sino a Capo Vaticano. Qualche minuto ancora ed ecco la fontana Scarpa e poco dopo “le Fontanelle”. Prestando un po’ di attenzione si nota il segnavia rosso-bianco-rosso del sentiero del Brigante (da Gambarie alle Serre), che attraversa la nostra pista. Ecco località Portella Mastrangelo e la strada che proviene da Montalto passando per Tabaccari e che prosegue verso il bivio Fistocchio. Seguendo la principale a sinistra, in salita, in circa venti minuti si raggiunge il bivio Fistocchio. Il braccio di destra conduce a Serro Cropanelli, San Luca, Polsi, mentre quello di sinistra porta ai piani di Junco, strada Zervò-Carmelia. Dal bivio si punta, tra le due strade, direttamente alla cima seguendo la zona priva di vegetazione, coprendo circa 400 metri di distanza e 100 metri di dislivello che ci separano dai 1568 metri del punto trigonometrico di Monte Fistocchio. Dalla cima si gode uno splendido panorma  a partire dal versante Jonico sulla vallata delle grandi pietre (splendidi  monoliti di sabbia e ciottoli emergenti da fitte leccete) con Pietra Castello, Pietra Lunga e Pietra Cappa, la Vallata del Bonamico, Puntone della Croce, la Vallata di Castunia, i Piani dei Riggitani, Montalto il Serro di Pietra Tagliata, Delianuova, Scido. Il manto nevoso nasconde una grande quantità di pietre e blocchi di roccia, in un documento di circa 500 anni fa si parla dell’esistenza di ruderi: “…esce alla serra dello sturchio donde sono certe muraglie antiche…”. Secondo gli studiosi lo stato dei luoghi non permette di stabilire la tipologia di questo insediamento ma l’ipotesi più verosimile è “che si trattasse di una postazione militare, un luogo di vedetta assai privilegiato, a guardia della via che collegava Pietra Castello con Santa Cristina, per indicare due manieri assai antichi sui due versanti”. A questo punto, dopo aver dato l’ultimo sguardo all’ampio panorama non resta che ripercorrere a ritroso il percorso fatto e raggiungere il rifugio al punto di partenza.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Toscana, Valdelsa: trekking da San Gimignano a Castelvecchio, tra natura e storia

Piemonte, trekking nel Monferrato: Borgomale tra i colori e sapori d’autunno

Trentino, Stelvio Val di Rabbi: trekking alla scalinata dei larici monumentali