Il Monte Linas – 2° tappa

18 marzo 2020 - 9:56

L’ovile Linas, situato sotto la cima più alta del massiccio e cioè la Punta Perda de sa Mesa, è l’unico abitato della zona. E’ un buon punto di appoggio, di non trascurabile importanza, per gli escursionisti che potranno chiedere al guardiano informazioni sul luogo.
Da qui il panorama è splendido e spazia verso le inaccessibili gole del Rio Linas che, dopo qualche chilometro, si tuffa nel Canale Monincu a poca distanza dalla grande cascata di Muru Mannu. Quest’ultima è, però, meglio raggiungibile dal Demanio di Monti Mannu a cui si accede da Villacidro.
Poco distante dalle costruzioni dell’ovile un sentiero in discesa ci conduce al fiume dove troviamo un ponticello (un po’ malconcio a dire il vero) che ci facilita l’attraversamento. Il sentiero che, poi, risale la collina in direzione sud/est avrebbe bisogno di un po’ di manutenzione. Le stesse segnalazioni sono ormai quasi del tutto inesistenti e non facilitano di sicuro l’escursionista meno esperto.
Bisogna anche sottolineare che un trekking del genere è adatto a persone che sanno orientarsi con carta e bussola o che, comunque, siano accompagnate da persone del luogo. I sentieri, infatti, non essendo molto battuti, tendono a richiudersi in conseguenza della cre-scita della vegetazione e rendono difficile il cammino e, cosa non meno importante, l’orientamento. I nostri punti di riferimento quando siamo al di fuori del bosco sono sempre le vette del Linas la cui vista ci accompagna ovunque.
Il passo Genna Eldadi. Sullo sfondo la triangolare mole del monte Linas.
Giunti in cima alla collina imbocchiamo un’altra mulat-tiera in discesa che ci porta in meno di un quarto d’ora al guado del Canale di Muru Mannu. Qui, come detto, la natura ha creato in un paio d’anni le sue barriere; il sentiero si richiude e il passaggio risulta molto difficoltoso anche se dopo circa 200 metri di risalita, Genna di Muru Mannu ci offre un altro spettacolo incantevole: verso est il canyon, con le sue pareti granitiche, dove si tuffa il Muru Mannu per formare la cascata più alta della Sardegna, si parla di circa 70 metri ma è osservabile solo nelle stagioni piovose e verso sud l’altopiano di Oridda attraversato dall’omonimo Rio. Ed è qui che dopo circa due chilometri di cammino lungo una facile strada forestale giungiamo a Conca de Piscina Irgas.
C’è da sottolineare che, purtroppo, anni fa l’altopiano è stato interessato da rimboschimenti con specie arboree quali eucalipti e pini che sicuramente non danno una bella immagine di recupero di un luogo che ha subito nel tempo non pochi affronti da parte dell’uomo. Seguendo il fiume verso est, infine, arriviamo stanchi al nostro campo situato al riparo di un boschetto di lecci e corbezzoli dove non manca il posto per piazzare una tenda.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Toscana, Valdelsa: trekking da San Gimignano a Castelvecchio, tra natura e storia

Piemonte, trekking nel Monferrato: Borgomale tra i colori e sapori d’autunno

Trentino, Stelvio Val di Rabbi: trekking alla scalinata dei larici monumentali